L'Air Force Space Command lancia in orbita geostazionaria un nuovo strumento "anti-oggetti spaziali"

giovedì 6 settembre 2012


A quasi due anni dopo il suo lancio in orbita, il satellite dell'Air Force statunitense SBSS (Space Based Space Surveillance Block 10) ha cominciato le sue iniziali operazioni il giorno 20 agosto 2012.

Il responsabile dell'Air Force Space Command, Generale William Shelton, ha dichiarato che il satellite è già una pietra miliare dopo aver raggiunto l'iniziale capacità operativa. Il mezzo spaziale è ora disponibile per supportare il Comando Strategico USA, ha affermato Robert Davidson, Capo Divisione della Superiorità Spaziale dell'Air Force Space Command.

"Il satellite SBSS fornirà la capacità necessaria della nazionale consapevolezza per lo spazio profondo nei termini di tempestiva rivisitazione di oggetti ad alto interesse e una maggiore capacità di soddisfare le attuali e future esigenze dei 'Warfighters' SSA".

La Boeing e la Ball Aerospace hanno fornito il satellite, che l'Air Force ha collocato nello Spazio nel settembre dell'anno 2010. Basandosi su un sensore apposito, il satellite è in grado di monitorare gli oggetti dalla sua posizione in orbita geostazionaria senza interruzioni e interferenze dovute al tempo meteorologico, l'ora del giorno o l'atmosfera, fattori che possono limitare i sistemi di terra. "Si tratta di un agile sensore, in modo che possa essere affidato il compito di guardare gli oggetti ad alto interesse su basi più frequenti", ha detto Davidson.

Il sistema SBSS utilizza un solo sensore posizionato nello Spazio, controllato dallo U.S. Air Force Space Surveillance Network con l'abilità di rilevare navi spaziali e altri oggetti spaziali distanti o detriti.

Vediamo ora come è basata la missione del sistema SBSS, in simbiosi con il Comando di Combattimento Spaziale:

1) Fornire tempestiva individuazione, raccolta, identificazione e tracciamento di oggetti spaziali costruiti dall'uomo dallo spazio profondo alle basse orbite terrestri.

2) Operare in collaborazione con lo Space Surveillance Network (SSN) per supportare la sicurezza del volo spaziale, garantendo la completezza del catalogo spaziale, segnalando separazioni e manovre che avvengono in orbita e fornire indicazioni e preavvisi di allarme nello Spazio.

3) Trovare, fermare, tracciare oggetti spaziali. Attivare la determinazione di minaccia e strategie difensive.


4) Tracciare gli RSOs (Residente Space Objects) nello spazio profondo e vicino la Terra.

5) Fornire la posizione, rilevare la manovra e i dati ID dell'oggetto spaziale.

6) Fornire tutte le condizioni meteo, giorno e notte, vicini al tempo reale dei dati SSA.

7) Ricerca di oggetti spaziali scomparsi oppure sconosciuti nello spazio profondo.

8) Raccogliere dati metrici e identificativi dell'oggetto spaziale (SOI).

9) Supportare la preparazione di "Intelligence" nel campo di battaglia.


Secondo una nota aggiuntiva dell'ex ufficiale dell'USAF George Filer, responsabile del sito internet "National UFO Center" e dal quale abbiamo tratto questa notizia, il logo dello SBSS è alquanto sospetto. Secondo Filer, il logo mostra il satellite che guarda nello Spazio, alla ricerca di oggetti che si avvicinano alla Terra. Satellite che è posizionato sopra i Poli, in cui gli UFO alieni spesso scendono attraverso l'atmosfera (naturalmente ciò non è citato nel documento ufficiale del Comando Spaziale Statunitense, ma è solo una supposizione dell'ex ufficiale). Inoltre, nel logo si notano i denti di un lupo artico con gli occhi azzurri. Questo particolare indica, secondo Filer, la natura aggressiva del satellite USA, avallato anche da tre parole in Latino all'interno del logo che significano: vedere, conoscere, proteggere. Infine, si notano delle stelle familiari nell'ambito ufologico e misteriosofico: stiamo parlando delle Pleiadi o le Sette Sorelle del Sistema Stellare. L'orbita è mostrata in oro sopra i Poli.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte (clicca qui)

Documento SBSS Boeing in versione Pdf (clicca qui)

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