L'Ufologia è vittima di "discredito sistematico"

lunedì 19 dicembre 2011

Non può essere considerato come un visionario o un mercante di tappeti. Eppure, è sovente il caso. Joël Mesnard studia il fenomeno UFO in seno alla più importante rivista francese di Ufologia "Lumière dans la nuit" (cinque numeri all'anno, 700 abbonati), da esso gestita.

"Il mio lavoro consiste nel raccogliere le testimonianze di persone che hanno visto delle cose strane nei cieli, compararle tra loro e ritrascriverle", spiega. "Io non interpreto nulla, non immagino nulla, io resto sui fatti: chi ha visto cosa, dove, come, in quali condizioni, in quale direzione...".

Domiciliato da più di vent'anni in una piccola casa a Saint-Julien-l'Ars, il sessantasettenne rivendica un lavoro "serio" su un argomento "complesso" ed "enigmatico". "Non comprendo di più rispetto ad un altro. Ciò che mi interessa, appunto, è ascoltare tutte queste persone che riferiscono di cose che non riescono a spiegare...".

Per lui, l'Ufologia è vittima, da più di 40 anni, di un "discredito sistematico" proveniente da 'tutte quelle persone che dichiarano a testa bassa': 'tutto ciò che raccontano i testimoni è tutta un'assurdità'... Quanto tre, cinque, dieci testimoni normalmente messi assieme, che non si sono mai visti e che non si sono mai consultati, descrivono un identico episodio, sono da considerare tutti dei pazzi?"

Joël Mesnard dice di essere vittima anche di "chi vende insalate", citando per esempio "le trasmissioni televisive dove un tizio afferma di essere stato 50 volte sul pianeta Pétaouchnok".

"In mezzo a ciò, ci sono quelli che si attengono ai fatti...e nessuno è interessato a ciò. Perchè quello che il grande pubblico si aspetta sono i deliri o le smentite".

Quando gli si domanda come definisce un UFO, l'ufologo va a ricercare nel suo ufficio il grande studio statistico che realizzò a metà degli anni 90 del secolo scorso, sulla evoluzione del fenomeno UFO nel mondo dal 1947 al 1994; uno studio effettuato a partire da 5.600 casi "credibili" (almeno due testimoni ben distinti).


Sopra la copertina di un vecchio numero della rivista "Lumières dans la nuit"

"Oggi", riassume, "i fenomeni sono quasi unicamente notturni; negli anni 50-60, erano maggiormente diurni. In generale, l'UFO è descritto come un qualcosa di luminoso, che vola, non assimilabile a qualcosa di conosciuto, dalle forme generiche, le più soventi triangolari, dalle dimensioni che vanno da 1 m ad 1,5 m. Più nessuno gli descrive dagli anni 80".

A 67 anni, Joël ha la sensazione di aver "fatto il giro completo dell'argomento", senza - però - aver avanzato di una briciola: "all'inizio, avevo l'illusione di stare per comprendere delle cose, che c'era qualcosa di meraviglioso alla nostra portata. Quarantacinque anni dopo, gli UFO restano per me un enigma. Credo che lo saranno per molto ancora". Non c'è ragione, secondo lui, di scartare l'argomento semplicemente con un movimento di mano.

Joël Mesnard ha cominciato a studiare il fenomeno UFO all'età di 22 anni. "Ero pazzo per gli aerei. Un giorno, a Bourget, fotografai degli aerei e vidi qualcosa di sorprendente nel cielo". Pensando di aver a che fare con un UFO, si lanciò in delle ricerche approfondite...per scoprire, qualche giorno più tardi, che si trattò semplicemente di un fenomeno ottico nel cielo.

Ma l'esperienza gli fornì la voglia di saperne di più della questione. E fu l'inizio di 21 anni di ricerche amatoriali. Fino all'anno 1987, quando diventa redattore di "Lumières dans la nuit", succedendo al fondatore della rivista.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte

1 commenti:

rosental ha detto...

Grazie Antonio,uno dei migliori articoli che
abbia mai letto negli ultimi tempi.
Si dimentica spesso che anche chi si dedica con
serieta' ed obiettivita' allo studio della fenomenologia,deve fare i conti anche con questo
aspetto inquietante.
Un saluto.

Posta un commento