Kepler 22-b? "Posto ideale per una civiltà intelligente"

giovedì 8 dicembre 2011

La notizia della conferma ufficiale - da parte NASA - del primo esopianeta abitabile, Kepler 22-b, ha mandato in fibrillazione la comunità scientifica e ufologica internazionale. Tutti a chiedersi se quel pianeta, dal diametro di 2,4 volte più grande della Terra, dalla temperatura media in atmosfera di 22° C, dalla durata di un anno "quasi" come quello terrestre (290 giorni), a 600 anni luce di distanza dal nostro pianeta, che si trova nella favorevole "zona abitabile", sia la casa di un certa vita extraterrestre.

Naturalmente la condizione di "abitabilità" non è sinonimo di "abitato", ma la percentuale che lo sia è davvero elevata.

Proprio queste elevate speranze hanno spinto alcuni scienziati a spingersi oltre, davvero oltre. In un comunicato stampa del SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) Institute del 5 dicembre 2011, Jill Tarter (Direttore del Center for SETI Research) ha dichiarato, a proposito di Kepler 22-b, che: "(...) questo è il tipo di mondo che potrebbe essere sede di una civiltà capace di costruire trasmettitori radio."

Qui, con queste dichiarazioni, si va davvero oltre, oltre le solite ipotesi di vaghi e aleatori extraterrestri intelligenti. E mentre la NASA manda sonde su Marte per cercare "microbi", il SETI afferma che, probabilmente, su Kepler 22-b potrebbe essersi una civiltà. Una ipotesi che Jill Tarter - astronomo di spessore - caldeggia fortemente.

Come per dire, concentriamo le nostre ricerche su Kepler 22-b, almeno tentiamoci. Non si sa mai.


Articolo scritto da Antonio De Comite


Link del comunicato stampa del SETI Institute del 5 dicembre 2011

2 commenti:

Anonimo ha detto...

2.4 o 24 volte?!?
Pietra miliare della ricerca di esopianeti.
Il SETI ha certamente buone ragioni a interessarsi al pianeta ma non intendo cosa questo centri con l'esplorazione di Marte. E' per caso funzionale sospendere l'esplorazione a corto raggio per mandare segnali radio nella speranza di avere una risposta fra 1200 anni? E' bene cercare segnali in quella zona (cosa che si può fare benissimo senza scomodare Curiosity e co.), consapevoli del fatto che serve la smodata fortuna che su Kepler 22b, uno dei probabili milioni di pianeti abitabili, proprio 600 anni fa ci fosse una civiltà usante onde radio?
O si fa una ricerca ininterrotta su tutto il cielo osservabile, bilanciando la bassissima probabilità di scovare onde radio con i numeri astronomici che ci mette a disposizione la galassia (e penso che ciò non sia economicamente e tecnicamente sostenibile) o si riconosce che quella del SETI sia una bellissima sfida e nello stesso tempo una ricerca inadeguata. Anche perché avere telescopi abbastanza potenti per fare valutazioni su atmosfere o la presenza di luce artificiale su un pianete dipende dal progresso tecnologico e non da una volontà della Nasa.
E allora forse è bene cercare "microbi" su Marte. Anche trovare solo quelli in tempi brevi, lì o nel vicinato, sarebbe un salto quantico non indifferente per la conoscenza della comunità scientifica e per la sensibilità di ogni individuo. E sarebbe oro colato per la causa ufologica.
Shaka

Shaka, errore di battitura sul diametro. Corretto. Grazie ;)

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