Caso Valensole, un primo tentativo fallito?

sabato 14 luglio 2012



Valensole, luglio 1965. Senza dubbio uno dei più celebri IR3 (Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo) della storia ancora giovane dell'Ufologia francese. Un incontro insolito particolarmente discusso, ancora oggi, e che fu studiato dal padre del “dischismo” francese, Aimé Michel. Un totem per molti “credenti”, un enigma ancora inesplicato malgrado gli sforzi sfrenati di qualche “riduttore di teste”. Insomma, un classico. Ma si trattò di un caso isolato? Non è di questa opinione Didier Leroux, un appassionato dell'insolito che ha citato ciò sulla “Gazette Fortéenne” (Vol. III, 2004), che lo ha fatto conoscere a un pugno di lettori increduli (tra i quali ben pochi ufologi!), un caso totalmente sconosciuto, ma simile in tutti gli aspetti (…). In una piccola opera pubblicata nel 1994, “Mystères en Normandie”, è da un ufficiale superiore della Gendarmeria Nazionale e ricostruito attraverso processi verbali che Didier Leroux prende conoscenza dell'avventura vissuta da Matthieu Morice (si tratta di uno pseudonimo), nel giugno 1961 tra Caen e Creully.


Come Maurice Masse (ndr testimone del caso famoso di Valensole del 1965), Matthieu Morice è un agricoltore quarantenne, che quella mattina lavora la sua terra come tutti gli altri giorni. Fu così che vide, a qualche metro dalla sua posizione (7 metri per Morice, una decina di metri per... Maurice!), un oggetto bizzarro dove molti dei dettagli ricordano furiosamente l'oggetto osservato dal suo “collega” provinciale qualche anno più tardi. Sormontato da una cupola trasparente, l'altezza stimata, nei due casi, di 2,5 metri, la base a 50 centimetri dal suolo (da 50 a 60 nella testimonianza di Maurice Masse), un tubo, sei piedi e una unica apertura. Due esseri alti meno di un metro, posti di fronte all'apparecchio al suolo. La loro testa era calva e enorme (tre volte il volume di una testa umana), avevano un foro rotondo in prossimità della bocca, quasi senza collo, erano vestiti di una combinazione di colore scuro che sembrava essere un unico pezzo. Inoltre, emettevano (e ciò è successo in entrambi i casi) una specie di gorgoglio che proveniva dalla gola. I due uomini, sia nel caso del 1965 che in quello del 1961, furono paralizzati da un oggetto posizionato in una specie di guaina sulla sinistra di uno dei due esseri. Non potevano muoversi, ma non sentivano alcun fastidio. In entrambi i casi, le scene durano qualche minuto, gli strani esseri “agronomi” risalgono nel loro “mezzo” con facilità, si aiutano con la mano destra, poi con la sinistra, poi la porta si chiude dal basso verso l'alto, come quella di uno schedario, sottolinea l'autore dell'articolo. Poi l'oggetto si solleva dal suo perno e i sei piedi cominciano a girare (in senso orario come preciserà anche Maurice Masse), senza emettere fumo o polvere. Sia Morice (nel caso del 1961) che Masse (nel caso del 1965) furono incapaci di muoversi per circa 15 minuti e sperimentarono un aumento di bisogno notevole di dormire per diverse settimane. Da notare che, sia nel caso del 1961 che in quello del 1965, il suolo dove era atterrato l'oggetto era bagnato.


Didier Leroux scrisse che era improbabile che Maurice Masse fosse informato dei dettagli di questa storia. Una storia che reca due dichiarazioni, una datata 2 giugno e l'altra, ben più “strana”, del 18 luglio 1961 (ndr il più famoso caso di Valensole avvenne il giorno 1 luglio del 1965). L'uomo inizialmente temeva di essere preso per pazzo, ma poi disse di aver ripreso fiducia. Jean-Luc Rivera, direttore della “Gazette Fortéenne”, riceverà dalla bocca stessa dell'autore di “Mystères en Normandie”, colonnello di Gendarmeria in attività, la conferma dell'autenticità del caso. Un caso che è ha ricevuto poco interesse, e si deve sottolineare, il piccolo mondo dell'Ufologia!

E' assolutamente assente dal catalogo consacrato degli IR3 in Francia e pubblicato da Julien Gonzales nel 2010.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte (clicca qui)

Scheda del "caso Valensole" del 1° luglio 1965 (clicca qui)


Le immagini nell'articolo si riferiscono al caso di Valensole del 1° luglio del 1965

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