Gli scienziati del SETI contro Hollywood

venerdì 25 maggio 2012


Le ultime produzioni di Hollywood che rappresentano l'argomento dell'incontro con extraterrestri, non lo descrivono, precisamente, come un incontro benevolo. Nel film "Battleship", una forza distruttiva proveniente da un altro pianeta, allertata per una emissione un pò troppo entusiasta dalla Terra, trama di impossessarsi della Terra dal fondo dell'oceano; gli agenti di "Men in Black III" intendono sbarazzarsi dagli scomodi alieni e "Prometheus", di Ridley Scott (che uscirà nel mese di agosto 2012), è un prequel di "Alien", per il quale non possiamo aspettarci molta simpatia. Gli scienziati dell'Istituto SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence), l'organizzazione che cerca la vita intelligente nello Spazio, non condividono questa visione antagonista delle menti creative del cinema, che in questi ultimi tempi sembrano impegnarsi nel mostrare gli extraterrestri come esseri invasori e sterminatori dell'Umanità. I ricercatori del SETI e i cineasti discuteranno questa questione in una riunione che si celebrerà nel cuore della Silicon Valley in California.

"Spesso, gli alieni della fantascienza dicono molto su di noi che su se stessi", afferma Jill Tarter, direttrice del Centro di Ricerca SETI, che lo scorso 22 maggio 2012 ha annunciato le sue dimissioni dall'incarico. "Sir Stephen Hawking ha avvertito che la vita extraterrestre potrebbe tentare di conquistare o colonizzare la Terra, però con tutto il rispetto non mi trova d'accordo", afferma. "Se gli extraterrestri ci visitassero, significherebbe che sono in possesso di una capacità tecnologica, sufficientemente sofisticata, da non necessitare di schiavi, cibo o di altri pianeti. Verrebbero semplicemente ad esplorarci e, tenendo conto dell'età dell'Universo, probabilmente non sarà il loro primo incontro extraterrestre". Tarter crede che dovremmo guardare questi film come "una metafora delle nostre paure, però non dovremmo considerarli precursori delle visite extraterrestri". Ma vale la pena crederci, tenendo conto che il SETI ricerca segnali di altre civiltà da oltre 50 anni senza una risposta, tranne che il misterioso segnale "Wow!" dell'anno 1977 del secolo scorso.

Nell'incontro con i produttori cinematografici, molti dei temi sollevati nei film e nella televisione di fantascienza saranno spiegati, incluso il modo in cui gli scienziati abbiano iniettato maggiore realismo in serie come "Star Trek: Next Generation" o "Battlestar Galactica". Parteciperanno il noto scrittore Robert J. Sawyer, l'attore Robert Picardo ("Star Trek") e l'astronauta Mae Jamison. "Il genere della fantascienza è stato molto popolare per decenni, e l'avanguardia della ricerca in Astronomia e in Esobiologia è una punta di diamante per gli scrittori di Hollywood", afferma lo scrittore Andre Bormanis, un consulente scientifico di "Star Trek".



SENSO BIOLOGICO

Gli scienziati discuterrano con i produttori cinematografici se gli extraterrestri di Hollywood abbiano un senso biologico, sulla continua ricerca di pianeti fuori dal nostro Sistema Solare, se saranno gli esseri umani o i robot i maggiori esploratori dello Spazio e spiegheranno come la NASA tratti di proteggere il nostro pianeta (e altri mondi) da una "infezione" accidentale.

Il valore di porre in contatto i creatori della fantascienza con gli scienziati è stato riconosciuto dall'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d'America. Questa istituzione, che tiene un ufficio nel sud della California ("Science and Entertainment Exchange"), mette in contatto i ricercatori con scrittori e direttori di Hollywood durante le prime fasi di sviluppo della sceneggiatura. Per esempio, Seth Shostak, astronomo del SETI, è stato consulente dei film "Battleship", "The Green Hornet" e "The Day The Earth Stood Still", tra gli altri.

"Con frequenza, i produttori, chiedono semplicemente di risolvere un problema di sceneggiatura, ad esempio che tipo di armamento potrebbe utilizzare una società aliena", spiega Shostak. "In altre occasioni, ci chiedono alcune correzioni tecniche sul dialogo. Però, la sfida davvero interessante è l'introduzione di queste persone in alcune delle idee più recenti nel campo della Scienza, idee che non sono ancora banali".


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte (clicca qui)

1 commenti:

marco buiatti ha detto...

La fantascienza spesso è stata precursore in tanti temi cari al SETI,e molta della sua popolarità il SETI la deve propio a un film del genere,di cui non posto il titolo perchè lo conoscono cani e porci.Mi piacerebbe tanto sapere come fà la Tarter ad essere cosi sicura della bontà degli extraterrestri,noi per contro,appena raggiunta un pò di tecnologia,continuiamo in special modo a produrre armi da guerra sempre piu sofisticate e,sopratutto,a farcela la guerra,perchè gli alieni dovrebbero essere diversi? Anche Hawking è in errore,per il semplice motivo che non sappiamo come stanno realmente le cose,nè in un senso nè in un altro,e quindi,che piaccia o meno,il punto di riferimento rimane propio Hollywood,e poi,nella storia del cinema fantascientifico mica ci sono sempre stati solo alieni cattivi.....ma tant'è,la Tarter e Hawking sono esseri umani anche loro,e come tutti,vedono quello che vogliono vedere.
Semmai ci sarebbe da discutere sull'utilità di una ricerca come il SETI,che con tutto il tempo che ha avuto,mezzi e risorse,non ha saputo produrre niente che possa essere ritenuto un risultato,che sia uno,concreto e attendibile,solo le solite belle parole,e cioè siamo ancora agli inizi,la vita nell'universo c'è state tranquilli che la troviamo,e una serie infinita di segnali puntualmente smentiti come tali da provenire da una qualche intelligenza extraterrestre.Una ricerca che va avanti ormai piu per salvare la faccia di chi ci lavora,che per un apporto veramente scientifico.Meglio la fantascienza,in un modo o nell'altro è un sogno ad occhi aperti,mentre il SETI invece.....

Posta un commento