Online la prima puntata di "UFO e dintorni" della Web TV del C.U.I.

giovedì 29 marzo 2012

Ecco la prima puntata di "UFO e dintorni", rubrica di approfondimento sugli UFO (e non solo), della Web TV del CUI (Centro Ufologico Ionico). Antonio De Comite ci parla di esopianeti, oggetti convenzionali scambiati per UFO e la bufala dei messaggi extraterrestri della NSA.

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Parte ufficialmente la WEB TV del Centro Ufologico Ionico

mercoledì 28 marzo 2012

Parte da oggi, 28 marzo 2012, la programmazione della Web TV del Centro Ufologico Ionico. Nel primo video,  la presentazione di "Filo Diretto", una sorta di contenitore informativo, illustrativo e divulgativo, condotto in studio da Antonio De Comite. Un "cinegiornale" aperiodico in cui si parlerà di UFO e misteri correlati. Buona visione.

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RISPETTO PER GLI UFOLOGI SERI

sabato 24 marzo 2012

Quello che è successo all'ultimo Simposio Mondiale sugli UFO di San Marino, organizzato dal CUN (Centro Ufologico Nazionale) ha dell'inquietante. Il ricercatore UFO Pier Giorgio Caria si è permesso il lusso di insultare, davanti ad una platea di circa un centinaio di persone, molti Ufologi ed appassionati che frequentano, in modo particolare, i forum affermando che “... questo nella comunità degli ufologi e, soprattutto, nei forum che, purtroppo, io devo ribadire che i forum sono un branco di sciacalli, ignoranti, che non capiscono niente, che blaterano stando comodamente seduti col sedere sulla sedia a casa loro, di cose che non capiscono nulla, e si permettono di offendere le persone perchè, pare, che uno che filma gli UFO non è più una persona, non ha più dignità, ma diventa una specie di orsetto da luna park su cui si possono lanciare le freccette a piacimento e così non è...”.

Il signor Caria dovrebbe sapere che il rispetto e l'educazione verso i suoi “colleghi” deve essere basilare, non soltanto perchè la libertà di idee ed opinioni è sacrosanta, ma soprattutto perchè si tratta di esseri umani.

Nei forum e nei blog ci sono anche numerosi e seri studiosi, non soltanto “ufologi da tastiera”. Non sappiamo i motivi reali che abbiano spinto il signor Caria a scaldarsi in quel modo, per di più in un prestigioso Simposio di Ufologia. Forse perchè è stato toccato Antonio Urzi, che filma ormai da anni falsi UFO spacciandoli per reali?

I grandi Hynek e James Mc Donald si staranno rivoltando nella tomba per questo scempio in cui si trova oggi l'Ufologia. Dire poi – parole di Caria – che il caso Urzi è il “caso del secolo” fa cadere le braccia e pensare che, forse, l'Ufologia è ormai (come studio) alla frutta, ormai in graduale estinzione.

E questo non per demerito della maggioranza degli Ufologi seri, i quali meritano rispetto e considerazione, ma per colpa di determinati personaggi che stanno uccidendo l'Ufologia. Ora diciamo basta. Gli ufologi seri meritano rispetto. Basta con le chiacchiere da bar, vogliamo i fatti. Ma quelli veri.


Antonio De Comite

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Alieni di importanza nazionale

venerdì 23 marzo 2012

Igor Prokopenko è un noto documentarista e personaggio nazionale russo, il quale nel suo ultimo libro dal titolo "Alieni di importanza nazionale" illustra il suo pensiero in tema di UFO ed extraterrestri.

Mentre si trovava a
Yekaterinburg in visita all'agenzia di stampa RIA ha esordito affermando che il progetto del suo decimo libro, tutto dedicato agli extraterrestri, è partorito perchè, a partire dal 20° secolo, tutto ciò che ha riguardato i cosiddetti UFO ed alieni è stato un fattore importante nella politica internazionale. Lo Stato oppure un governo di una nazione hanno dovuto nascondere alcuni fatti, dando la colpa agli extraterrestri. Negli anni 80 del secolo scorso, ad esempio, ci furono centinaia di violazioni dello spazio aereo al confine tra Svezia e Finlandia. "Furono gli americani", incalza Prokopenko, "e l'ex Unione Sovietica ebbe nuovi modelli di aerei, missili, veicoli e così via".

Gli "alieni" di Stato furono un fattore importante nella politica internazionale e di propaganda. "Così fecero tutte le maggiori potenze", afferma Prokopenko, "USA, URSS e poi la Russia e la Gran Bretagna. Non è un caso che l'oggetto UFO sia nell'agenda di impegno di potenze mondiali, di Intelligence e militari. E queste organizzazioni non spenderebbero soldi ed impegno per qualcosa che è un non sense".

Prokopenko parla poi di statistiche: "circa l'80% di tutti i fenomeni UFO sono una prova materiale militare e fenomeni naturali. Questi hanno, quindi, una spiegazione più terrena. La percentuale restante include i veri UFO (Unidentified Flying Objects), ma non si sa cosa in realtà siano. Forse appartengono ad una categoria di legge dell'Universo che non possiamo ancora comprendere. Nello studiarli sono impegnate le agenzie di Intelligenze americane, russe o inglesi".

Non è un caso che gli UFO vengono denominati, dai militari e dai funzionari dei servizi segreti, fenomeni aerospaziali anomali. "Ciò", dice Prokopenko, "è un analogo scientifico di ciò che è comunemente definito come un UFO, ossia qualcosa che non rientra nelle leggi scientifiche con cui operiamo". Questi oggetti possono spostarsi con grande velocità, manovrare e influenzare in modo distruttivo le moderne attrezzature militari.

Inoltre, Prokopenko rivela che: "in realtà, i veri UFO hanno proprietà sconosciute alle nostre armi. Scienziati sovietici che studiavano questi fenomeni, costruirono il missile "Squall" che poteva muoversi sott'acqua alla velocità di circa 600 chilometri orari. Un inaudito successo. Il missile è ancora un segreto, anche se è stato istituito negli anni 70 del secolo scorso".

Prokopenko conclude il suo pensiero sugli UFO parlando, anche, di furti di progetti relativi allo Squall e dichiara che: "ci fu un illecito trasferimento di dati su questo missile in America. Ci fu anche un'apertura di una indagine penale nella divulgazione di Segreto di Stato, ma non ci furono risultati soddisfacenti e il caso fu chiuso".


Traduzione e sintesi a cura di Antonio De Comite


Fonte
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Un "frammento UFO" sotto la protezione della Polizia

giovedì 22 marzo 2012

Esperti spaziali stanno cercando di risolvere il mistero di un "frammento UFO" che si schiantò nei pressi di un villaggio della Siberia.

Le persone del posto insistono che l'oggetto metallico - che assomiglia ad un bidone della spazzatura di grandi dimensioni - sia caduto dal cielo, ma i primi controlli da parte degli esperti hanno concluso che non è parte di un razzo, nè di un missile.

E' ora sotto la scorta della Polizia.

Un testimone ha dichiarato che "un dispositivo a forma di U, liscio, con una parte rotonda fissato su di esso" si trova nell'oggetto.

La Russian Federal Space Agency ha dichiarato mercoledì 21 marzo 2012 che "l'oggetto trovato non è legato a nessuna tecnologia spaziale. Una conclusione finale potrà essere fatta dopo uno studio dettagliato dell'oggetto da parte di esperti".

L'oggetto è stato trovato vicino al villaggio di Otradnensky, a oltre 2.000 miglia e tre fusi orari da Mosca.

I mass media russi avevano affermato che i "frammenti di un UFO" erano stati trovati in una remota foresta. Inoltre, avevano dichiarato che gli abitanti del posto sentirono degli strani rumori nel bosco già dal mese di dicembre 2011.

Ma solo domenica 18 marzo 2012 il ritrovamento fu segnalato alla Polizia, che poi ha allertato le autorità di Mosca. La gente del posto ha poi collegato l'oggetto (che pesa circa 200 chilogrammi) su un rimorchio e lo hanno trasportato al villaggio tra la neve, dove è stato controllato dalla Polizia.

Le prime teorie che l'oggetto faceva parte di un razzo o di un satellite proveniente da un lancio fallito in Kazakhstan sono state rigettate.

Yuri Bornyakov, del dipartimento del servizio di soccorso nel quartiere di Kuibyshevski, ha dichiarato: "abbiamo misurato il livello di radiazione in prossimità e all'interno dell'oggetto. Non abbiamo riscontrato nulla".

Un'altro ufficiale ha riferito che parte del frammento era composto da titanio ultra forte.

Finder Sergey Bobrov ha dichiarato, in un comunicato ufficiale, che voleva mantenere l'UFO al sicuro, ma gli abitanti del villaggio hanno riferito che "la Polizia è arrivata di notte e lo hanno segretamente rimosso".

Il portavoce della Polizia Sergei Sulein ha affermato che l'oggetto è ormai sotto scorta, su ordine di autorità non specificate.

Ha inoltre aggiunto: "si può vedere al suo interno, è tutto aperto, è vuoto, non c'è nessun pericolo. Ci è stato chiesto di prenderlo e conservarlo", ha dichiarato, tra le altre cose, agli organi di stampa internazionali.


Traduzione e sintesi a cura di Antonio De Comite

Fonte


Commento di Antonio De Comite: prima di azzardare ipotesi estreme, ricordiamo (per chi ancora non lo sapesse) che UFO non è sinonimo di velivolo extraterrestre. Rimane una ipotesi plausibile, ma rimane pur sempre una ipotesi. Staremo quindi a vedere se ci saranno ulteriori aggiornamenti sulla questione. Comunque i cittadini del luogo sono convinti che l'oggetto è precipitato dal cielo e che le autorità escludono che sia parte di un razzo, missile o di un satellite. Cosa sarà?
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Convegno sulle "Scie Chimiche" a Taranto

mercoledì 21 marzo 2012

Riceviamo dall'amico Mauro Panzera (CUN Puglia) la seguente locandina e volentieri pubblichiamo. Una delegazione del CUI (Centro Ufologico Ionico) sarà presente come spettatori al convegno del 29 marzo 2012.
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Il Centro Ufologico Ionico traduce il discorso di Michio Kaku al GCF

lunedì 19 marzo 2012

A fine gennaio 2011, il grande astrofisico e divulgatore scientifico Michio Kaku ha relazionato in Arabia Saudita all'interno del prestigioso GFA (Global Competitiveness Forum). In quell'occasione parlò di civiltà extraterrestri. Ecco il suo intervento video con sottotitoli in italiano a cura del Centro Ufologico Ionico. Si può visionare anche in HD.


Tra pochi giorni ci saranno grosse novità per quanto riguarda il Centro Ufologico Ionico inteso come gruppo. Vi informeremo non appena sarà concretizzato il tutto.
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GEIPAN: "il 10% degli avvistamenti UFO resta inspiegabile"

martedì 13 marzo 2012

Come nei film di fantascienza, le osservazioni di UFO restano un affare militare. Tranne che in Francia. Dal 1977, è un organismo civile che è responsabile di questa attività: il Groupe d'études et d'information sur les phénomènes aérospatiaux non identifiés (GEIPAN). Con 400.000 euro di budget, questo gruppo situato a Tolosa raccoglie e verifica le testimonianze.

"Analizziamo la stranezza del caso", dichiara il responsabile del GEIPAN Xavier Passot. Se si tratta di un punto luminoso che segue una linea retta, il GEIPAN trova sovente l'origine nei pressi di aeroporti vicini all'osservazione.

220 OSSERVAZIONI LO SCORSO ANNO

Ma se il testimone parla di forme speciali o con traiettorie casuali, il GEIPAN invia un ricercatore sul posto. "E verifica se il testimone è credibile, riassume e cerca l'origine", spiega Xavier Passot. A volte senza successo.

"Nel 2011, sono state riportate 220 osservazioni", continua Passot. "Alla fine, circa il 10% dei fenomeni aerospaziali è rimasto non identificato".

La verità potrebbe essere altrove? Xavier Passot del GEIPAN dice: "come in tutto il mondo, ho un parere personale. Ma, causa il mio lavoro, mi impedisce di volerne parlare".


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte
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CUN: Simposio Mondiale su SETI e UFO a San Marino

domenica 11 marzo 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

13° Simposio Mondiale sulla esplorazione dello Spazio e la Vita nel Cosmo
Programma dei lavori

17 Marzo 2012

Ore 09.00 – P. Ailleris (Olanda)

Ore 09.30 – E. Ansbro (Irlanda)

Ore 10.15 – L. Filipov (Bulgaria)

Ore 11.00 – Coffee break

Ore 11.15 – A. Magenta (ONU)

Ore 12.00 – Rosaria Landro per Alexander Zaitsev (Russia)

Ore 12.30 – P. Caini (Italia)

ADESIONI E COMUNICAZIONI DI: Philippe Ailleris, UAP Observations Reporting Scheme, Amsterdam, OLANDA Eamonn Ansbro – Astronomo dell’OSETI, IRLANDA Daniele Bedini, Architetto aerospaziale, International Space University Vladimiro Bibolotti - Portavoce del CIFAS, Roma Giorgio Buonvino - Astronomo e già tecnico alla Specola Vaticana, Roma Patrizio Caini - Biologo e ricercatore, membro del team "Contact with Extraterrestrials Think-tank Italy" (CETI), Firenze Silvio Eugeni - Coordinamento astrofili del CNAI, Roma Lachezar Filipov . Accademia Bulgara delle Scienze, Sofia, BULGARIA Achille e Gianbattista Judica Cordiglia, tecnici e ricercatori, Torino Giovanna Giubelli, Università Europea, Firenze Rosaria Landro – Referente CUN, Messina Claudio Maccone - SETI INSTITUTE (USA), Torino Alfredo Magenta - Commissione Telecomunicazioni delle Nazioni Unite (Ginevra), ONU Stelio Montebugnoli - INAF e Responsabile SETI Italia, Medicina (Bologna) Sabrina Mugnos - Scrittrice e divulgatrice scientifica consulente SETI Italia, Medicina (Bologna) Roberto Pinotti - Sociologo, scrittore e giornalista aerospaziale (UGAI), Segretario del team "Contaci with Extra-Terrestrial Intelligence" (CETI), Firenze Alexander Zaitsev - Astrofisico, Istituto di Radioingegneria ed Elettronica (IRE) dell'Accademia delle Scienze, RUSSIA

Per prenotazioni alberghiere: Centro Prenotazioni Consorzio San Marino 2000 - Tel. 0549/995031 - Fax 0549/990573 - info@sanmarino2000.sm

I PERCHE' DEL XIII SIMPOSIO MONDIALE SULLA ESPLORAZIONE DELLO SPAZIO E LA VITA NEL COSMO Commemorati lo scorso anno i 50 anni del lancio del primo uomo nello spazio (il russo Gagarin per la storia, peraltro in realtà anticipato da altri eroici astronauti russi deceduti in missione e tuttora non dichiarati dall'URSS per ragioni di prestigio politico, come documentano le registrazioni d'epoca dallo spazio dei fratelli torinesi Achille e Gianbattista Judica Cordiglia), si sono altresì celebrati i 30 anni dello Space Shuttle ormai in pensione.

E mentre Cina e India si affacciano prepotentemente sulla scena spaziale, in USA si preannuncia il decollo di società aerospaziali private cui la NASA intende delegare molte delle proprie attività. Le prospettive del ritorno dell'uomo sulla Luna e di una spedizione internazionale umana su Marte sono ancora tutt'altro che prossime. Gli ultimi sviluppi dell'astronautica da un lato e dell'astrobiologia dall'altro (oggetto nel 2009 di un epocale incontro internazionale dell'Accademia Pontificia a Roma), ultimamente implementati dal successo del lancio nello spazio, a complemento dello Hubble, del telescopio Kepler per l'individuazione di pianeti orbitanti attorno ad altre stelle al di fuori del Sistema Solare, hanno posto in luce con crescente evidenza la necessità di affrontare il problema dell'individuazione di segnali intelligenti extraterrestri nell'universo al di là degli schemi tradizionalmente propri della ricerca radioastronomica caratteristica del Programma internazionale SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence).

Forse dovremmo contemplare con maggiore attenzione altre strade, riferite al SETV (Search for Extra-Terrestrial Visitation) e al SETA (Search for Extra-Terrestrial Artifacts). Inoltre è certamente importante che dal SETI passivo (semplice rilevamento di segnali senza trasmettere) subentrato con gli anni Settanta ai primi esperimenti CETI (Contaci with Extra Terrestrial Intelligence) di trasmissione inaugurati da Frank Drake oltre 50 anni fa si passi sempre di più, come ultimamente effettuato dal russo Alexander Zaitsev con il radiotelescopio di Evpatoria in Russia, ad un sistematico inoltro di brevi messaggi rivolti a potenziali interlocutori spaziali (attività denominata Messaging Extra-Terrestrial Intelligence ovvero METI).

Interlocutori cui, in luogo di cervellotici inoltri fondati su simbologie matematiche o lingue artificiali, sarà piuttosto il caso di indirizzare immagini visive e comunicazioni (scritte ed in fonia) in inglese (lingua da circa un secolo alla base delle telecomunicazioni umane) esprimenti la semplice formula: ANSWER AND COME IN PEACE (Rispondete e venite in pace), ovvia e sottintesa quanto si vuole ma mai finora oggetto di uno specifico messaggio rivolto ad esseri extraterrestri e finalizzato ad un contatto. Nessuno può certo pretendere di ricevere comunicazioni o visite da chi non sia stato invitato.

Resta inoltre da chiedersi se poi la comunità scientifica ritenga utile un contatto extraterrestre che ad esempio uno Stephen Hawking continua a ritenere "non conveniente" e forse devastante. Anche se con tutta probabilità, come ha pubblicamente sottolineato l'astronauta statunitense Edgar Mitchell e così pure suggerito nel 2008 a Parigi agli scienziati del SETI riuniti dall'UNESCO l'astrofisico francese Alain Labeque con riferimento al problema degli UFO, proveniente dallo spazio da tempo "qualcuno è già qui" sulla Terra. Significativo inoltre il fatto che l'anno scorso ambienti quali la britannica Royal Society e l'ONU abbiano cominciato a porsi il problema di forme di "esodiplomazia" presagendo scenari futuri di contatto extraterrestre, con personalità del livello di un Paul Davies quali studiosi d'avanguardia.

REPUBBLICA DI SAN MARINO

Con il patrocinio della Segreteria di Stato per il Turismo in collaborazione con
L’Ufficio di Stato per il Turismo, le Segreterie di Stato alla Giustizia e agli Esteri, il CNAI, il CIFAS e il CETI 13° Simposio sulla Esplorazione dello Spazio e la Vita nel Cosmo
sul tema Al di là del SETI: dal SETV agli UFO

Coordinamento di Roberto Pinotti

17 Marzo 2012

Ore 9.00-13.00

Teatro Titano

P.za Sant’ Agata – San Marino

INGRESSO LIBERO

Informazioni: 335 - 6954574


20° Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti Non Identificati e i Fenomeni Connessi
Programma dei lavori

17 Marzo 2012

Ore 15.00 – V. Bibolotti

Ore 15.30 – J.J. Velasco (Francia)

Ore 16.30 – K. Perego (Brasile)

Ore 17.00 – Coffee break

Ore 17.30 – C. Aldea (Germania)

Ore 18.00 – P. Ailleris (Olanda)

Ore 18.45 – A. Sacripanti

Ore 21.30/24.00 – Proiezioni e Tavola Rotonda con Pier Giorgio Caria e Guido Ferrari (Svizzera)
18 Marzo 2012

Ore 09.00 – C. Mammoliti (Svizzera)

Ore 09.45 – E. Ansbro (Irlanda)

Ore 11.00 – Coffee break

Ore 11.30 – L. Filipov (Bulgaria)

Ore 12.30 – Jerry Douglas (USA)

Ore 15.00 – P. Dorneanu (Romania)

Ore 15.45 – R. Doz

Ore 16.30 – F. Accame e C. Rossi

Ore 17.00 – Coffee break

Ore 17.30 – Sezione Ufologica Fiorentina

Ore 18.00 – Roberto Pinotti

Ore 18.30 – Premiazioni e conclusione

Adesioni e comunicazioni di:
Falco Accame - già Presidente della Commissione Difesa Camera dei Deputati, Roma
Philippe Ailleris – Presidente dello UAP Observations Reporting Scheme, Amsterdam (Olanda)
Cristina Aldea – Responsabile del Coordinamento tedesco del CUN a Colonia (Germania)
Massimo Angelucci – Coordinatore Scientifico del CUN, Rimini
Eamonn Ansbro – Astronomo OSETI (Irlanda)
Marco Baldini – Segretario del GAUS, Firenze
Alfredo Benni – Consigliere e Coordinatore del Forum CUN e del CUN Lombardia, Milano
Vladimiro Bibolotti – Presidente del CUN, Roma
Solas Boncompagni – Presidente Onorario del CUN e Coordinatore della SUF, Firenze
Patrizio Caini – Coordinatore Commissione Studi Abductions e membro della SUF, Firenze
Ronnie Cardinali – Presidente del CROVNI, San Marino
Piergiorgio Caria – Ricercatore e regista, Studio 3TV, P.to S. Elpidio (FM)
Attilio Consolante – Coordinatore CUN Sicilia, Catania
Sebastiano Di Gennaro – Presidente dell’USAC, S. Maria Maddalena (RO)
Vito Piero Di Stefano – Coordinatore Prov. CUN, Palermo
Paul Dorneanu – Presidente del RUFON (Romania)
Roberto Doz – Presidente di UFO E PILOTI, Padova
Jerry Douglas – già sottufficiale dell’United States Air Force (USA)
Silvio Eugeni – Coordinatore prov. CUN Roma
Davide Ferrara – Segreteria CUN Sicilia, Catania
Guido Ferrari – già giornalista televisivo della TSI a Lugano (Svizzera)
Lachezar Filipov – Astrofisico dell’Accademia Bulgara delle Scienze (Bulgaria)
Valeria Guidotti – Ufficio Stampa CUN, Roma
Paolo Guizzardi – Traduzioni Simposio, CUN Roma
Candida Mammoliti – Presidente del CUSI di Lugano (Svizzera)
Pietro Marchetti – Presidente del GAUS, Firenze
Franco Marcucci – Coordinatore CUN Toscana e membro della SUF, Firenze
Franco Mari – Consigliere CUN e membro della SUF, Firenze
Salvina Migliaccio – Presidente Associazione Impronta e referente CUN, Palermo
Antonio Morreale e Rosaria Landro in Morreale – Resp. prov. CUN, Messina
Mauro Panzera – Coordinatore CUN Puglia e membro della SUF, Lecce
Giorgio Pattera – Responsabile Analisi del CUN, Parma
Kyra Perego – Referente del CUN a Rio De Janeiro (Brasile)
Roberto Pinotti – Past President e Segretario Generale CUN e membro della SUF, Firenze
Riccardo Protani – Ufficio Stampa CUN, Roma
Aldo Rocchi – Vicepresidente del CUN, Carpi (MO)
Cristina Rossi – Giornalista Parlamentare, Roma
Alessandro Sacripanti – Coordinatore Nazionale CUN, Tarquinia (VT)
Moreno Tambellini – Consigliere CUN, Presidente dello SHADO e membro della SUF, Lucca
Renzo Tomasella – Coordinatore CUN Trentino A.A. e Friuli V.G., Vittorio Veneto (TV)
Susanna Urbani – Consigliere e responsabile Tesoreria CUN, Roma
Jean-Jacques Velasco – già Direttore del SEPRA del CNES a Tolosa (Francia)

II perché del XX Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti Non Identificati ed i Fenomeni Connessi Con un bilancio più che positivo di 2 decenni anni alle spalle, il Simposio Mondiale di Ufologia di San Marino mantiene e amplifica la sua valenza mondiale con la sua ventesima edizione, in realtà il ventunesimo incontro sul Titano sul tema considerando anche il Meeting Internazionale su Roswell del 1995. Dopo l'edizione 1993 dedicata alla ricerca sugli UFO in Europa, quella del 1994 sul riserbo e il segreto imposto sovente dalle Autorità, quella del 1995 rivolta al manifestarsi del fenomeno nel passato prossimo e remoto ed il suo strascico di cronaca sul "caso Roswell" con un successivo "meeting" ad hoc a distanza di pochi mesi, quella del 1996 sulla questione delle Interferenze aliene", quella del 1997 sulle conseguenze politiche globali evocate dalla questione, quella del 1998 sulle possibili risposte da dare all'enigma, quella del 1999 sull'approccio scientifico al problema, quella del 2000 sui possibili effetti sul potere, quella del 2001 sul ruoto dell'informazione, quella del 2002 sui riconoscimenti istituzionali, quella del 2003 sulla collaborazione internazionale, quella del 2004 sulle prospettive fra passato e futuro, quella del 2005 sugli UFO domani, quella del 2006 sugli UFO e la politica, quella del 2007 su "60 anni di Ufologia", quella del 2008 su "Autorità, UFO e alieni 70 anni dopo Orson Welles", quella del 2009 su "un'Europa per gli UFO", quella del 2010 su "2010, l'anno del contatto" e quella del 2011 su ufologia, esopolitica ed esodiplomazia, a 65 anni dal suo primo porsi il "puzzle" ufologico richiede una riflessione epocale, a Nuovo Millennio inoltrato, sulla sua "ricaduta" totale sullo scenario dell'odierno 'Villaggio globale" dominato da Internet.

Un problema estraneo che sembra sempre di più interagire ed interferire con la nostra realtà quotidiana, piaccia o no. La sigla anglosassone UFO (da "Unidentified Flying Objects", oggetti volanti non identificati) coniata dall'USAF, l'Aeronautica Militare americana, indica dal 1947 questo fenomeno persistente ed inspiegato. Di varie forme e dimensioni, segnalati isolati oppure in gruppo, nella possibilità di spostarsi a quote ed accelerazioni proibitive per i nostri più sofisticati apparecchi e in barba alle leggi dell'aerodinamica, interferendo ali'occorrenza su qualsiasi apparato elettrico forse in virtù dell'azione stessa della loro misteriosa energia motrice, questi enigmatici velivoli sono stati avvistati da osservatori qualificati e da scienziati, rilevati dal radar, fotografati e filmati.

Da dove vengono questi misteriosi ordigni, segnalati nello spazio extra-atmosferico anche dagli astronauti americani e russi? Da altri mondi? Tale prospettiva, resa oggi più attuale dalla scoperta di pianeti extra-solari, viene valutata con attenzione da numerosi studiosi consapevoli che la vita, quale si è sviluppata sulla Terra, non può costituire per la scienza l'unica pietra di paragone. La constatazione del manifestarsi della fenomenologia UFO nel passato, infine, getta sul tappeto tutta una serie di considerazioni storico-filosofiche e culturali che finiscono col riferirsi a questioni di ordine religioso ed esistenziale, relative alle stesse possibili origini extra-terrestri della vita sulla Terra e della stessa umanità. Certi Dei dell'antichità erano astronauti alleni? A parte tali legittime ipotesi resta la realtà e la persistenza del fenomeno e l'evidenza della sua natura intelligente. Al di là del «cover up» (l'insabbiamento della verità imposta dall'«intelligence» delle grandi Potenze), ritenendosi in diritto di saperne di più di quanto non possano e vogliano dire le autorità e più che mai decise ad affrontare il problema con serietà, centinaia di migliaia di persone si sono costituite, in tutto il mondo, in centri di studio che, in chiave scientifica, si rivolgono oggi allo studio dei fenomeno sfrondandolo da ogni frangia mitica e sensazionalistica.

Di fronte alla crescente realtà del tema delle «abductions» e degli «incontri ravvicinati» la inadeguatezza ormai evidente di ipotesi esplicative quali quella psicologica, naturale e "dell'arma segreta", che non danno ragione de! complesso problema, impone pertanto, constatato il carattere tecnologico ma anche intelligente ed in apparenza estraneo del fenomeno, di affrontarne lo studio in un'ottica scientifica interdisciplinare. L'attualità delle ricerche del Progetto SETI e della NASA miranti a individuare nell'universo segnali e tracce di intelligenze extraterrestri da un lato e, dall'altro, la persistente realtà degli "incontri ravvicinati" con gli UFO (termine imposto dal regista Steven Spielberg ma desunto dalla classificazione scientifica ideata per i fenomeni UFO dall'astrofisico americano Joseph Allen Hynek) è ormai un dato sempre più acquisito impostosi all'attenzione generale e soprattutto a quella delle Autorità politiche, militari e scientifiche che se ne sono più volte occupate nei principali Paesi con commissioni di studio ufficiali ad hoc.

Oggi la questione - che più che mai esiste, resiste e persiste al di là di ogni superficiale spiegazione e smentita - va affrontata con crescente consapevolezza, nella scia dei riconoscimenti istituzionali già avutisi da vari Paesi europei al Canada, dal Giappone al Mosaico, dalla Nuova Zelanda al Brasile, da Israele al Sud Africa. In ultimo l'FBI statunitense. L'inserimento su Internet degli archivi ufficiali sugli UFO dei governativi Centro Nazionale Studi Spaziali francese e Ministero della Difesa inglese costituisce il più significativo riconoscimento dell'importanza e attualità della questione. E ciò al livello della Comunità Internazionale, come già l'interesse della CEE e dell'ONU hanno dimostrato. Oggi molteplici altri Paesi, (dall'Europa al Sud America, dall'Asia fino all'Africa e all'Oceania) sembrano fare a gara per aprire i loro archivi ufficiali sugli UFO, mentre la Chiesa si dice certa dell'esistenza di esseri alieni, quasi a prevenire futuri scenari "esodiplomatici" di un contatto extraterrestre.

In ogni caso la collaborazione internazionale fra gli ufologi (dall'Europa agli USA e all'America Latina) e l'analisi dei casi pregressi con la loro comparazione si dimostra sempre di più la chiave determinante per la soluzione del problema.

Centro Ufologico Nazionale www .centroulologlconazlonale.net Corrispondenza e segnalazioni: Casella Postale 7-251 - 00162 Roma Nomentano centroufologiconazlonale@gmall.com

Per prenotazioni alberghiere Centro Prenotazioni Consorzio San Marino 2000 Tel. 0549/995031 -Fax 0549930573 - Info@sanmarino2000.sm

REPUBBLICA DI SAN MARINO

Con il patrocinio della Segreteria di Stato per il Turismo in collaborazione con
L’Ufficio di Stato per il Turismo, le Segreterie di Stato alla Giustizia e agli Esteri, il CNAI, il CIFAS, il CETI, il GAUS e il CROVNI 20° Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti Non Identificati e i Fenomeni Connessi
sul tema UFO E ALIENI: QUALI INTERLOCUTORI SULLA TERRA?

Coordinamento di Roberto Pinotti

17-18 Marzo 2012

Teatro Titano

P.za Sant’ Agata – San Marino

Sabato: Ore 15-19 / 21.30-24

Domenica: Ore 9-13 / 15-19

Informazioni: 335 – 6954574 INGRESSO LIBERO
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Il 21 aprile 2012 dibattito Centro Ufologico Ionico all'Istituto Professionale "M.Perrone" di Castellaneta

giovedì 8 marzo 2012

Il Centro Ufologico Ionico il giorno 21 aprile 2012, presso l'Istituto Professionale "M.Perrone" di Castellaneta (TA), terrà un dibattito sugli UFO e i misteri del Passato dalle ore 10 alle 12.

Il dibattito avrà il titolo di "Cieli nuovi e Mondi nuovi. L'Ufologia tra mito e realtà".

Tutti i componenti del Centro Ufologico Ionico ringraziano di cuore il Professor Pier Giovanni Mastrangelo e il Direttore Scolastico Dottor Francesco Castronuovi per averci proposto e accordato questa lodevole iniziativa.

L'ingresso è assolutamente gratuito.
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Per motivi tecnici rinviata la puntata di giovedì di "XY Web Radio"

martedì 6 marzo 2012

Comunichiamo che per motivi riorganizzativi e tecnici la puntata di "Storie di tutti i giorni" di XY Web Radio del Centro Ufologico Ionico, programmata per il giorno 8 marzo 2012, andrà in onda a data da destinarsi. Ci scusiamo con l'utenza.
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Nasce "OOPART", il gruppo su Facebook del Centro Ufologico Ionico

domenica 4 marzo 2012

Visti i numerosi misteri in ambito archeologico e storico che potrebbero (il condizionale è d'obbligo) portare ad ipotizzare la presenza di ipotetici extraterrestri nel Passato, abbiamo creato "OOPART", il magazine (al momento solo virtuale) tutto incentrato su enigmi che, apparentemente, sono senza soluzione. Non solo i membri del Centro Ufologico Ionico posteranno un qualcosa inerente questi argomenti, ma il gruppo è aperto a tutti coloro che sono appassionati di questi "anacronismi". In progetto c'è anche un magazine gratuito dal titolo "OOPART" che dovrebbe uscire a settembre 2012. La copertina è già pronta (vedi sotto la cover provvisoria).

Incrociamo le dita per scaramanzia.

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Gli enigmi della vita primordiale

Quando si parla genericamente di “preistoria” e più specificamente di Paleontologia, il pensiero per molti va subito ai grandi rettili terrestri (dinosauri), rettili marini e volanti, i quali sono stati, assieme ad altre specie, dominatori incontrastati per circa 200 milioni di anni del pianeta Terra. Come se i mastodontici rettili (ma anche quelli minuscoli) fossero per davvero il simbolo dell’evoluzione estrema della vita animale. Di questi bellissimi esseri si è comunque troppo spettacolarizzato e c’è chi insinua, a sproposito, che dinosauri ed esseri umani abbiano convissuto assieme. Chi afferma ciò pecca di ignoranza basilare dal punto di vista paleontologico.

Al momento, nonostante le numerose analisi scientifiche e i numerosi studi accademici, non esiste prova che gli esseri umani abbiano convissuto all’epoca dei dinosauri, o viceversa. Questa “certezza” è solo appannaggio dei cosiddetti creazionisti o di coloro che, pur di vendere qualche libercolo e arricchirsi economicamente, sfrutta la credulità popolare per simili storie. Anche se il passato biologico terrestre è colmo di innumerevoli misteri, è comunque pressocchè assodato (fino a quando non esca qualche prova schiacciante) che l’Homo Sapiens non abbia mai incontrato nessun Tirannosaurus Rex.

Questa premessa iniziale è stata dovuta visto che qui non parleremo di dinosauri, ma di un periodo ancora più sconosciuto, ignoto, che risale agli albori del nostro pianeta, un periodo che ha portato alla nascita prima di forme di vita semplici (unicellulari) e che poi ha aperto la strada a quella complessità e specializzazione pluricellulare, le quali sin dalla loro comparsa, nel giro di circa 1 miliardo di anni, hanno inserito forme di vita sempre più differenziate, che hanno portato a quella invenzione della natura, che ha intrapreso la strada più degli scempi che quella dei benefici, ossia Homo Sapiens Sapiens.

Dicevamo periodo degli albori della vita nebuloso, che ha portato però, circa 600 milioni di anni fa, all’apparizione “improvvisa” di forme di vita multicellulari, che sembrano fuoriscite da un romanzo di Lovercraft o da un mondo extraterrestre. Ora usando un briciolo di fantasia ci rechiamo alla nostra “macchina del tempo”, entriamo dentro ed azioniamo il nostro cronografo temporale. Ed eccoci in viaggio a ritroso nel tempo, in un tempo molto antico, in un periodo dove la Terra era ai primi vagiti di vita (o quasi). Ci rechiamo indietro nel tempo di circa 4 miliardi di anni.

I primi segni di vita biologica

Per la precisione "partiamo" e arriviamo in un periodo di tre miliardi e 900 milioni di anni fa per la precisione, epoca determinante della comparsa di qualcosa di biologico. Eppure come era la Terra delle origini, nessuno avrebbe scommesso che la vita prendesse piede. Era un pianeta da “girone Dantesco”, colmo di sconvolgimenti tettonici, eruzioni vulcaniche, fulmini e impatti asteroidali e cometari. Ma anche la temperatura degli “albori” non era l’ideale, la media era di circa 70° e 80° centigradi e l’aria era irrespirabile (per i nostri canoni attuali).

Infatti l’atmosfera era colma di ammoniaca, idrogeno, metano e vapore acqueo. Per di più mancava lo strato d’ozono, che protegge attualmente dai raggi ultravioletti provenienti dal Sole, ma soprattutto mancava l’ossigeno. Eppure, nonostante tutte le avversità, apparvero le prime molecole di vita. Si formarono i primi legami chimici tra atomi, che diedero l’input alla comparsa di aminoacidi, nucleotidi e zuccheri. In altre parole erano comparsi l’RNA e il DNA, le impalcature di ogni essere vivente. Ma come ci arrivarono? Le ipotesi sono varie e passano da quella conservatrice a quella esogena, ossia che la vita abbia origini non terrestri.

Ipotesi sull’origine della vita sulla Terra

Uno dei primi scienziati che si pose la domanda su come si sia creata la vita sul nostro pianeta fu il biochimico sovietico Alexander Ivanovich Oparin. Nel sul libro “Origine della vita sulla Terra”, pubblicato nel 1936, elaborò la teoria della comparsa dei cosiddetti “coacervati”, aggregati molecolari, che nacquero nel cosiddetto “brodo primordiale”. Ipotesi quest’ultima che causò molto polemiche accademiche. Oparin ipotizzò che la comparsa dei coacervati fu il prodotto dell’atmosfera primordiale riducente, che entrando in soluzione con gli oceani primitivi, avrebbe portato alla formazione di “macromolecole”, in grado di aggregarsi grazie all’energia luminosa e a presenza di catalizzatori inorganici, come fanghi e argille.

Diciassette anni dopo, un giovane biochimico americano che portava il nome di Stanley Lloyd Miller, asserì di aver confermato la teoria di Oparin, attraverso il suo famoso esperimento di laboratorio, che aveva ricreato le condizioni primordiali del nostro pianeta. Miller e il suo docente, professor Harold Urey (premio Nobel per la chimica nel 1934 per la scoperta del deuterio), basandosi sulle idee di Oparin, crearono un apparato formato da un tubo di vetro. Questo largo tubo fu posizionato in maniera arrotolata, una posizione che ricordava un rettangolo. Dopo aver fatto ciò Miller fece scendere nel tubo dell’acqua e una miscela di gas, che si riteneva fossero gli elementi predominati della “zuppa primordiale”. Furono così immessi ammoniaca, idrogeno e metano. Fatto ciò Miller collegò degli elettrodi, in modo da creare all’interno del tubo delle scintille. Lasciò tutto così per una settimana. Una volta rientrato in laboratorio, l’esterefatto Miller, notò che si era creata una sorta di “patina”.

Analisi successive dimostrarono che quella patina era composta, tra l’altro, di due semplici aminoacidi, l’analina e la glicina. Miller non solo aveva confermato l’ipotesi di Oparin, ma aveva (a quanto pare) risolto il mistero dell’origine della vita. Ma non fu cosi.

Miller fu criticato per non aver portato nessuna evidenza scientifica su come gli aminoacidi formati si sarebbero dovuti replicare. Senza un’auto replica, la vita non sarebbe potuto esistere. Fu quindi una scarica elettrica che avrebbe creato la vita? Può darsi. E portando ciò in grandi scale, i fulmini dell’atmosfera primordiale avrebbero potuto creare i primi aminoacidi? Ipotesi scientifica plausibile, ma oggi, come nel 1953, ridimensionata. E fu così che con il passare degli anni le ipotesi divennero più intriganti, dall’RNA replicatore di Orgel alle “microsfere” di Fox, per poi arrivare, negli anni ’80 del secolo scorso, alla teoria di Graham Cairns Smith. Il ricercatore scozzese ipotizzò che i primi organismi viventi terrestri fossero composti, anzichè di una struttura ad atomi di carbonio, di atomi al silicio, o meglio una specie di essere composto da cristalli di biossido di silicio. Ma non mancarono le ipotesi più estreme, ossia che la vita sulla Terra è di origini extraterrestri.

Nel XX° secolo il primo ricercatore ad aver ipotizzato una strada del genere fu Svante August Arrhenius. Il chimico e fisico svedese, premio Nobel per la chimica nel 1903 per la teorie sul trasferimento di ioni, visti come responsabili del passaggio di elettricità. Ma anche il primo precursore credibile della cosiddetta “panspermia”. Arrhenius ipotizzò che la vita sulla Terra fosse arrivata attraverso delle spore, che avrebbero inseminato l’universo attraverso la pressione della radiazione stellare. Poi ci furono Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe che ipotizzarono che il codice della vita (DNA) fosse stato portato sulla Terra e su altri corpi celesti tramite comete ed asteroidi. E infine Francis Crick (premio Nobel per la scoperta dell’elica del DNA) e Leslie Orgel ipotizzarono la cosiddetta ipotesi della “panspermia teleguidata”, ossia pensarono che una distante civiltà, sviluppatasi all’esterno del nostro Sistema Solare, in via d’estinzione, mandò forme di vita primitive in ogni direzione dell’universo, nella speranza che esse raggiungessero altri pianeti adatti alla vita. Qualunque cosa sia successo nei primordi della Terra, resta il fatto che la vita un bel giorno arrivò. Portando, col passare dei milioni di anni, a forme di vita sempre più complesse, come quella che apparve circa 600 milioni di anni fa.

Gli animali “extraterrestri” dei primordi

In questo periodo temporale denominato Cambriano (primo periodo dell’era Paleozoica) avvenne una misteriosa “esplosione” di vita animale complessa. Nessuno riesce ancora a spiegare questa improvvisa apparizione, ma avvenne.

Questa “esplosione” segnò l’avvento di tutti i gruppi principali (i cosiddetti “Phyla”) di animali moderni in un tempo geologicamente minimo, non ancora compreso. Sembrerebbe una sorta di “miracolo”, ma qui si parla di avvento certo e non “metafisico”. La stragrande maggioranza di queste prove si trovano nei cosiddetti “Argilloscisti di Burgess”.

Questo luogo, che si trova sopra il Mount Burgess, è denominato in questo modo a causa di un enorme giacimento di argillite scura, che costituisce un giacimento fossilifero sulle cime delle Montagne Rocciose del Canada (Columbia Britannica). La cosiddetta “Argillite di Burgess” fu scoperta per la prima volta da Charles Dolittle Walkott nel 1909. Furono ritrovati fossili unici nel loro genere, fossili anche di “sole” parti molli, senza esoscheletri o corazze varie. Questo rende unico il sito.

Ma la scoperta iniziale non fu capita, ma fu compresa molti decenni dopo, quando negli anni 80 del secolo scorso una reinvestigazione fatta da scienziati dell’Università di Cambridge concluse che gli animali era cosi complessi e differenziati e che molti di questi non si sono più ripetuti. E questi ultimi erano degli esseri che, visti con gli occhi di oggi, sembrano animali arrivati da altri pianeti. Tra i più strani ne cito due, Opabinia ed Hallucigenia.

Il primo era composto da 5 occhi che ricordano la forma di piccoli funghi. Il suo corpo era segmentato e terminava con due timoni verticali. Ma l’aspetto più sconvolgente di questo essere era quello che fu in possesso di un lungo tentacolo, che partendo dalla testa terminava con una bocca irta di zanne, simile ad una tagliola. Un animale che neanche i più fervidi romanzieri di fantascienza avrebberero mai immaginato. L’altro animale era ancora più strano. Quando fu trovato per la prima volta il suo resto fossile, fu coniato il nome di Hallucigenia per il suo aspetto da “allucinazione”. Un essere così strano non si era mai visto. Era composto da quattordici trampoli (a mò di stecchino) e delle piccole proboscidi, disposte a fila. Il corpo ricordava una specie di salsicciotto. Ancora oggi esiste una diatriba su come questo essere potesse camminare.

E ora spostiamoci, con la fantasia, oltre la Terra. Queste specie viventi, cosi strane, possono teoricamente vivere in altri corpi celesti? Tutto è possibile. Se qui non si sono più ripetuti, non è detto che su altri pianeti la sorte sia stata identica. Ricordiamoci il caso, di qualche anni fa, della presunta scoperta di un ipotetico fossile, trovato su Marte e che ricordava un “crinoide”. Notizia che fu approfondiata anche in Italia dalla rivista “Newton”, grazie al prezioso supporto dell’esobiologa Sabrina Munoz. Quindi se un bel giorno trovassimo prove incontrovertibili di vita vivente e passata su altri corpi celesti, oltre ad essere la scoperta più importante di tutta l’umanità, sarebbe anche la prova che l’evoluzione biologica è un dato di fatto scientifico, che con innumerevoli differenziazioni fisiche è riuscita ad adattarsi a quel tipo di ambiente. E se sulla Terra, Opabinia ed Hallucigenia (ma anche altri) non ce l’hanno fatta, non è detto che in un ambiente più favorevole non sia potuto accadere.

Per concludere, se un bel giorno trovassimo su un pianeta un fossile del genere, non gridiamo subito all’extraterrestre davvero tale. Basta pensare che quell’essere, 600 milioni di anni fa circa, era qui da noi. Allora sorge l’annosa domanda: gli alieni sono tra già noi? Misteri ancora nebulosi, come quelli affascinanti della vita primordiale delle origini.


Articolo scritto da Antonio De Comite


Bibliografia

Anins, Minerva, Liceo Virgilio, Piero e Alberto Angela “La Straordinaria Storia della Vita sulla Terra (Miti Mondadori 1999)

Immagini illustrative articolo

Prima immagine: raffigurazione ipotetica che illustra l’origine della vita nel cosmo

Seconda immagine: lo scienziato Stanley Miller

Terza immagine: ricostruzione del mostruoso Opabinia

Quarta immagine: ricostruzione dell’enigmatico Hallucigenia

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E' online la seconda puntata di "Storie di tutti i giorni" di XY Web Radio

giovedì 1 marzo 2012

E' online la seconda puntata del magazine "Storie di tutti i giorni", rubrica di "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico, andata in onda il giorno 01 marzo 2012 e condotta in studio da Antonio De Comite.


Stasera abbiamo parlato di:

"Ice Circles" in Italia

Isaac Newton e la fine del mondo

Il MIT ed i dischi volanti

L'inganno di Piltdown
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