Il dibattito su Divinità vs Alieni

lunedì 4 giugno 2012



Nell'anno 1968 del secolo scorso, una intrigante teoria catturò l'attenzione in ogni parte del mondo. Per caso, emersero due adattamenti di una nuova ipotesi che consideravano la possibilità che esseri extraterrestri avanzati avessero visitato la Terra in un lontano passato, avviando in tal modo i fondamenti delle religioni. L'autore svizzero Erich von Daniken è, talvolta, chiamato il “padre della teoria degli antichi astronauti”. Il libro “Chariots of the Gods” popolarizzò l'argomento dell'interazione di antichi alieni con primitivi umani. Lo scrittore greco, nato in Svizzera e conduttore televisivo Giorgio Tsoukalos, visto sul canale History Channel in “Ancient Aliens”, è il direttore del von Daniken’s Center for Ancient Astronaut Research.

Anche il ministro Presbiteriano americano Reverendo Barry Downing investigò sulla connessione tra UFO e convinzione religiosa. Il suo libro “The Bible and Flying Saucers” fu una ipotesi rivoluzionaria sulla prospettiva biblica del fenomeno UFO.

La teoria di Erich von Daniken ipotizza che i nostri primitivi antenati “scambiarono” i visitatori alieni per divinità e produssero sistemi di credo sovrannaturale attorno a questi incontri. Il Rev. Downing, d'altra parte, dichiarò che alcuni cosiddetti alieni fossero, in realtà, angeli di Dio oppure divini messaggeri inviati sulla Terra, tra cui forse lo stesso Gesù Cristo.

Tra questi due punti di vista apparvero diverse prospettive nello schieramento giornalistico che andavano dagli Anunnaki,, un gruppo di divinità Sumere e Babilonesi che si ipotizza abbiano creato l'umanità, all'incidente UFO di Roswell (New Mexico) del 1947 del secolo scorso, fino ad arrivare ai più recenti come, ad esempio, la presunta “Faccia di Marte”.


In generale, la teoria degli antichi astronauti ipotizza che i visitatori alieni fossero mortali avanzati che si sono evoluti attraverso la selezione naturale Darwiniana e non avevano bisogno di essere dei creatori. L'Ufologia Biblica, al contrario, afferma che alcuni visitatori celesti siano degli esseri eterni creati da Dio, che potrebbero essere in guerra nello Spazio con entità aliene aggressive.

Per precisa definizione, un Dio non è altro che una entità immortale. In tutta la linea temporale dell'Antropologia ci sono state divinità animali, divinità umane, divinità spiritiche e divinità totem. In ciascuno caso, furono tutte considerate eterne.

Le divinità potevano sperimentare la morte, il dolore e la passione umana, ma non potevano appoggiare la morte. Non tutte le divinità erano buone o si prendevano cura dell'Umanità. Una premessa Universale delle antiche divinità era quella di un “ricambio generazionale” o quella di tramandare la sovranità da genitore a figlio. In alcuni casi, gli esseri umani potevano ricevere la ricompensa dell'immortalità e diventare Dei ed accoppiarsi con loro.

Lo scienziato americano e futurista del “Singularity Institute” Ray Kurzweil sostiene che gli esseri umani potrebbero diventare immortali in appena 20 anni, attraverso la nanotecnologia capace di sostituire i nostri organi vitali. La “Singolarità Tecnologica” è un termine coniato dall'autore di fantascienza Vernor Vinge. Si riferisce alla creazione di computer umani più che intelligenti che sviluppano il loro intelletto. I transumanisti sostengono il miglioramento delle capacità umane attraverso la tecnologia avanzata.


Stranamente, gli antichi Dei non erano descritti come superuomini indistruttibili che una immaginazione infantile potrebbe, in modo impulsivo, rimettere in gioco. Invece, gli Dei hanno, a volte, sofferto e sono deceduti, ma prontamente sono stati rimessi a posto e risorti, in accordo con le affermazioni di Kurzweil che organi vitali potrebbero essere rigenerati in un mondo post-umano.

Se i membri di una civiltà aliena fossero effettivamente divenuti immortali attraverso la tecnologia avanzata, sono, per definizione nient'altro che divinità. L'ipotesi di Von Daniken propone che visitatori extraterrestri abbiano insegnato agli umani primitivi lo studio dell'Astronomia, Geometria, e anche la costruzione monolitica. Ma perchè non potevano insegnarci la differenza tra Dei immaginari e alieni viventi? Forse gli esseri eterni volevano, meritatamente, essere trattati come Dei o angeli, che rappresentano il futuro immortale dell'Umanità.

Il Fisico e autore degli U.S.A., nato in Giappone, Michio Kaku ha descritto la ricerca scientifica di possibili civiltà aliene di Tipo I, II,III e IV. Sulla Terra ci stiamo avvicinando per entrare all'interno della civiltà di Tipo I che dirige le risorse di un intero pianeta. Ma non ci siamo ancora.


Per il momento, il nostro abuso di armamenti nucleari e missili spaziali ci permette, con prospettive agghiaccianti, di minacciare ogni pianeta vicino a noi. Ciò potrebbe provocare una preventiva risposta da una ipotetica civiltà di Tipo II che controlla l'energia di un intero Sistema Solare.

Una civiltà di Tipo III controlla l'energia di una intera Galassia. Non essenzialmente basata su molecole di carbonio, rappresenta l'intelletto superumano che potrebbe essere accompagnato da molto sconcerto, tanto quanto un regno degli arcangeli.

Una civiltà di Tipo IV controlla la creazione dell'Universo del Big Bang. La sua intelligenza senza pari è, a volte, indicata come un replicatore quantistico, o come l'Astrobiologo londinese Paul Davies ha una volta chiamato, “Q-Life”. Rappresenta la divinità suprema della psiche umana e abita la Singolarità del Multiverso.

Esistenti al di là della dimensione temporale, possono inviare una stringa di informazione miliardi di anni nel passato, in modo da definire le condizioni iniziali del Big Bang. Il Fisico americano Ronald Mallett ha utilizzato le equazioni di Einstein per descrivere la deriva del Tempo con raggi laser circolanti. Una civiltà di Tipo IV non smette mai di creare nuovi Universi.

L'autore americano Michael Talbot ha avanzato un modello teorico della realtà che suggerisce l'Universo fisico come simile ad un gigantesco ologramma. Dopo aver esaminato i lavori del Fisico David Bohm e del Neurofisiologo Karl Pribram, che sono indipendentemente arrivati a teorie olografiche e modelli dell'Universo, Talbot ha sostenuto che la nostra esistenza è l'immagine olografica di un “ologramma principale” che progetta le condizioni iniziali o la struttura dello stesso Big Bang.

Al bagliore della creazione, la singolarità dell'Universo gonfia o “replica” la propria immagine all'interno di un collettore di singolarità, frattali auto gravitanti, ciascuno con la sembianza olografica delle condizioni iniziali. Se è così, qualsiasi divinità o civiltà aliena che potremmo incontrare, in ultima analisi, potrebbero rivelarsi come i doppi olografici di noi stessi sulla soglia dell'immortalità.


Articolo scritto da Peter Fotis Kapnistos (Fonte: clicca qui)

Traduzione a cura di Antonio De Comite

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