Spiegato il caso di un UFO caduto in Spagna nel 1966. Era un drone della NASA

giovedì 31 maggio 2012



Si trattò di un evento a cui le cronache dell'epoca cercarono di dare un alone di mistero, battezzandolo come l'UFO di La Graña (Ferrol). Ma decenni più tardi, l'evento si è gradualmente demistificato: si trattò, in realtà, dell'incidente di un prototipo UAV (Unmanned Aerial Vehicle) spia della NASA. Il quotidiano spagnolo “El Confidencial Digital” ha avuto accesso alla testimonianza di un militare che visse in prima persona ciò che successe e che riproponiamo su queste pagine.

Secondo ciò che hanno raccontato i testimoni, come risulta dalle cronache giornalistiche dell'epoca, ciò che videro nei cieli di Ferrol quella notta d'inverno del 1966 del secolo scorso fu un dispositivo luminoso che emetteva luci di vari colori. Dopo aver sorvolato la Ría di Ferrol, scomparve in mare.

Il presunto UFO, che fu uno dei molti oggetti sconosciuti che solcarono i cieli di Ferrol negli anni 60 del secolo scorso, fu trovato ore dopo in alto mare da uno dei pescatori che lavoravano nella zona.

Fu lui stesso che raccolse i rottami del dispositivo schiantatosi nel mare e li portò a bordo della sua imbarcazione. Assieme ad altri pescatori, constatò che si trattava di una tecnologia inusuale, con molte luci e sistemi elettronici che non era in grado di identificare. Al rientro al porto di Ferrol, un gruppo di militari della Marina prese in custodia il misterioso dispositivo.

Il quotidiano spagnolo “El Confidencial Digital” è stato in grado di localizzare uno dei militari che parteciparono al lavoro di recupero e custodia di quell'aggeggio. Secondo i dettagli forniti da questo militare, ora in pensione, i comandi militari della base dei sottomarini di La Graña, a Ferrol (nell'immagine di apertura una veduta della base), imposero di mantenere il segreto su ciò che successe. “Nemmeno ai nostri familiari potevamo informare nulla di ciò”.

Secondo il militare, quel dispositivo aveva circa le dimensioni di un caccia F86 Sabre dell'epoca, ma senza ali e con un grande ugello nella parte superiore, che indicava che si trattava di un sistema di decollo verticale.

Era composto da un materiale giallastro, simile a quelli visti in alcuni satelliti artificiali o nel modulo lunare dell'Apollo. Secondo fonti esperte nel settore aerospaziale, questa carta color oro è fatta di materiale molto leggero ed è estremamente resistente al calore. Viene utilizzata in quei dispositivi i cui motori raggiungono temperature molto elevate.


NASCOSTO IN UN TUNNEL SOTTERRANEO

I militari della Marina, dopo aver imposto il silenzio assoluto ai pescatori che recuperarono l'apparato nel mare, lo posero in una gondola dell'Esercito e fu scortato da un convoglio di veicoli a La Graña.

Qui fu raccolto in uno dei grandi tunnel, denominato “El Tercero”(nell'immagine sopra uno dei tunnel che si trovano alla base militare di La Graña a Ferrol) , che perforano una montagna che si trova all'interno della base.

Ingegneri dell'Aviazione militare arrivarono alla base della Marina già dalle prime ore di custodia, con il compito di analizzare i resti e determinare quale fosse lo scopo del dispositivo. A quel punto, i militari scoprirono il logo dell'agenzia spaziale statunitense e le iniziali NASA impresse sulla fusoliera dell'aggeggio.

Si trattava, per quei tempi, di una specie di rudimentale UAV, ma molto più avanzato tecnologicamente di qualsiasi altra cosa che avevamo visto o ci era stato detto fino a quel momento”, assicura il militare in pensione.

Finalmente, gli ingegneri determinarono che si trattò di una sorta di apparato spia, composto da telecamere e che era stato disegnato per “emettere poco rumore” ed emanare una firma termica molto bassa.

La Marina comunicò la scoperta alle prime ore del mattino alla base nordamericana di Rota. Durante le ore in cui questo prototipo era a Ferrol, fu visto da appena due dozzine di persone. Un gruppo di militari degli USA si presentò a Ferrol, prelevarono il dispositivo e lo poggiarono a bordo di un camion militare. Da allora non si seppe mai dove fu portato e dove si trovasse.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

0 commenti:

Posta un commento