Extraterrestri? Grandi come un campo da calcio e dalla forma di medusa.

venerdì 6 luglio 2012



Il titolo è sicuramente una forzatura giornalistica, visto che dell'Universo che ci circonda non conosciamo quasi nulla e dei possibili abitanti ancora meno, ma in attesa di una prova scientificamente fondata sull'esistenza di altre forme di vita là fuori, molti scienziati propongono ipotesi su come potrebbe essere fisicamente un ipotetico abitante del Cosmo.

E' la volta di Maggie Aderin-Popock, esperta in satelliti e consigliere del Governo britannico, il quale ha dichiarato che gli extraterrestri, o per meglio dire una infinitesima parte di essi, avrà sicuramente forme e caratteristiche “aliene” al classico stereotipo del “Little Green Man”: potrebbero essere grandi come un campo da calcio e avere le sembianze di meduse, ma al contrario dei “cugini” della Terra, le meduse extraterrestri fluttuerebbero nell'atmosfera di determinati pianeti, piuttosto che dentro l'acqua.

La scienziata Aderin-Popock, assieme alla compagnia spaziale Astrium, ha descritto il suo pensiero nel corso della trasmissione televisiva andata in onda su “Eden” all'interno del programma “Science Month”.


Queste creature medusiformi, che potrebbero vivere su pianeti simili a Giove o come la luna di Saturno Titano, sarebbero generate dalla chimica del silicio, piuttosto che da quella al carbonio.

Sarebbero esseri in grado di vivere di luce assorbita attraverso la loro 'pelle' e di prodotti chimici aspirati tramite le loro bocche giganti. Inoltre, potrebbero 'parlare' attraverso impulsi luminosi.

Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, le “meduse aliene” avrebbero la parte inferiore di colore arancione che fungerebbe da mimetizzazione, permettendo di sfuggire ai predatori in un ambiente infuocato, mentre avrebbero delle appendici a forma di cipolla che fungerebbero da sacche di galleggiamento, trattendendo all'interno gas che, a sua volta, verrebbe espulso affinchè l'essere extraterrestre possa guadagnare o perdere quota come un pallone d'aria calda.


Fantasie? Non proprio. La scienziata ha basato la sua descrizione ispirandosi alla strane forme di vita recentemente scoperte e che vivono nelle profondità dell'oceano terrestre. E mentre è molto scettica su un contatto con un'altra civiltà sparsa là fuori, dichiara che “la nostra immaginazione è naturalmente vincolata da ciò che vediamo attorno a noi e la convenzionale saggezza dice che la vita è a base di carbonio ed ha bisogno di acqua. Ma alcuni ricercatori (ndr per fortuna diciamo) stanno svolgendo un lavoro entusiasmante, giocando con l'idea che forme di vita a base di silicio si siano evolute su altri pianeti, in ambienti molto diversi da quello terrestre”.

E' vero, l'ipotesi che esistano esseri del genere non è nuova, ma il fatto stesso che se ne continui a parlare è un ottimo segnale. Vuol dire che esiste ancora una Scienza vera, che va incontro al mistero e all'ignoto, una Scienza non sempre baronale e antropocentrica, ma che va avanti linearmente e senza fronzoli e che, magari un giorno, ci porterà un barlume di luce in questa affascinante “caccia” all'extraterrestre. Ma se invece qualche ET è già qui tra noi e magari non utilizzasse la chimica del carbonio, né tantomeno quella del silicio? Sarebbe davvero un bel problema accorgersene, ma questa mia ipotesi è sicuramente pura fantascienza. E intanto l'ipotesi di Aderin Popock sta facendo il giro del web tra i portali di informazioni dal Daily Mail al The Independent e tanti altri ancora.


Articolo scritto da Antonio De Comite

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