Incontri in volo. Nuovo appuntamento su "XY Web Radio"

lunedì 30 gennaio 2012

Nuovo appuntamento con il palinsesto di "XY Web Radio", il canale radiofonico online del Centro Ufologico Ionico. La puntata, dal titolo "Incontri in volo", è incentrata su alcuni casi inseriti nelle migliaia di pagine declassificate dal MoD (Ministero della Difesa) britannico e illustra incontri in volo tra aerei civili e UFO. In studio Antonio De Comite.

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Gli extraterrestri e il mistero di Sinaloa

La caduta di un meteorite il 4 gennaio 2012 sulla Sierra Madre, nello stato messicano di Sinaloa, ha aperto nuovi interrogativi attorno alla potenziale attività di entità extraterrestri nella regione, secondo esperti e internauti.

L'impatto di questo meteorite di questo mese si aggiunge ai tre meteoriti caduti sopra Sinaloa in 138 anni, una circostanza straordinaria che ha portato geologi e astrofisici a cercare di localizzare questo corpo celeste.

Il meteorite, che non è stato ancora trovato, cadde in un'area comunemente utilizzata dai narcotrafficanti locali per la coltivazione della marihuana. La direttrice del Centro delle Scienze di Sinaloa, Rocío Labastida, ha assicurato che "la gente ha affermato di aver visto il meteorite dividersi in varie parti e, quando un elicottero sorvolò la zona, notarono due razzi".

Nel 1874 cadde sopra la località sinaloense di Bacubirito un meteorite di 20 tonnellate, e nel 1994 venne riportata la caduta di un altro, ma più piccolo nelle vicinanze della Sierra.

"Quello che intriga i ricercatori è che in un secolo o poco più sono precipitati tre meteoriti in una zona così piccola... . Potrebbe trattarsi di problemi legati con l'attrazione magnetica della Terra, però per esser certi di ciò bisogna indagare", ha sottolineato Labastida.

"E' molto sospetto tutto questo, perchè non solo si tratta della caduta di tre meteoriti nello spazio di tempo scientificamente tanto breve", ha nel frattempo dichiarato Bernardo Ortiz, un archeologo della capitale messicana. "E' necessario valutare la presenza a Sinaloa di una grande quantità di petroglifi con dei motivi extraterrestri".

Nelle vicinanze di Sinaloa, negli ultimi due anni, sono stati riportati avvistamenti di UFO e altri fenomeni di natura "aliena". Così, Ortiz considera che i petroglifi, attribuiti a culture precolombiane, possono essere collegati con un qualche tipo di attività extraterrestre.

"Inoltre, tre meteoriti in uno spazio di tempo tanto ridotto, parlando in termini astronomici, è come mettere un coperchio su un vaso. Cosa succede se i meteoriti non sono affatto tali o fanno parte di qualche esperimento esterno?", si è chiesto Ortiz.

Inoltre, secondo l'archeologo Joel Santos Ramírez, la maggior parte dei petroglifi di Sinaloa si trovano ai margini di fiumi e torrenti e sono "astrazioni atemporali della realtà".

I disegni sono "antropomorfi, zoomorfi, geometrici e rappresentazioni di fenomeni solari basati sull'uso del punto, della linea e della spirale", ha riferito Santos Ramírez.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte

Commento: un caso "anomalo", ma prima di gridare ad un esperimento extraterrestre bisogna portare prove davvero forti. E' comunque strano che in oltre un secolo, una piccola zona del Messico sia stata colpita tre volte da proiettili cosmici. Per non parlare dei petroglifi che, a quanto pare, raccontano storie al di fuori del tempo e della realtà. Staremo a vedere se ci saranno ulteriori novità.
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Un aereo della China Eastern Airlines incrocia un UFO

sabato 28 gennaio 2012

Un aereo della compagnia aerea cinese China Eastern Airlines ha riportato un incidente piuttosto inusuale mentre si trovava in volo a nord della città di Alberta (Canada), quando i piloti hanno indicato di aver visto un UFO in prossimità della loro posizione.

L'aereo, un Airbus A340-600, volo MU587, che effettuava il collegamento tra l'aeroporto internazionale Pudong di Shanghai (Cina) e l'aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York (New York/USA) con un numero di passeggeri che non è stato comunicato, era al di sopra del territorio canadese, intorno alle coordinate 58°N 111°W, al livello di volo 370, quando i piloti hanno informato il centro di controllo del traffico aereo di aver incrociato sulla loro rotta "una forte luce", che ha fatto loro pensare ad un UFO, a circa 40 miglia nautiche a sud della loro posizione, mentre facevano approssimamente rotta a sud-est e ad un'altitudine di 41.000 piedi.

I controllori del traffico aereo hanno indicato di non aver rilevato nessun eco radar a quella posizione, nè alcuna traccia di volo qualsiasi che potesse spiegare la presenza dell'oggetto. Dopo qualche minuto d'osservazione, l'oggetto è sparito. Il volo ha proseguito senza altri incidenti e l'aeromobile è arrivato a New York nell'ora prevista.


Inserisci linkTraduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte


Commento: la notizia proviene da un sito prettamente indicato all'aeronautica, che si concentra soprattutto sugli incidenti che coinvolgono - quasi giornalmente - i velivoli, sia civili che militari. Ed essendo gli UFO un problema per la sicurezza aerea, la notizia pubblicata non ci meraviglia. Non abbiamo notizie sulla data dell'avvistamento, tranne che il sito ha pubblicato la segnalazione il giorno 27 gennaio 2012, ma questo non significa nulla. Il caso, visto anche la precisione delle informazioni contenute nell'articolo, sembrerebbe davvero interessante.
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Ecco "Astro News", la nuova rubrica di "XY WEb Radio"

venerdì 27 gennaio 2012

E' disponibile una nuova rubrica di "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico. Si chiama "Astro News" ed andrà in onda ogni venerdi sul canale radio del C.U.I.. In questa rubrica parleremo delle notizie che arrivano da campo astronomico, concentrandosi soprattutto su quelle che possono riguardare la vita extraterrestre. Nella puntata, dal titolo "Astro News: Terre aliene. Prospettive", ci concentreremo sulla scoperta di pianeti extrasolari simili alla Terra, con il pensiero di due grandi scienziati in merito. In studio Antonio De Comite.

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UFO, poliziotti e reticenze. Approfondimento su "XY Web Radio"

giovedì 26 gennaio 2012

Un clamoroso avvistamento UFO ha coinvolto numerosi poliziotti di Mexicali (Messico). Approfondimento sulla notizia e sulle reticenze che, ancora oggi, hanno molti agenti di polizia a divulgare le loro esperienze su "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico con una puntata dal titolo "UFO e poliziotti". In studio Antonio De Comite.

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In Messico poliziotti inseguono un UFO...senza esito

Un Oggetto Volante Non Identificato (UFO) ha provocato una importante mobilitazione da parte dei componenti delle Forze di Sicurezza Pubblica Municipale di Mexicali, a causa di rapporti di cittadini circa la presenza di uno strano dispositivo nel cielo.

Alejandro Monreal Noriega, comandante generale delle Pattuglie della Direzione di Sicurezza Pubblica Municipale (DSPM), ha riferito che il primo rapporto lo ricevettero da persone che abitavano nella zona aeroportuale.

Inclusi operatori del C-4, che gestiscono le telecamere di sicurezza urbana, che lo videro attraverso il sistema, il cui meccanismo sembra averlo registrato. Centinaia di chiamate sono arrivate dai cittadini che hanno segnalato l'oggetto volante.

Il misterioso dispositivo fu visto dalla zona dell'aeroporto, poi fu segnalato muoversi a velocità vertiginosa verso il nuovo deposito, dopodiché i cittadini lo segnalarono nella zona del Parco Industriale Marán, prima di esser avvistato presso l'area della zona Rivera Campestre e limitrofe.

Il supervisore della zona ad est del DSPM, Martín Ruelas, lo vide e affermò che era un oggetto rotondo di luce bianca, grande e dove si potevano anche vedere delle luci lampeggianti di colore blu e giallo.

Affermò, inoltre, che l'oggetto era visibile a quota alta e che effettuava delle velocità molto rapide e che si muoveva in alto, in basso e di lato, fino a quando lo perse di vista a sud della valle di Mexicali.

Anche il Vice Comandante Medina, a sud della valle, lo vide e dichiarò che era troppo veloce ed era impossibile seguirlo e che cambiava repentinamente di rotta.

Fu una "persecuzione" per i poliziotti, in quanto in pochi secondi l'oggetto cambiava spesso la sua posizione. Non fu possibile, per le forze di polizia, trovare una risposta su ciò che avevano visto.

Monreal Noriega ha riferito che si consultò con l'autorità aeroportuale e anche con quella di Sedena e le controparti nordamericane. Si spera, se mai avverrà, che ci siano ulteriori informazioni da questi Enti.


Traduzione e sintesi a cura di Antonio De Comite

Fonte


Aggiornamenti sulla questione. Il video della registrazione del misterioso fenomeno è stato divulgato. Per visionare il video, e di questo ringraziamo il portale "Mistero UFO" per la preziosa segnalazione, clicca qui
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Cosa atterrò a Socorro nel 1964? Ascoltalo su "XY Web Radio"

martedì 24 gennaio 2012

Il caso del poliziotto Lonnie Zamora è un classico dell'Ufologia storica. Parla di un atterraggio di un ordigno con degli esseri animati nelle vicinanze. Cosa si appoggiò al suolo a Socorro (New Mexico) nel 1964? Un velivolo extraterrestre o cos'altro? Per saperne di più è online l'approfondimento dal titolo "Ipotesi terrestre sull'UFO di Socorro?" su "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico. In studio Antonio De Comite.

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La Web Radio del Centro Ufologico Ionico aperta a Tutti

Comunichiamo che "XY Web Radio", la radio online del Centro Ufologico Ionico, è aperta a tutti voi. Che siate appassionati, addetti del settore, associazioni di qualunque genere (senza esclusione di sorta), mandate le vostre esperienze, le vostre opinioni, le vostre presentazioni all'indirizzo email di antoniodecomite@gmail.com

Verranno lette in trasmissione.

A presto
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Si ritorna a parlare di minacce asteroidali. Approfondimento su "XY Web Radio"

lunedì 23 gennaio 2012

In queste ultime ore è rimbalzata sul web la notizia della creazione di nuovo progetto congiunto per difendersi da minacce dallo Spazio. La puntata porta il titolo di "Minaccia Extraterrestre". Questo ed altro nell'approfondimento su "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico. In studio Antonio De Comite.


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Vita su Venere? Ecco l'approfondimento su "XY Web Radio"

domenica 22 gennaio 2012

E' online l'approfondimento sulla presunta scoperta della vita su Venere da parte di uno scienziato russo. La puntata dal titolo "Scoperta vita su Venere?" è disponibile sulla Web Radio "XY" del Centro Ufologico Ionico. Conduce in studio Antonio De Comite. Buon ascolto.

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Vita scoperta su Venere. Lo avrebbe affermato scienziato russo

Diversi oggetti simili ad esseri viventi sono stati rilevati su fotografie scattate da una sonda d'atterraggio russa nel 1982 durante una missione su Venere, afferma un articolo pubblicato su Solar System Research magazine.

Leonid Ksanfomality dello Space Research Institute of Russia's Academy of Sciences ha pubblicato una ricerca che analizzava le fotografie della missione su Venere scattate dalla sonda d'atterraggio sovietica, "Venera-13", nel 1982.

Le fotografie mostravano le fattezze di diversi oggetti. Ksanfomality ha dichiarato che sembravano un "disco", un "lembo nero" e uno "scorpione".

Tutti loro "fluttuavano, emergevano e scomparivano", ha dichiarato lo scienziato, riferendosi al loro cambio di posizione in diverse fotografie e tracce sul terreno.

"E se ci dimenticassimo delle attuali teorie sulla non esistenza della vita su Venere, coraggiosamente possiamo suggerire che le caratteristiche morfologiche degli oggetti potrebbero portare a dire che sono esseri viventi", afferma la rivista Solar System Research citando ciò che ha riferito Ksanfomality.

Al momento, nessun dato prova l'esistenza della vita su Venere, dove la temperatura al suolo è di 464° Celsius, è stato trovato.

Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte

Considerazioni di Antonio De Comite. Fin qui la notizia che sarebbe apparsa su "Solar System Research" e ripresa da molti organi di stampa internazionali. Se le informazioni fossero veritiere e le fotografie venissero divulgate per dare ai ricercatori di mezzo mondo l'opportunità di analizzarle al meglio (l'unica disponibile è presente - a quanto pare solo - su questo link), potrebbero portare (se le informazioni di Ksanfomality fossero corrette, visto anche che su "Solar System Research" l'articolo in questione non sembra essere presente) ad una nuova rivoluzione Copernicana nel mondo della Scienza, ossia che sul vero pianeta gemello della Terra ci siano forma di vita. Teoricamente ciò può essere possibile, anche se le temperature su Venere sono infernali. Basti pensare al pianeta che ci ospita, sul quale esistono i cosiddetti organismi "estremofili" che vivono in condizioni "impossibili" per l'Homo Sapiens Sapiens. Ecco perchè basandoci su ciò che avviene sulla Terra e sulle variegate forme viventi adattatesi a qualunque condizione ambientale, non è eresia affermare che qualunque pianeta o qualunque altro corpo celeste ospiti una sua forma di vita.
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Online la puntata zero di "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico

sabato 21 gennaio 2012

Gentili amici è online la puntata zero, sperimentale, di "XY Web Radio" del Centro Ufologico Ionico. La puntata si chiama "Introduzione all'Ufologia". Conduce in studio Antonio De Comite.

A presto.

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Stanlio, Ollio e gli Ummiti

venerdì 20 gennaio 2012

L'impostazione dell'articolo che segue è stato impostato come un capitolo di un romanzo di avventura, ma la notizia all'interno è vera. Buona lettura.

L'oceano immenso della conoscenza ci aspetta e la truppa è impaziente di allentare gli ormeggi e partire per lande misteriose, dove l'ignoto ma anche l'inganno la fanno da padrona. Spetta al fiuto dei nostri valenti marinai districarsi, comprendere, interrogarsi sugli enigmi che coinvolgono il continente UFO, un immenso e variegato territorio dove non esiste verità assoluta, ma tante verità, molto spesso che nascono dal nostro desiderio e dalle nostre convinzioni.

Ci alziamo di buona lena, il tempo è ottimale per incominciare il nostro viaggio. Chissà quali sorprese troveremo sul nostro cammino. La nave porta il nome di “Res Inexplicata Volans”, in onore a quei misteriosi velivoli che svolazzavano nei cieli rinascimentali e medievali, la cui enigmatica natura è stata catalogata per secoli da sommi dotti del Vaticano. La truppa ha il suo motto che è “Chi osa vince”, tanto caro agli aviatori militari britannici. Nessuna minaccia e difficoltà potrai mai fermare il nostro vascello, nemmeno un cataclisma apocalittico può fermare la sua serrata avanzata perchè il suo scopo di viaggio è la conoscenza e la voglia di scoprire cosa esiste in questo immenso oceano, enorme cuore pulsante tra Tempo e Spazio.

Il vascello “Res Inexplicata Volans” è una nave, ma nell'occasione anche un aereo, un razzo, una macchina del tempo e un rotore antigravitazionale. Può andare ovunque. Basta indicare le coordinate ed incanto è lì, che sia passato, presente o utopico futuro.

Il capitano, sir Deco Fox (arcigno ufficiale appassionato di documenti storici e curioso di tutto ciò che riguarda il mondo degli UFO e di tutto ciò che gira attorno alla problematica, di qualunque epoca sia), ha al suo fianco il suo equipaggio composto da Jean Claude (ufficiale di bordo e addetto alla strumentazione), Edward De Rosa (studioso di miti antichi), Nik Percy Harris (l'eterno timido), Gianluca Le Poore (consigliere) e Meg Kayleigh (aspirante giornalista e futura archeologa).

Ormai siamo in viaggio da circa cinque minuti, fuori fa freddo e l'oceano è buio. Soltano il chiarore stellare allieva di quel poco la pece notturna. Tutti gli ufficiali nominati pocanzi sono all'interno della cabina di comando e il capitano sir Deco Fox illustra, in maniera preliminare, cosa aspetta la ciurma in questo lungo viaggio. Quale sarà la prima meta? Un caso attuale o si va indietro nel passato terrestre? Oppure si viaggia nello Spazio alla scoperta delle meraviglie dello smisurato Cosmo che coccola, come una premurosa balia, il piccolo e meraviglioso pianeta azzurro che gli antenati umani hanno chiamato, troppo frettolosamente, “Terra”?

In modo concitato variegate mete escono a galla. Da Palenque a Roswell, dagli infiniti mondi della Via Lattea all'ultimo filmato UFO girato in Inghilterra, dall'enigma della Pietra del Sole vichinga fino agli ultimi documenti declassificati dagli apparati di “intelligence” e militari. E centinaia di altre destinazioni.

Capitan sir Deco Fox dichiara: “ragazzi, se ne parla nei prossimi giorni, ora io mi ritiro in coperta”. Gli ufficiali di bordo annuiscono e si ritirano anche loro, lasciando solo in funzione il pilota automatico durante il viaggio notturno, in attesa dell'alba mattutina.

Prima di ritirarsi a letto, sir Deco Fox (grande appassionato di Stan Laurel & Oliverd Hardy) decide di gustarsi la loro comicità esilarante. Ora c'è da decidere se scegliere un corto o lungometraggio sonoro, oppure scegliere un muto. Nessuna esitazione, per questa sera si sceglie un corto senza sonoro e opta per “Sugar Daddies”.

Questo muto del 1927, in Italia conosciuto come i “Ricconi” o “Come mi pento”, racconta la storia di un ricco petroliere che una notte, senza saperlo, sposa una donna. Al mattino comunica il tutto al suo maggiordomo (impersonato da Oliver Hardy) annunciandogli anche che al piano inferiore lo aspetta la nuova moglie (Charlotte Mineau) accompagnata dalla figlia (Edna Marion) e dal fratello (Noah Young). Quest’ultimo chiede subito, senza mezzi termini, 50.000 dollari e Brittle chiama il proprio avvocato (Laurel) che gli suggerisce di cambiare aria. In un albergo di una stazione balneare, il petroliere, il maggiordomo e l’avvocato sono raggiunti dai tre nuovi parenti, decisi ad ottenere il denaro o a vendicarsi. Per sfuggire agli inseguitori viene adottato uno stratagemma: Laurel vestito da donna con un lungo mantello sale in groppa a Brittle e Oliver funge da accompagnatore. L’effetto comico è quello di una donna molto lunga, sotto alle cui vesti si intravvedono un paio di gambe pelose, complete di giarrettiere maschili.

Esilaranti gag e corsa ad ostacoli inebriano gli occhi dello spettatore, che si gusta uno dei tanti capolavori della coppia d'attori più divertente della storia del cinema. Diciotto minuti senza pausa che fanno ridere di gusto il capitano sir Deco Fox, ma anche pensare a un particolare notato nel muto in questione.

Tra le varie ambientazioni del cortometraggio, c'è quella del luna park. In alcune scene si notano dei simboli che hanno un qualcosa di conosciuto e di già visto da qualche parte.

Si tratta di una sorta di “acca” con una linea centrale orizzontale ed una centrale verticale a formare una specie di “croce”. Ai lati destro e sinistro di questa figura troviamo delle tipologie di “mezzicerchi” con i due vertici che puntano verso l'esterno.

Sopra la similitudine del simbolo di Ummo (a sinistra) e quello presente nel film "Sugar Daddies" (a destra)

Il capitano, appena vede ciò, sobbalza dalla poltrona marrone in pelle sintetica e caratterizzata da dei pomelli che mostrano la testa di una divinità azteca. Quel simbolo ricorda un classico UFO degli anni 60 del secolo scorso, un caso che parlava di extraterrestri provenienti da un fantomatico pianeta chiamato Ummo. Un episodio, che ebbe popolarità in Spagna e Francia, caratterizzato da lettere e dattiloscritti redatti dagli Ummiti e divulgati da sedicenti ricercatori che asserivano di essere in contatto con essi.

Il simbolo dei presunti Ummiti ha vari significati nella realtà che vanno da quello astrologico (glifo che rappresenta il segno zodiacale dei Pesci), astronomico (glifo del pianeta Urano) e letterario (lettera dell'alfabeto cirillico).

Il capitano sir Deco Fox sa benissimo che quella di Ummo fu tutta una mistificazione, ordita dal'ingegnere spagnolo José Luis Jordan Peña il quale, nel 1993 dopo Cristo, confessò di aver falsificato il tutto per scopi scientifici per studiare la tendenza della gente alla paranoia. E lo sanno anche i suoi fieri ufficiali.

Ora c'è da aggiungere questo altro elemento, un simbolo molto simile a quello di improbabili Ummiti presente all'interno di un luna park, in una scena filmica di un muto del 1927 con protagonisti i grandi e mitici Laurel e Hardy.

E se il falsificatore Josè Luis Jordan Peña avesse preso spunto anche da questo cortometraggio? E se fosse stato un cultore di cinema oltre che essere ingegnere per le telecomunicazioni?

Sir Deco Fox accende il suo fedele sigaro e pensa a questa piccola scoperta effettuata e, scherzosamente sussura a se: “e se Stanlio e Ollio fossero stati anche loro Ummiti?

E scoppia così in una grassa risata, perchè pensa che c'è ancora qualcuno che crede alla favola degli Ummiti.

E' giunta l'ora per il tenace capitano di andare a letto. Molti enigmi aspettano di essere scoperti e studiati...


Articolo scritto da Antonio De Comite

Fonte trama film "Sugar Daddies"
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E' in arrivo "XY", la web radio del Centro Ufologico Ionico

giovedì 19 gennaio 2012

Ancora qualche giorno e sarà finalmente online "XY", la web radio del Centro Ufologico Ionico. Notizie, approfondimenti, opinioni dal mondo degli UFO. E tanta buona musica. All'inizio saranno 30 minuti al giorno da ascoltare (e scaricare in mp3). Poi vedremo se sarà il caso di allargare il tempo di ascolto, sia live che in modo registrato. Stiamo pensando che rubriche proporre. Diamo "tempo al tempo" e vi informeremo.
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A giorni riprendiamo il vascello a navigare...

martedì 17 gennaio 2012

La riflessione di qualche giorno fa, incentrata sulle poche visite (dovuta sicuramente alla poca "pubblicità" che il sistema "blogspot" è in grado di effettuare sul motore di ricerca "Google", rispetto al vecchio sito che permetteva indicizzazioni molto più ampie e dovuta all'impostazione che abbiamo data sul blog fino ad ora per quanto riguarda gli aggiornamenti), ma anche sul fatto della poca presenza attiva in convegni di settore (dovuta probabilmente proprio sulla nostra originaria vocazione di "reporters" ufologici, che è ben diversa da essere specializzati in "teoristi" ufologici"), ci impone di cambiare "strategie" sulla informazione su questo portale.

Premesso che la collaborazione con associazioni storiche e rodate come il CUN continuerà per molto tempo (e chi dall'esterno pensa il contrario ha fatto male "i conti con l'oste"), visto il forte legame d'amicizia che ci lega con molti esponenti di citata associazione come Vladimiro Bibolotti, Roberto Pinotti, Mauro Panzera, Paolo Bergia, Alfredo Lissoni (tanto per citarne qualcuno), il cambiamento verterà su alcune cose:

1) Da una notizia che, secondo noi, può essere di interesse generale impronteremo un approfondimento e forniremo delle ipotesi o delle riflessioni in merito. In questo senso non più una riproposizione di una notizia, che può essere tranquillamente ripresa da altri siti e blog, ma un approfondimento di tale notizia con un nostro personale intervento.

2) Essere più propositivi in termini di presenza all'esterno. In che modo? Cercare di coinvolgere istituzioni di vario tipo in modo che il Centro Ufologico Ionico abbia più visibilità attiva anche per quella gente che non è abituata all'internetizzazione. E dopo quella dovuta riflessione di qualche giorno fa qualche riscontro in merito lo abbiamo avuto. Vi daremo notizia non appena verrà concretizzato il tutto. E questo evento dovrebbe avvenire nella provincia di Taranto. Incrociamo le dita.

3) Essere più presenti, se possibile, su vari social networks e forum sulla tematica UFO (e non solo). Questo per permettere al Centro Ufologico Ionico di ampliare la sua visibilità ancora di più nel web.

4) Mentre qualcuno temeva un "cambiamento di rotta" nel nostro pensiero ufologico, noi restiamo e resteremo con i piedi ben saldi per terra. Razionali con ipotesi anche estreme, ma senza però mai ospitare rettiliani, conigli scuoiati fatti credere extraterrestri o biechi complotti. Potete star tranquilli che non succederà mai.

A giorni riprenderemo il vascello e ricominceremo a navigare in mari immensi, alla ricerca di quella verità ignota che riguarda il mistero della vita nell'Universo. E il comandante, dopo un breve periodo di scoramento, assieme ai suoi fidi componenti della ciurma, ricomincerà l'esplorazione.

E tutto grazie a voi, pochi ma buoni, che ci avete spronati grazie ai vostri commenti, alle vostre email che racchiudevano consigli e costruttive critiche e alle vostre telefonate (perdonateci se non abbiamo risposto, ma eravamo intenti e lo saremo ancora ad organizzare al meglio la riorganizzazione del nostro gruppo e che sarà proposta nella giornata di sabato prossimo a tutti i componenti).

Ci riprenderemo presto.

Antonio De Comite e tutto il Centro Ufologico Ionico
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Perchè il Centro Ufologico Ionico è poco considerato a livello nazionale?

domenica 15 gennaio 2012

Abbiamo ritenuto opportuno scrivere questa riflessione per via della poca (incomprensibile per noi) considerazione che ha il Centro Ufologico Ionico a livello mediatico. Tranne qualche sporadica apparizione su Notizie Fresche (e di questo ringraziamo di vivo cuore l'amico giornalista Salvatore Caldarone) o nella trasmissione radiofonica “Padania Misteriosa” condotta magistralmente dall'amico Alfredo Lissoni, notiamo (a malincuore) che in altre realtà la sigla C.U.I. viene scarsamente presa in considerazione e ciò non solo a livello nazionale ma anche locale. Forse perchè non facciamo sensazionalismo, ma di regola bisognerebbe dare ampio spazio anche a “chi non vede omini verdi ovunque”.

Per non parlare dei convegni a livello nazionale. Anche qui, tranne rarissimi casi, il sottoscritto e il Centro Ufologico Ionico non appare mai come relatori abituali in questi contesti. Forse, e probabilmente sarà così, non siamo “capaci” ad interagire col pubblico, oppure perchè nessuno di noi non ha avuto la fortuna di scrivere almeno un libro, oppure “non ha santi in Paradiso”. O forse qualche altro fattore che non riusciamo ad identificare con certezza.

Per non parlare anche delle pochissime visite che il blog del Centro Ufologico Ionico ha ogni giorno. Eppure quasi giornalmente cerchiamo di aggiornare al meglio i pochi utenti che ci leggono, ma questo non è sufficiente a venire attivamente considerati dall'esterno. Non nascondiamoci dietro ad un muro, a livello nazionale “quasi nessuno” conosce il Centro Ufologico Ionico. Quel “quasi nessuno” che oltre a “Notizie Fresche” e Alfredo Lissoni, (forse) ci legge sulle pagine di “UFO Notiziario” del CUN, altrimenti eravamo degli emeriti “invisibili”. Sinceramente questi fattori portano totale scoramento a tutto il gruppo del Centro Ufologico Ionico. “Produciamo” per cosa? E come se stessimo facendo un lavoro “passivo”, dove meccanicamente divulghiamo ciò che deve (secondo il nostro parere) essere divulgato, ma sarebbe bello (anche) che ci fosse considerazione “attiva” nei nostri confronti, che purtroppo non c'è. E' come, per fare un esempio, essere un ottimo dipendente in un'azienda, dove i tuoi “superiori” ti fanno gli elogi, ma poi non “scali mai di livello” e rimani a fare la stessa mansione a vita. Stesso discorso in ambiente ufologico, ci vengono fatti (da alcuni esponenti) i complimenti, ma poi? Quale è la considerazione reale nei nostri confronti? Quasi uguale a 0.

Per non parlare delle chiusure di determinati ufologi nei confronti del sottoscritto e di tutti i componenti del Centro Ufologico Ionico. E' come se si vivesse in Parlamento. E' come se determinati gruppi ed esponenti ufologici ritenessero l'Ufologia un movimento politico. Ma in Italia (purtroppo) non è pensabile qualcosa di diverso, non è nemmeno immaginabile una unione libera di Ufologi, una sinergia di diverse tesi e opinione che si battano per la Verità, qualunque essa sia. Non vogliamo medaglie o promozioni, ma se ci permettete, meriteremmo molto di più.

A che serve creare riviste gratuite (ci riferiamo a “Res Inexplicata Volans”) se poi vengono lette da pochi intimi? O altri progetti (definitivamente tramontati) come una professionale WEB TV o WEB Radio? I pochi che ci conoscono devono “accontentarsi”, perciò, di una spartana WEB TV su Youtube. Lo scoramento non è un fattore positivo, non è affatto bello. Forse siamo per davvero ufologi di serie B, o peggio ancora di “terza serie”. E noi oggi siamo scoraggiati, ma tanto. Chi ce la fa fare? Ci aspettiamo sicuramente qualche messaggio o qualche telefonata per andare avanti, di non demordere ma poi (siamo convinti) si ripresenterà lo stesso discorso. E sinceramente siamo stanchi di restare sempre alla finestra, non siamo nemmeno (permetteteci di dirlo) secondi a nessuno.


Antonio De Comite e tutto il Centro Ufologico Ionico
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Miliardi di pianeti abitabili nella Via Lattea

venerdì 13 gennaio 2012

Tramite la perlustrazione di milioni di stelle nel cielo notturno durata oltre sei anni, i ricercatori hanno scoperto che la maggioranza delle 100 miliardi di stelle nella Via Lattea hanno pianeti simili alla Terra o Mercurio, Venere o Marte, e altri pianeti simili al Sistema Solare che ci ospita.

Si stima che nella Via Lattea ci sono circa 10 miliardi di stelle con pianeti nella "zona abitabile" - la distanza dalla stella dove possono essere trovati pianeti solidi - molti dei quali potrebbero (in teoria) essere in grado di sostenere la vita.

Il dottor Martin Dominik, un ricercatore tedesco della St Andrews University, ha dichiarato: "anche se la vita esistesse solo in un pianeta in ogni Galassia, ce ne sarebbero almeno 100 miliardi nell'Universo. Ancora non abbiamo le prove della vita su un altro pianeta, e potremmo essere unici, ma di fronte a questi numeri sembra altamente improbabile. C'è un piccolo numero di pianeti, sui quali si pensa si possa ospitare la vita, un piccolo numero di candidati con quello che noi crediamo possano avere le condizioni giuste".

Più di 1.000 pianeti sono stati già individuati nella Via Lattea, ma i due diversi metodi utilizzati per trovarli sono più adatti a quelli che sono grandi e vicini alla loro stella ospite - a differenza di qualsiasi cosa nel Sistema Solare che ci ospita.

Utilizzando una terza tecnica nota come "microlensing gravitazionale" (vedi immagine sopra), il team internazionale di astronomi è stato in grado di confermare l'esistenza di pianeti a una distanza simile dalla loro stella come la Terra, senza vederli direttamente.

Uffe Gråe Jørgensen dell'Università di Copenhagen, un altro dei ricercatori, ha dichiarato: "i nostri risultati mostrano che i pianeti orbitanti attorno a stelle sono più la regola che l'eccezione. In un tipico Sistema Solare circa quattro pianeti hanno orbite nella zona terrestre, che è la distanza dalla stella dove si possono trovare pianeti solidi. In media ci sono 1,6 pianeti nella zona intorno le stelle che corrisponde alla zona tra Venere e Saturno".

La tecnica del "microlensing" richiede due stelle posizionate in linea retta dalla Terra, ciò la luce da quella di dietro è amplificata dalla gravità di quella di fronte, come una lente di ingrandimento.

Nel momento in cui le due stelle passano una rispetto all'altra la luminosità aumenta costantemente e diminuisce ancora, ed ogni sobbalzo inaspettato in questa fase di transizione indica un pianeta orbitante attorno alla stella in primo piano.

Il sobbalzo sarebbe solo visibile se il pianeta fosse tra 1,5 miliardi e 75 milioni di chilometri dal suo Sole - che nel Sistema Solare che ci ospita sarebbe compreso tra Venere e Saturno. Ciò significa che il metodo è perfettamente adatto per trovare pianeti ad una "distanza simile alla Terra" dalla stella.

I ricercatori hanno effettuato 500 osservazioni ad alta risoluzione delle stelle tra il 2002 e il 2007. In 10 casi hanno potuto direttamente rilevare i segni di un pianeta, e nel resto hanno usato analisi statistiche per stimare quanti pianeti fossero nella loro orbita.

La tecnica è stata in grado di rilevare pianeti con masse di cinque volte le dimensioni della Terra a dieci volte quella di Giove.

Su una media di sei stelle un pianeta aveva una massa simile a Giove, mentre la metà ne aveva uno con una massa simile a Nettuno e due terzi contenevano "Super Terre".


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte

Sito di Hubble con l'approndimento della notizia
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Un pilota di aereo di linea divulga il suo avvistamento UFO del 1976

giovedì 12 gennaio 2012

La traversata ai comandi di un Boeing 747 è una sorta di routine per Jean-Marie, pilota di linea in una compagnia nazionale. E nulla sembra disturbare il suo volo di quel bel venerdi del mese di ottobre del 1976.

Lui è felice: tra un paio di ore, troverà i suoi figli e, in particolare, il suo figlio più grande che festeggerà il 10° anno d'età. E' in questo preciso momento che pensa a questo regalo arrivato da un altro mondo che lui vide per la prima volta. Forte, intensa, immobile, una luce sembrava levitare nel cielo assolato che domina i confini d'Europa.

La procedura è chiara. Jean-Marie sapeva cosa fare. Ma gli apparecchi di comunicazione non funzionarono più. Si poteva provare a ripristinare il tutto, ma non c'era modo di raggiungere la torre di controllo. Si poteva correre verso la sua destinazione, la luce sembrava immobile. Un fenomeno che andava oltre i limiti del ragionevole o, per lo meno, i limiti conosciuti della Fisica.

Dopo numerose prove, Jean-Marie riesce ad unirsi ad un altro aereo, che vola verso un'altra capitale europea. Se la sua prima preoccupazione fosse quella del buon funzionamento della radio, Jean-Marie resta senza voce quando l'altro pilota, il cui piano di volo era assolutamente diverso dal suo, chiese se aveva modo di vedere la luce nel cielo. Ascoltando la risposta affermativa, il comandante di bordo chiamò gli equipaggi di altri aerei.

Tutti vedettero la luce. Il Sole? Era di fronte a loro, mentre la luce si trovava sul lato. Raggruppando le informazioni, sembrò essere molto lontana.

Buone notizie: il collegamento con la torre di controllo iniziò a funzionare di nuovo. Tutte le torri di controllo ricevettero lo stesso messaggio. Una sorta di panico si impossessò dei piloti prima di riportare i rispettivi velivoli al sicuro.

Come risposta, gli venne riferito che la segnalazione del "fenomeno" fu trasmessa alle autorità competenti. La Forza aerea di ogni Paese inviò degli aerei da combattimento. Ma quando arrivarono sulla scena, determinata dall'intersecazione dei dati dei navigatori di ogni velivolo, non videro nessuna traccia del passaggio di un oggetto volante, identificato o non.

Una volta atterrato, Jean-Marie e il suo equipaggio vennero immediatamente prelevati da dei militari che non indicarono l'unità d'appartenenza. Volevano un debriefing. Jean-Marie spiegò loro ciò che vide, ponendo domande naturali che gli vennero in mente, ma non ottenendo mai una risposta. Gli fu intimato, semplicemente, l'ordine di non dire a nessuno ciò che vide.

La minaccia? Il divieto definitivo di volare. Oggi, Jean-Marie è in pensione e ama raccontare la sua storia agli amici che lo vanno a trovare. Lo ascoltiamo parlare. Jean-Marie racconta bene. Sorridiamo. Non c'è più tempo a rilanciare il dibattito sugli UFO. Jean-Marie non sa quello che vide, ma sa che c'è una soluzione razionale a tutto ciò...a meno che...


In apertura articolo un modello di un Boeing 747-257b del 1976 non collegato all'episodio in questione.

Traduzione e adattamento a cura di Antonio De Comite


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Il prospetto di Astro-Paleontologia di John Armitage

mercoledì 11 gennaio 2012

Dopo la pubblicazione (apparve su "Journal of the British Interplanetary Society, vol. 30, pp 466-9, 1976"), il documento sembrò essere caduto nel dimenticatoio totale.

Tutto ciò che si è potuto determinare su John Armitage è che divenne un membro della Royal Astronomical Society il 10 dicembre 1976 e che il documento è stato anche presentato alla "Second British Interplanetary Society Conference on Interstellar Travel and Communication" che si tenne dal 4 e 5 aprile del 1977.

In esso l'autore sostiene che sembra probabile che il numero civiltà galattiche estinte sia in numero maggiore rispetto al numero di civiltà galattiche esistenti. Armitage afferma, inoltre, che le civiltà rilevabili sono solo quelle apparentemente esistenti.

Armitage descrive due discipline collegate tra esse: l'Astro-Palentologia e l'Astro-Archeologia, la prima interessata alla vita non-sapiente. L'Astro-Paleontologia è di interesse per l'Astro-Archeologia, anche se la linea di collegamento potrebbe portare a confusione. E proprio, anche per questo, Armitage illustrò ciò nel suo articolo.

Per evitare confusioni con l'ambiente della Terra, che potrebbe rendere i ricercatori "ciechi" rispetto ad altre possibilità di studio dei siti extraterrestri, Armitage offrì una prudente ipotesi su forme di vita non-indigene in fase di introduzione ad un pianeta dichiarando:

"l'esempio più lampante e facilmente identificabile di questa condizione sarebbe un caso che coinvolge l'improvvisa apparizione di una cultura ad alta tecnologia, la quale è completamente incongruente con i resti fossili e le linee di sviluppo evolutivo stabilite da forme indigene del pianeta".

Di seguito la tavola completa di Armitage con i tipi di reperti che possono essere scoperti.

Gli studiosi più recenti potrebbero suggerire una categoria per i resti postbiologici, anche se le ultime tre potrebbero essere adatte. In realtà, Armitage sostenne la possibile esistenza di "civiltà robotiche" che in un certo senso sarebbero l'estensione di una intelligenza che li ha creati, anche se gli organismi biologici fossero totalmente morti. Non era chiaro se si riferisse alle macchine sapienti o agli automi.

E' molto interessante notare l'inclusione della ricerca delle Sfere di Dyson. Sebbene l'idea di cercarle fosse in giro per 16 anni, il contesto di un documento di archeologia spaziale era nuovo per l'anno 1976 del secolo scorso.

Nella conclusione del suo documento, Armitage scrive:

"...le nostre domande riguardanti la natura delle forme di vita extraterrestri e di civiltà potrebbero avere risposte molto rapide per mezzo dell'Astro-Palentologia o Astro-Archeologia, attraverso indagini esobiologiche dirette di forme di vita aliena attualmente esistenti, o nel caso di intelligenza extraterrestre dal classico "attivo" o "passivo" degli esperimenti CETI".

Ciò potrebbe sembrare ottimista, anche per gli appassionati del SETI e dell'archeologia spaziale, ma di nuovo (al momento) non abbiamo ricevuto un risultato concreto dal tradizionale SETI o dall'Astrobiologia.


Traduzione, sintesi e adattamento a cura di Antonio De Comite

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Il SETI ha scoperto un segnale degli extraterrestri?

martedì 10 gennaio 2012

Da quando il telescopio spaziale Kepler ha iniziato a cercare i suoi primi esopianeti di dimensioni come la Terra, con l'obiettivo principale di scoprire in realtà quelli simili al pianeta che ci ospita, sembrerebbe naturale che anche il programma SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) dia una occhiata anche a ciò, nella continua ricerca di segnali radio alieni. Questo è esattamente ciò che gli scienziati del SETI stanno facendo e hanno incominciato a rilasciare alcuni dei loro risultati preliminari.

Essi riguardano l'elaborazione dei dati prelevati da Kepler dopo l'inizio del 2011, dove sono stati scoperti alcuni segnali interessanti (un segnale candidato viene indicato come Kepler Object of Interest o KOI), ma come si è pronti a sottolineare, finora questi segnali sono tutti spiegabili con l'interferenza terrestre. Se un singolo segnale proviene da multiple posizioni nel cielo, è più probabile che si riferisca ad una interferenza.

Essi, tuttavia, condividono anche caratteristiche che ci si aspetterebbe da segnali artificiali extraterrestri.

Un paio di esempi provengono da KOI 817 e KOI 812. Si tratta di una frequenza molto stretta, come ci si aspetterebbe da un segnale di origine artificiale. Hanno anche il cambiamento di frequenza nel corso del tempo, per l'effetto Doppler - il movimento della sorgente (in questo contesto il segnale alieno) rispetto al radiotelescopio sulla Terra. Se si trova un segnale con queste caratteristiche, ma che anche non sembra essere proprio una interferenza, ciò sarebbe un buon candidato per un effettivo segnale artificiale di origine extraterrestre.

Questi sono solo i risultati delle prime osservazioni e molti altri arriveranno nelle prossime settimane e mesi.

Andare alla ricerca di segnali è sempre stato come cercare un ago nel pagliaio cosmico, fino ad ora eravamo nella ricerca più o meno ciechi, a partire dal fatto che prima non si sapeva se c'erano pianeti là fuori o meno. Cosa succedeva se si scopriva che il sistema solare che ci ospita fosse stato l'unico? Ora sappiamo che è solo uno dei tanti, con nuove stime di miliardi di pianeti solo nella Galassia che ci ospita, sulla base dei primi dati rilasciati da Kepler. Oltre al fatto che la maggior parte di coloro che sono ritenuti più piccoli, sono mondi rocciosi come la Terra, Marte e così via. Quanti di loro siano effettivamente abitabili è ancora una questione aperta, ma trovarli restringe il campo della ricerca, fornendo reali obiettivi per focalizzare i radiotelescopi verso di loro, invece di cercare tra miliardi di stelle in generale.

Tutti i dodici esempi di segnali finore ricevuti possono essare scaricati da qui (Pdf)


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Iosif Sklovskij e la vita extraterrestre

Iosif Sklovskij (1916-1985), astronomo sovietico, membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze, al quale dobbiamo i lavori rimarchevoli sull'astrofisica teorica e la radioastronomia, è divenuto celebre al grande pubblico nel 1959 per le sue affermazioni che Phobos e, forse, anche Deimos fossero cavi e potessero essere dei satelliti artificiali.

Inoltre, Iosif Sklovskij presentò una dimostrazione matematica, considerata allora come rigorosa, della realtà di questo fenomeno e confutando le teorie contrarie.

La sua teoria si appoggiava su i punti seguenti:

1) Nessun altro pianeta ha delle lune così piccole come Phobos.

2) Le due lune di Marte sono situate molto vicino al pianeta, Phobos a circa 7.000 chilometri.

3) Contrariamente a tutte le lune naturali, Phobos si muove sulla sua orbita più di tre volte più veloce rispetto a Marte.

4) Phobos sembra diminuire progressivamente di velocità e cadere verso Marte come fanno i nostri satelliti artificiali.

La prima edizione del libro di Sklovskij "L'Universo, la Vita e la Ragione, Edizioni dell'Accademia delle Scienze, pagina 240 ed edito nel 1962" ebbe molti ammiratori, Jacques Bergier tra tanti altri. Penso che sia necessario soffermarsi sul perchè la storia di Phobos e l'apparizione del libro di Sklovskij abbiano fatto scrivere fiumi d'inchiostro negli anni sessanta del secolo scorso.

E' un opera straordinaria”, scrisse J. Bergier, “di un'audacia di pensiero poco comune, e lascia dietro di se i sogni più estremi della fantascienza. L'idea generale è che la caratteristica fondamentale della vita sia la riproduzione. La vita sulla Terra si riproduce, ed essa si riproduce ugualmente nell'Universo, da pianeta a pianeta, da sistema solare a sistema solare, da galassia a galassia. Il mezzo di trasporto delle forme di vita è la nave interplanetaria, interstellare e, forse, intergalattica: l'astronave. Queste navi percorrono l'Universo, pilotate da esseri viventi artificiali, specificamente fabbricati per i bisogni di viaggio per una scienza biologica di milioni di anni più avanzata della nostra. Le civilizzazioni e i pianeti sono mortali. La vita biologica anche”. (citazione di Jacques Bergier sulla “Tribuna delle Nazioni” del 14 giugno 1963).

(La conoscenza delle fonti mi obbliga a dire: è da Tsiolkovski e, un po', da Engels, che viene l'affermazione di tutto quanto: “la stessa legge che pone i suoi più alti prodotti, lo spirito, ugualmente obbliga a far rinascere ciò in un'altra epoca”.)

(Per meglio evidenziare la proprietà delle idee apprezzate da J.Bergier, inserirò sotto in corsivo ciò che è stato riferito da Sklovskij).

I periodi d'espansione dell'Universo e dello spostamento verso il rosso dello spettro delle stelle, sono seguiti da dei periodi di contrazione e dallo spostamento verso il violetto. Durante questi periodi, la vita muore nell'Universo per rinascere alla successiva espansione. Durante decine di miliardi di anni, che separano le espansioni dalle contrazioni, la vita alberga a delle altitudini che non possiamo neppure immaginare. Si diffonde nell'Universo ed interviene dappertutto. I germi della vita hanno potuto essere trasportati – volontariamente – sulla Terra da delle astronavi. Gli extraterrestri hanno potuto intervenire nella Storia e non è da folli affermare che i Sumeri, attorno alla prima città di Eridu, potrebbero essere stati uno dei punti di contatto. Altri segni di vita sono presenti nel cielo. Si è trovato il tecnezio, elemento il cui periodo è di solo 500.000 anni, sulla superficie di stelle vecchie di molto miliardi di anni, e che degli esseri intelligenti hanno lanciato decine di milioni di tonnellate di tecnezio, artificialmente prodotto sulla superficie della stella, al fine di dimostrare ad altre intelligenze che la ragione è presente, ovunque, nell'Universo...”.

Non riuscendo più a trattenere l'ammirazione, Jacques Bergier passerà dall'apoteosi di Sklovskij a quello del sistema sovietico.

In URSS tutti sapevano a memoria che se un bambino era felice, era grazie al Partito, che se degli sportivi correvano molto bene, era grazie al Partito, che se il mondo girava, era tutti i giorni grazie allo stesso Partito. Jacques Bergier pensò che Sklovskij fosse un valido studioso (e lo era!) grazie al Partito, e lo stesso Bergier disse:

Il geniale affresco di Sklovskij è una magnifica opera d'arte. Non sapremo probabilmente mai se essa corrisponda a verità, ma i nostri discendenti lo potrebbero confermare. Essa prova in tutti i casi, che l'uomo sovietico è capace, qualitativamente, in modo differente e in maniera più audace rispetto all'uomo occidentale (il grassetto è di J.Bergier). La scienza in piena decadenza in Occidente, e specialmente in Francia, può essere un treno di rinascita come una fenice, ma sotto una forma differente e più coraggiosa, in URSS?” ( citazione di Jacques Bergier sulla “Tribuna delle Nazioni” del 14 giugno 1963).

E' naturale che Jacques Bergier sottolinei gli aspetti della prima edizione a lui cara. D'altra parte, non era giusto non affermare che questa versione del libro attraversò tutto il mondo. In totale, il libro “L'Universo, la Vita e la Ragione!”, fu pubblicato sei volte (tra il 1962 e il 1987), ma con ogni nuova edizione l'autore cambiava il titolo in “L'Universo e la Vita”. A partire dalla quarta non parla più della sua dimostrazione matematica rigorosa, Phobos si dimostrò essere del tutto naturale. Molto presto, I. Sklovskij abbandonò la pluralità dei mondi, le astronavi, facendoci restare soli nell'Universo.

La prima edizione divenne una rarità.

Iosif Sklovskij non si dimenticò nemmeno degli UFO:

il problema degli UFO, scrisse, è apparso in Occidente e si spiega facilmente: le foglie di cavolo (ndr letteralmente scritto in questo modo) cercano tutti i giorni il sensazionalismo. E quando non c'è nulla, si inventano le cose.”

E' divertente! Sembra che la sensazione che si ebbe con un Phobos vuoto di origine artificiale sia stato inventato da una foglia di cavolo e non dal nostro pensatore di germogli!

Gli anni passarono, Ma alcuni ufologi continuarono a vivere con le idee sotto le quali Sklovskij mise la sua firma nel 1966. Nel 1978, Franco Ossola elogiò, a sua volta, Sklovskij (Franco Ossola, l'Ufologia: le teorie e i fatti, Longanesi & C., Milano, 1978, pagina 95).

Ebbene, va constatato che Sklovskij ritrattò le sue parole, ma le parole continuarono a vivere la propria vita. Verba volant, scripta manent, dice un proverbio latino, le parole volano, gli scritti restano.

Nel 1990, Raymond E. Fowler (nel libro “The Watchers”, Bantam Books, 1990, pagina 205) cita i passaggi del libro “Intelligent Life in the Universe” dove Sklovskij supporta le ipotesi di M.Agrest concernenti alcuni avvenimenti descritti nella Bibbia. Il caso del libro “Intelligent Life in the Universe”, dove i passaggi sono citati da Raymond E. Fowler, è particolarmente divertente, poiché le parole sono volate in URSS, ma gli scritti sono rimasti negli Stati Uniti d'America – il libro tra i più coraggiosi di Sklovskij scritto con Carl Sagan, non fu mai pubblicato in URSS.

Questa è la realtà sul “coraggio del pensiero poco comune”.


(Tratto dal libro - edizione francese - scritto da Boris Shurinov dal titolo "OVNIS en Russie. Les duex faces de l'Ufologie Russe" edito da Guy Trédaniel Editeur, anno 1995, capitolo XIII° pag.103)

Traduzione a cura di Antonio De Comite
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Un oggetto come un'aeronave emerge dall'oceano nel 1910

lunedì 9 gennaio 2012

La notizia apparve il giorno 5 giugno 1910 sul quotidiano "Augusta Georgia Chronicle" e racconta di un avvistamento di uno strano oggetto, proveniente dall'oceano e che causò diversi danni a cose ed animali.

Il dispaccio stampa, datato 4 giugno, proveniva da Dublino. Ciò che descriveva era un inquietante avvenimento che, a tutt'oggi, rimane ancora non spiegato.

L'incidente, testimoniato da molte persone, avvenne sull'isola di Doagh (North Donegal, Irlanda). L'episodio causò grande allarme tra la popolazione. I pescatori, che lavoravano alle colture marittime, videro un enorme oggetto simile a un'aeronave che proveniva dall'oceano.

Attraversò la spiaggia di Culdaff e avvenne l'inimmaginabile: le barche di diversi pescatori vennero distrutte, il bestiame riportò ferite varie. Durante il passaggio del misterioso oggetto volante ci furono danni anche i raccolti.

Vennero proposte diverse ipotesi per spiegare l'accaduto che andavano da un pallone dirigibile, a un fenomeno meteorico e, addirittura, ad un "segno" connesso con la morte del re (ndr si riferisce al Re Edoardo VII morto il giorno 6 maggio 1910), ma nessuna concretamente presa in considerazione.

L'episodio creò molta agitazione tra la popolazione del luogo.


In alto l'immagine dell'articolo di giornale dell'epoca
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In Irlanda avvistamenti UFO aumentati del 70% negli ultimi tre anni

Gli avvistamenti di UFO sono aumentati, in tutta l'Irlanda, del 70 per cento negli ultimi tre anni.

La "UFO Research Association" di Irlanda ha rivelato che nel 2011 sono stati segnalati 68 casi, rispetto ai 42 dell'anno prima e appena 35 nel 2009.

Adam Tallon, fondatore dell'associazione, ha asserito che la gente è sempre più aperta alla possibilità della presenza UFO e che, quindi, si sente più a suo agio a riportare un avvistamento.

"Mi piacerebbe credere che ci sia vita nell'Universo, fuori da qualche parte, che si tratti di esseri che camminano e parlano o batteri microscopici", afferma il signor Tallon.

L'associazione è stata in grado di attribuire molti avvistamenti a sfere di luce e lanterne cinesi, ma i principali interessi si trovano negli UFO che non possono essere spiegati con mezzi convenzionali.

Secondo il suo sito web, questi includono rapporti in cui gli oggetti sembrano essere sotto controllo intelligente o sono stati visti effettuare manovre precise che sono impossibili per qualsiasi cosa conosciuta nell'aria o veicoli spaziali.

"Da bambino vidi qualcosa di strano nel cielo notturno", ha riferito Tallon.

"Ma ero giovane, è molto probabile che l'incidente si sia arricchito nel corso degli anni ed è da ricondurre, niente di più, ad una meteora o qualche altro fenomeno naturale".

Il signor Tallon ha fondato il gruppo nel 2005, ma è diventata ufficialmente "UFO Research Association of Ireland" nel 2008, quando ha adottato il sistema di tracciamento dei rapporti segnalati.

"C'è un aumento lento ma graduale degli incidenti segnalati e ciò l'attribuisco a due cose", ha proseguito Tallon.

"Il primo che non c'era davvero nessun posto per segnalare gli avvistamenti e ciò prima della nascita della nostra associazione. In secondo luogo vorrei sottolineare l'aumento delle persone che sono più a loro agio a segnalare un caso, rispetto a ciò che accadeva 10 anni fa".

Il signor Tallon dichiara che le persone non sono tenute a fornire informazioni personali per segnalare un UFO e ciò, grazie a questa riservatezza, incoraggia i testimoni che potrebbero, altrimenti, essere insicuri o imbarazzati a segnalare un UFO.


Traduzione e adattamento a cura di Antonio De Comite

Fonte
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Online il N°3 di "Res Inexplicata Volans"

domenica 8 gennaio 2012

Le vacanze natalizie sono finite ed ecco il n° 3 della rivista gratuita del Centro Ufologico Ionico "Res Inexplicata Volans", che con molte difficoltà ha visto la luce. Per poterla sfogliare e scaricare gratuitamente cliccare il banner laterale sulla destra. Buona lettura.
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