Un oceano d'acqua sotto la superficie di Plutone?

giovedì 1 dicembre 2011

Ricercatori dell'Università di California a Santa Cruz hanno realizzato un nuovo studio che sostiene la possibilità che possa esistere un oceano sotto la superficie ghiacciata di Plutone e hanno proposto alcuni indizi per trovarlo attraverso la sonda NASA New Horizons, quando raggiungerà il "pianeta nano" nel 2015. Le immagini che proporrà la sonda potranno aiutare i ricercatori a determinare se una grande massa di acqua liquida rimanga nascosta. Gli autori dello studio credono che questo oceano sia a 135 chilometri di profondità e si nasconda sotto uno spesso strato di ghiaccio. Non credono che possa ospitare la vita ma, se esiste, aumenta la possibilità che esistano altri mari in altri luoghi della Cintura di Kuiper, con maggiori condizioni di abitabilità.

La superficie esterna di Plutone è composta da un sottile strato di azoto ghiacciato che copre uno strato di acqua troppo fredda. Gli scienziati planetari Guillaume Robuchon e Francis Nimmo chiedono di sapere se possa esistere un oceano sotto la crosta ghiacciata e quali segni visibili lasci un oceano in superficie.

Ad una media di 40 volte la distanza tra il Sole e la Terra, Plutone appare un candidato poco probabile affinchè possa albergare un oceano, anche nel sottosuolo. Però, il calore per sciogliere il ghiaccio potrebbe arrivare dall'interno. Secondo gli scienziati, la principale fonte di energia - probabilmente - deriverebbe dal suo interno roccioso, dove gli isotopi soffrono il decadimento radioattivo e si ipotizza possa avere potassio, necessario per mantenere l'oceano.

Dopo aver studiato l'evoluzione termica del planetoide, i ricercatori si dicono convinti che il maggior modo di identificare un possibile oceano è...che questo non esista. Il motivo è che, quando i corpi sferici ruotano, il suo momento angolare tende a spingere il materiale verso l'equatore, formando un grumo. Se su Plutone si troverà un oceano, il ghiaccio fluirebbe, riducendo questa protuberanza. Pertanto, l'apparizione di una protuberanza - possibilmente di 10 chilometri di altezza e facilmente identificabile - sul "pianeta nano" significherebbe assenza di oceani.

GEYSER COME SU ENCELADO

Lanciata nel 2006, la missione della NASA New Horizons raggiungerà Plutone nell'aprile del 2015. Oltre a determinare i contorni del planetoide, studierà la temperatura, la composizione atmosferica e il vento solare attorno a questo mondo. Le caratteristiche e la composizione della sua superficie potrebbero portare ad indizi su ciò che si trovi là sotto e osservare se esistano geyser come quelli presenti su Encelado (vedi immagine sotto).

New Horizons non potrà registrare tutta la superficie di Plutone, in quanto non entrerà nell'orbita. Semplicemente, lo sorvolerà dal di sopra. Però, le immagini inizieranno ad arrivare tre mesi prima del suo massimo avvicinamento. La risoluzione più alta catturerà 62 metri per pixel quando la sonda si troverà a 12.500 chilometri e le immagini più distanti saranno, approssimamente, di dieci volte più dettagliate di quelle catturate dal fantastico telescopio spaziale Hubble. Il telescopio ha fotografato la superficie di Plutone dall'orbita della Terra, però i picchi e le valli sono indistinguibili. Plutone è così piccolo e distante che il compito di osservare la sua superficie è tanto difficile quanto l'osservare i segni di un pallone da calcio a circa 64 chilometri di distanza. New Horizons potrà distinguere i picchi e le valli, con altezze e profondità di 80 metri.

Gli scienziati non credono che Plutone possa contenere la vita, però se esiste un oceano sotto la superficie del "pianeta nano", altri oggetti della Cintura di Kuiper potrebbero contenere i loro mari, in quanto sono delle stesse dimensioni. Questi mondi potrebbero contenere non solo acqua allo stato liquido, ma avere anche gli ingredienti necessari per la vita, i quali probabilmente non sono presenti su Plutone.

Fonte

Traduzione a cura di Antonio De Comite

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