La NASA individua ufficialmente il primo pianeta adatto alla vita

martedì 6 dicembre 2011

Identificato per la prima volta un pianeta che potrebbe avere acqua liquida e quindi ospitare, forse, la vita. Si chiama Kepler 22b, poco più di due volte più grande della Terra e con un anno di 290 giorni, il primo pianeta conosciuto a trovarsi alla distanza giusta dal suo Sole.

La ricerca, realizzata da un gruppo della Nasa e pubblicata su The Astrophysical Journal, è "una pietra miliare lungo la strada per trovare il gemello della Terra", secondo Douglas Hudgins, uno dei responsabili Nasa della missione Kepler, un programma per la ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare. Secondo i ricercatori Kepler-22b orbiterebbe attorno alla propria stella a una distanza del 15% inferiore a quella della Terra dal Sole e riceverebbe una quantità di calore giusta per mantenere sulla sua superficie una temperatura media (circa 22 gradi) tale da permettere l'esistenza di acqua liquida in superficie.

Anche se i ricercatori non hanno potuto ancora appurare se Kepler-22b abbia una composizione di genere rocciosa, come Terra o Marte, oppure gassosa, come Giove o Nettuno, la sua individuazione è un importantissimo passo in avanti verso la ricerca di pianeti simili alla Terra. La presenza di acqua liquida è una delle caratteristiche ritenute più importanti per poter ospitare la vita ma mantenere una grande quantità d'acqua in forma liquida è una condizione ritenuta "difficile", in quanto dipende da una combinazione di molti diversi fattori di cui il più importante è la sua orbita in una ben limitata distanza dalla sua stella.

"Siamo stati molto fortunati a identificare questo corpo celeste", ha spiegato William Borucki, uno dei responsabili di Kepler al Centro di Ricerca Ames a Moffett Field, in California. "Abbiamo osservato il suo transito appena tre giorni dopo aver iniziato le osservazioni". Lo strumento principale del satellite Kepler è infatti uno sensibilissimo fotometro in grado di misurare le piccole variazioni della luminosità delle stelle lontane causate dell'eventuale transito (e quindi parziale oscuramento) di possibili pianeti.

La missione Kepler, lanciata dall'agenzia spaziale americana nel 2009, deve il nome al celebre astronomo Johannes Kepler autore delle leggi del moto dei pianeti ha identificato altri 54 candidati pianeti che orbiterebbero nella fascia abitabile. Kepler 22b è però il primo tra questi la cui orbita è stata confermata anche da telescopi e osservatori da Terra.

Fonte

Per approfondire cliccare sul sito della NASA

0 commenti:

Posta un commento