Il Bigfoot è forse una entità aliena?

martedì 12 giugno 2012



Piuttosto che essere l'anello mancante tra l'uomo e le scimmie, il Bigfoot potrebbe, forse, essere una entità aliena. Questa intrigante possibilità è derivata dall'evidenza in diversi casi UFO probanti.

I primi indizi risalgono all'anno 1888 di due secoli fa, quando un allevatore di bestiame descrisse un incontro con degli indiani amichevoli a Humboldt County, California. Venne portato in una caverna dove vide una ingombrante creatura umanoide coperta di peli lunghi, di colore nero lucido, senza collo, seduta a gambe incrociate.

Un indiano gli disse che tre di questi “Orsi Matti” furono scaraventati via da una piccola luna che cadde dal cielo ed atterrò. La “luna” poi salì di nuovo in aria. Quindi, è altamente probabile che gli “Orsi Matti” siano realmente i Bigfoots, e la “luna” una nave spaziale.

Ora, andiamo avanti velocemente di quasi 100 anni e arriviamo all'anno 1973 del secolo scorso e ci occupiamo del caso della signora Reafa Heitfield. Lei e suo figlio di 13 anni stavano dormendo in roulotte a Cincinnati, Ohio, la mattina del 21 ottobre. Reafa si svegliò alle ore 02:30 di notte (ora locale) per dar da bere al bambino, quando nota delle strane luci nel parcheggio adiacente. Guardando fuori dalla finestra, la sua attenzione fu attirata, in particolare, da un inspiegabile cono di luce, dalla forma simile ad un enorme ombrello, di circa 2 metri di diametro.

Nelle vicinanze vide una creatura grigia, simile ad una scimmia, con un grande muso inclinato verso il basso, senza collo e dalle considerevoli dimensioni. Si spostò lentamente e poi entrò all'interno della luce. Circa cinque minuti più tardi, sia l'ominide che l'UFO scomparvero.

Un altro drammatico incidente si verificò pochi giorni dopo, il 25 ottobre 1973. Un gruppo di agricoltori di Fayette County, Pennsylvania avvistò un UFO munito di cupola, che irraggiava luce e che aveva un diametro di circa 30 metri. Nel mentre la gente del posto si spingeva verso di esso, essi videro un paio di creature giganti ricoperti di peli fitti e arricciati, con occhi luminescenti di colore verde e lunghe braccia che pendevano al di sotto delle loro ginocchia.

Il figlio di un agricoltore sparò un colpo di pistola alle creature, una delle quali sollevò in aria la mano destra. In quel preciso istante, l'UFO scomparve. Poi, i due Bigfoots fuggirono nei boschi e non furono mai più visti.

L'agricoltore William Bosak di Frederic, Wisconsin stava ritornando da una riunione, tenutasi in una cooperativa, ed erano circa le ore 22:30 (ora locale) del 9 dicembre 1974, quando quasi sbattè in un UFO globulare sulla strada di fronte a lui, con la metà inferiore avvolta nella nebbia.

All'interno della visibile cupola trasparente si trovava una creatura simile ad una scimmia, alta circa 2 metri, che aveva una pelliccia di colore bruno rossastro che ricopriva il suo corpo (tranne il viso) e delle spiccate orecchie a punta. Appariva operare su un pannello di controllo. Come Bosak passò, l'oggetto si alzò improvvisamente e scomparve.

Nell'agosto del 1976, dopo una serie di avvistamenti di UFO avvenuti intorno a Rutland, British Columbia, Canada, alcuni uomini e dei loro figli videro una entità pelosa simile ad una scimmia, dai 1,8 metri a 2,1 metri di altezza, che vagava su una montagna. Scoprirono, anche, un ciuffo di peli che fu inviato al Royal Canadian Mounted Police per l'identificazione. Le analisi di laboratorio confermarono che erano i peli di un primate, ma - aspetto significativo - non potè essere abbinato a nessuna specie conosciuta sulla Terra.

Forse le creature Bigfoot sono i piloti degli UFO, che atterrano sulla Terra per scopi esplorativi. Oppure, in teoria, extraterrestri di alto livello stanno rilasciando alcuni esemplari come “cavie” per testare il nostro ambiente per la sopravvivenza a lungo termine. O, forse, questi Bigfoots sono delle entità criminali che vengono depositate sulla Terra come una forma di deportazione cosmica!


Articolo scritto dal PhD Dr. Franklin Ruehl (clicca qui per la biografia dell'autore)

Traduzione a cura di Antonio De Comite

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