Ex colonnello della US Army chiede amnistia per i testimoni UFO militari

giovedì 17 maggio 2012



John Alexander, colonnello in pensione dell'Esercito statunitense, ha un unico obiettivo: chiedere al Segretario della Difesa Leon Panetta, al Direttore della CIA il generale David Petraeus e al Direttore della National Intelligence il generale James Clapper di offrire l'amnistia a chiunque, in campo militare, abbia giurato in precedenza di mantenere il segreto sugli UFO.

La questione ha a che fare con questa (nozione di) divulgazione”, ha riferito Alexander. L'ipotesi nella comunità UFO, e - francamente - nella popolazione in generale, è che gli UFO sono segreti e tutte le informazioni vengono automaticamente classificate. La mia posizione è che ciò non è vero”.

Alexander ha inviato lettere a Panetta, Petraeus e Clapper, per cercare di attivare questa lodevole iniziativa.


L'ex militare, uno dei principali sostenitori per lo sviluppo di armi non letali, fu al comando delle Squadre “A” delle Forze Speciali in Vietnam e Thailandia negli anni 60 del secolo scorso. In qualità di amministratore del programma presso il Los Alamos National Laboratory, diresse dei briefings sugli armamenti non letali per lo staff della Casa Bianca, del National Security Council, per i membri del Congresso e per alti funzionari della Difesa.


Alexander, autore del libro “UFOs: Myths, Conspiracies and Realities”, afferma che nell'anno 1980 un gruppo di studio concluse che:

1) Alcuni UFO sono reali e sono di origine sconosciuta.

2) Circa il 5 per cento di tutti gli avvistamenti resta inesplicato.

3) Molti sistemi a sensori hanno registrato delle anomalie.

4) Ci sono numerosi avvistamenti riportati da osservatori altamente credibili.

5) Ci sono stati incidenti coinvolgenti interazioni tra UFO e sistemi militari.

6) Ci sono state interazioni tra UFO e aerei che sollevano questioni di sicurezza.

7) Oltre il 70 per cento degli adulti americani ritiene che il governo degli Stati Uniti d'America stia coprendo le informazioni sul tema.

8) I sondaggi indicano che il 20 per cento della popolazione mondiale crede che gli alieni sono qui sulla Terra e vivono in mezzo a noi.

Alexander ha annunciato pubblicamente la sua richiesta di amnistia al Governo giovedì 17 maggio 2012, mentre presenziava al National Atomic Testing Museum a Las Vegas, Nevada.



Sopra screenshots del sito del sito internet del museo del Los Alamos National Laboratory dove (evidenziato con una freccia rossa (secondo screenshot) indica la presenza come ospite del colonnello in pensione John Alexander


Il museo in questione è il 37° e il più recente museo nazionale degli Stati Uniti d'America.

Racconta la storia - in un approfondito tour a piedi - dei test nucleari per il programma di energia atomica degli Stati Uniti, che ebbe inizio nel deserto del Nevada nell'anno 1951 de secolo scorso.

Interessante, inoltre, è che il museo affiliato allo Smithsonian ha recentemente organizzato una mostra sull'Area 51, considerata la più alta struttura segreta per test militari nel Paese, con relativi immagini di reperti di UFO, di cui una dal titolo “Authentic Alien Artifact”.


Il CEO Museum e il Direttore Esecutivo Allan Palmer hanno affermato che è stato importante avere John Alexander, il quale ha parlato della necessità di ottenere dai militari le testimonianze sugli UFO, ma che sono stati reticenti a fornirle per molto tempo.


Ho conosciuto persone che hanno visto cose che non riescono a spiegare e sono state molto riluttanti a parlare con qualcuno a proposito di questo argomento”, ha affermato Allan Palmer, ex combattente pluridecorato in aerei da caccia della US Navy e dell'Air Force.

La ragione è che tutti noi avevamo un nulla osta di sicurezza ad altissimo livello”, ha detto. “Proprio la menzione di vedere qualcosa che non si conosceva o si pensava potesse essere un UFO sarebbe stato sufficiente per una visita con il chirurgo di volo, se non lo staff psichiatrico presso l'ospedale di base. E questa è la ragione del nostro nulla osta di sicurezza, il che significa che non si sarebbe più volato e che veniva impresso un marchio nero sul dossier dell'aviatore. Aver visto un UFO apparire sulla tua base poteva essere percepito come essere delle persone instabili. Almeno per quanto riguarda le sanzioni di punizioni o di carriera, se le cose potessero essere revocate o sospese, potrebbe aiutare questo processo di divulgazione”.

Nelle lettere inviate a Panetta, Petraeus e Clapper, Alexander afferma che gli ex militari “dichiarano che sono legati da giuramenti di sicurezza dediti a rivelare nessuna informazione o sono stati apertamente minacciati da funzionari governativi. Vengono segnalate, anche, minacce di morte per aver divulgato informazioni UFO”.

Sottolinea Alexander che a volte “un certo livello di segretezza è stato invocato sul personale militare statunitense”. Egli cita il caso del pilota dell'USAF Milton Torres, a cui fu ordinato di sparare dei missili contro un gigantesco UFO che apparve sopra la Gran Bretagna il 20 settembre 1957.

Gli fu ordinato di rimanere in silenzio”, ricorda Alexander nelle lettere inviate agli alti ufficiali.

Rischiò, grazie ad un funzionario sconosciuto, di perdere il lavoro da aviatore. Quindi, Torres rispettò il silenzio fino a che il Ministero della Difesa britannico non declassificò i documenti nell'anno 2008. Nessun rapporto USA sull'incidente è stato mai scoperto. Da molti altri casi, sembra che il personale di sicurezza abbia, periodicamente, avvertito e/o minacciato sia i militari che i civili per quanto riguarda le informazioni sugli UFO”.

Alexander non sta cercando di convincere il governo USA a rivelare che alcuni UFO possano essere velivoli extraterrestri. Vuole solo promuovere delle condizioni in cui membri delle Forze Armate si sentano a loro agio nel parlare delle loro esperienze.

Staremo a vedere se ci saranno aggiornamenti su ciò.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Link del Los Alamos National Laboratory (clicca qui)

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