L'Ufologia è vittima di "discredito sistematico"

lunedì 19 dicembre 2011

Non può essere considerato come un visionario o un mercante di tappeti. Eppure, è sovente il caso. Joël Mesnard studia il fenomeno UFO in seno alla più importante rivista francese di Ufologia "Lumière dans la nuit" (cinque numeri all'anno, 700 abbonati), da esso gestita.

"Il mio lavoro consiste nel raccogliere le testimonianze di persone che hanno visto delle cose strane nei cieli, compararle tra loro e ritrascriverle", spiega. "Io non interpreto nulla, non immagino nulla, io resto sui fatti: chi ha visto cosa, dove, come, in quali condizioni, in quale direzione...".

Domiciliato da più di vent'anni in una piccola casa a Saint-Julien-l'Ars, il sessantasettenne rivendica un lavoro "serio" su un argomento "complesso" ed "enigmatico". "Non comprendo di più rispetto ad un altro. Ciò che mi interessa, appunto, è ascoltare tutte queste persone che riferiscono di cose che non riescono a spiegare...".

Per lui, l'Ufologia è vittima, da più di 40 anni, di un "discredito sistematico" proveniente da 'tutte quelle persone che dichiarano a testa bassa': 'tutto ciò che raccontano i testimoni è tutta un'assurdità'... Quanto tre, cinque, dieci testimoni normalmente messi assieme, che non si sono mai visti e che non si sono mai consultati, descrivono un identico episodio, sono da considerare tutti dei pazzi?"

Joël Mesnard dice di essere vittima anche di "chi vende insalate", citando per esempio "le trasmissioni televisive dove un tizio afferma di essere stato 50 volte sul pianeta Pétaouchnok".

"In mezzo a ciò, ci sono quelli che si attengono ai fatti...e nessuno è interessato a ciò. Perchè quello che il grande pubblico si aspetta sono i deliri o le smentite".

Quando gli si domanda come definisce un UFO, l'ufologo va a ricercare nel suo ufficio il grande studio statistico che realizzò a metà degli anni 90 del secolo scorso, sulla evoluzione del fenomeno UFO nel mondo dal 1947 al 1994; uno studio effettuato a partire da 5.600 casi "credibili" (almeno due testimoni ben distinti).


Sopra la copertina di un vecchio numero della rivista "Lumières dans la nuit"

"Oggi", riassume, "i fenomeni sono quasi unicamente notturni; negli anni 50-60, erano maggiormente diurni. In generale, l'UFO è descritto come un qualcosa di luminoso, che vola, non assimilabile a qualcosa di conosciuto, dalle forme generiche, le più soventi triangolari, dalle dimensioni che vanno da 1 m ad 1,5 m. Più nessuno gli descrive dagli anni 80".

A 67 anni, Joël ha la sensazione di aver "fatto il giro completo dell'argomento", senza - però - aver avanzato di una briciola: "all'inizio, avevo l'illusione di stare per comprendere delle cose, che c'era qualcosa di meraviglioso alla nostra portata. Quarantacinque anni dopo, gli UFO restano per me un enigma. Credo che lo saranno per molto ancora". Non c'è ragione, secondo lui, di scartare l'argomento semplicemente con un movimento di mano.

Joël Mesnard ha cominciato a studiare il fenomeno UFO all'età di 22 anni. "Ero pazzo per gli aerei. Un giorno, a Bourget, fotografai degli aerei e vidi qualcosa di sorprendente nel cielo". Pensando di aver a che fare con un UFO, si lanciò in delle ricerche approfondite...per scoprire, qualche giorno più tardi, che si trattò semplicemente di un fenomeno ottico nel cielo.

Ma l'esperienza gli fornì la voglia di saperne di più della questione. E fu l'inizio di 21 anni di ricerche amatoriali. Fino all'anno 1987, quando diventa redattore di "Lumières dans la nuit", succedendo al fondatore della rivista.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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La vita extraterrestre tecnologica può avere forme inimmaginabili

venerdì 16 dicembre 2011

La vita extraterrestre potrebbe essere diametralmente differente da come la immaginiamo, incluso assemblamenti di tecnologie avanzate che siamo, a malapena, in grado di sognare. Lo hanno riferito quest'anno gli scienziati presso l'Istituto per la Ricerca di Intelligenze Extraterrestri (SETI), in California.

Sempre più esperti e analisti cominciano a plasmare l'idea che gli extraterrestri potrebbero essere, piuttosto che esseri biologici, macchine pensanti.

Secondo Seth Shostak (SETI), gli extraterrestri hanno raggiunto alti livelli di intelligenza artificiale, condizione quest'ultima in grado di trascendere la scala strutturale comune agli umani, agli animali e alle piante.

Un fisico come William James Stauton, dell'Università di Pristina, arriva al punto di assicurare che - molto probabilmente - siamo parte di un gigantesco studio galattico, condotto da un "laboratorio intelligente" e montato sopra le nostre teste.

Per Stauton, i continui avvistamenti di UFO e la sequenza di molti fenomeni paranormali costituiscono segnali emessi, involontariamente, da questo mostruoso laboratorio pensante, "sospeso sopra la Terra come un sombrero messicano sopra un messicano".

"Niente è come noi lo immaginiamo là fuori", assicura Stauton, "forme di vita inimmaginabili e infinitamente complesse potrebbero stare a celebrare, al punto di scoprire il loro passato attraverso il nostro presente, come noi stessi quando abbiamo visto negli organismi unicellulari terrestri la traccia di ciò che fummo una volta".


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Nasce "Third Rock", emittente radio della NASA

giovedì 15 dicembre 2011

La NASA ha presentato "Third Rock", una stazione radio online, che includerà le ultime novità della musica rock, indie (ndr riferibile ad un insieme di generi musicali caratterizzato da una certa indipendenza, reale oppure percepita, dalla musica pop e da una cultura cosiddetta mainstream - cultura di massa -nonché da un approccio personale alla musica stessa) ed alternativa, così come le scoperte più recenti dell'Agenzia Spaziale statunitense.

"La NASA è alla ricerca continua di nuove e innovative forme per catturare l'interesse del pubblico e ispirare le nuove generazioni di scienziati e ingegneri", ha segnalato David Weaver - vice direttore dell'ufficio di comunicazioni dell'agenzia spaziale.

L'emittente Third Rock trasmetterà 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, e offrirà aggiornamenti sulle nuove missioni e scoperte della NASA, con una selezione di musica rock di ogni tipo e le ultime tendenze della musica indie.

La catena radiofonica sarà anche un canale per le aziende di alta tecnologia, con l'esposizione delle loro offerte di lavoro in campo come l'ingegneria, la scienza e le nuove tecnologie.

La programmazione sarà presentata da Donna McKenzie e dal conduttore Cruze, co-fondatore e presidente di RFC Media, la catena di radio con sede a Houston (Texas) che collabora con la NASA.

Cruze ha dichiarato che in due settimane si inaugurerà un nuovo programma dal titolo "Lunar Rotation", che sarà presentato dal popolare conduttore David Sadof, dove sarà esplorata nuova musica.

Al fine di raggiungere tutto il pubblico, Cruze ha assicurato che l'emittente "avrà musica rock di ogni tipo, insieme a grandi canzoni degli ultimi due decenni", e con un semplice click sul logo della radio, si incorporerà la pagina web della NASA o la pagina della catena "Third Rock Radio".

Assieme alla stazione radio, che sarà disponibile per iPhone e Android, la NASA ha presentato una pagina di Facebook dove gli utenti possono inviare commenti sopra i loro programmi preferiti e condividere interessi.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Sito dell'emittente radio della NASA

Il comunicato stampa della NASA che annuncia la nascita di "Third Rock Radio"
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La Germania è in possesso di files sugli UFO. Ecco la prova

mercoledì 14 dicembre 2011

Agli inizi di dicembre 2011 c'è stata la pubblicazione della sentenza del tribunale amministrativo di Berlino che, in merito alla richiesta di un cittadino tedesco che si è appellato al FOIA (Freedom of Information Act) di Germania, ha imposto al Parlamento di Stato (il "Deutsche Bundestag") di divulgare un documento sugli UFO dal titolo "La ricerca di vita extraterrestre e l'implementazione della Risoluzione ONU A 33/426 per l'osservazione di Oggetti Volanti Non Identificati e forme di vita extraterrestre".

Il Parlamento ha dichiarato di voler opporsi alla divulgazione per vari motivi, anche affermando che non esistono documenti secretati sugli UFO. Ma ecco il colpo di scena. I documenti esistono per davvero e la prova è fornita dall'associazione ufologica tedesca DEGUFO.

Il gruppo tedesco per l'investigazione sul fenomeno UFO ha fatto conoscere un documento, la cui data risale al 23 ottobre 2011.

Il documento (vedi immagine sotto) corrisponde alla risposta del Ministero per gli Affari Municipali e di Stato del Nord del Reno - Westfalia con sede a Dusseldorf, a cui la DEGUFO aveva richiesto delle informazioni.

Dal file divulgato si evince che l'istituzione federale interdipartimentale della Germania gestisce gli archivi sugli avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati che hanno sorvolato lo spazio aereo della Repubblica Federale di Germania.

L'istituzione federale interdipartimentale si riferisce, in special modo, al Nationale Lage- und Führungszentrum für Sicherheit im Luftraum (Centro Nazionale per la localizzazione e la gestione della Sicurezza dello Spazio Aereo).

Nel documento vi si legge che "La sicurezza nello spazio aereo ha, particolarmente a causa dei pericoli associati con il trasporto aereo, un significato speciale. L'uso e la cooperazione tra la Polizia Statale e Federale in caso di pericolo dal cielo sono regolate dalla normativa vigente. La prevenzione di minacce provenienti dallo spazio aereo è necessaria a causa delle diverse responsabilità di un approccio armonico e sinergico. In questo contesto, esiste come posizione e gestione in seno all'istituzione federale interdipartimentale il Centro Nazionale per la 'Sicurezza del Cielo' (NLFZ). Come parti integrate ci sono la Difesa Aerea, il Controllo del Traffico Aereo e la Sicurezza Nazionale e del Volo. L'NLFZ è la piattoforma informativa centrale per tutti i messaggi che sono rilevanti per la sicurezza dello spazio aereo. Per quanto riguarda la sua domanda, relativa alla gestione della Polizia, con questi risultati, vi possiamo dire che le informazioni in arrivo alla Polizia vengono immediatamente comunicate al NLFZ".

Fin qui la risposta alla richiesta della DEGUFO, dove l'ultima frase è sintomatica e significativa. In poche parole sta a significare che gli avvistamenti UFO vengono trattati direttamente dallo NLFZ. Quindi i documenti ci sono. Ora spetta vedere se gli apparati di Difesa tedeschi (e non solo di Difesa) abbiano voglia di allinearsi con gli altri Stati, per dare l'opportunità ai ricercatori di analizzarli e studiarli.



Articolo scritto da Antonio De Comite


Link dove è stato pubblicato il documento divulgato dalla DEGUFO

Altro link dove è presente il documento

Link dell'associazione ufologica DEGUFO

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Una "palla di fuoco" avvistata nei cieli di Taranto

martedì 13 dicembre 2011

Uno spettacolo celeste ha coinvolto la serata della città di Taranto. L'evento, avvenuto alle ore 20:30 circa, è accaduto il giorno 12 dicembre 2011: l'avvistamento di una "palla di fuoco".

La segnalazione ci è pervenuta dal figlio - A.R. di 38 anni - della diretta testimone.

La mamma del ragazzo - che non ha voluto (per la privacy) rilasciare le sue generalità - si trovava fuori il locale commerciale di proprietà del figlio, sito in viale Magna Grecia, angolo viale Trentino a Taranto.

Erano le ore 20:30 circa, quando la signora viene attratta da un raro e meraviglioso spettacolo celeste. Vede apparire un oggetto infuocato, "simile a quelli che si vedono nei film che trattano la fine del mondo", racconta la testimone.

Secondo la signora, l'oggetto - che era più piccolo in dimensione della Luna - si dirigeva verso il mare. La "palla di fuoco" ha effettuato un tragitto simile ad una stella cadente, poi "a mezz'altezza è scomparsa", ha dichiarato la testimone.

La signora ha dichiarato, inoltre, che l'oggetto si vedeva bene, nonostante il cielo fosse oscuro.

Inoltre, la testimone ha affermato che il bolide celeste era simile "ad un reattore che lascia una scia non lunga, ma corta e veloce".

L'avvistamento è durato circa 5 secondi.

La segnalazione è arrivata al Centro Ufologico Ionico, direttamente dal figlio del testimone principale su Facebook. Il figlio, collega di lavoro di Antonio De Comite, è persona attendibile e degna di fede.

L'avvistamento, seppur spettacolare, è con ogni probabilità addebitabile allo sciame meteorico che si avrà tra il 13 e 14 dicembre 2011 e che riguarderà le Geminidi, meteore che prospetticamente provengono dalla costellazione dei Gemelli. Almeno crediamo che sia così.
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La US Air Force finanzia il SETI

Riceviamo dall'amico e presidente del CUN (Centro Ufologico Nazionale) Vladimiro Bibolotti questa interessante notizia che volentieri pubblichiamo.

Il Search for Extra Terrestrial Intelligence (SETI) è tornato in pista dopo i finanziamenti del Comando della Forza Spaziale degli Stati Uniti.

La US Air Force ha pagato al SETI i fondi necessari per riavviare i propri sforzi nella ricerca di vita extra-terrestre. I piani del Seti sono quelli di controllare il nuovo esopianeta abitabile recentemente scoperto dal telescopio spaziale Kepler della NASA per determinare se potrebbe essere la sede di una civiltà aliena.

"Questa è una eccezionale opportunità per le osservazioni," ha dichiarato Jill Tarter, il direttore del Centro per la ricerca SETI, in una dichiarazione rilasciata il giorno 5 dicembre 2011. "Per la prima volta, possiamo indicare ai nostri telescopi le stelle e sapere se quelle stelle possono effettivamente ospitare sistemi planetari - di cui almeno uno che possa avvicinarsi al modello terrestre nella zona abitabile attorno alla sua stella ospite. Questo è il tipo di mondo che potrebbe essere sede di una civiltà capace di costruire trasmettitori radio".

La US Air Force Space Command ha contribuito a finanziare SETI, perché, dicono, è interessata ad utilizzare gli strumenti di rilevazione dell'organizzazione per la "consapevolezza situazionale spaziale".
La NASA ha annunciato la scoperta che la sua navicella spaziale Kepler ha fatto di pianeti extrasolari orbitanti a molte altre stelle. Ha trovato un pianeta, conosciuto come Keplero-22b, descrivendolo come "gemello" della Terra.

Kepler-22b orbita attorno a una stella simile al Sole, di tipo G, a circa 600 anni luce, ad una distanza che potrebbe consentire un ambiente che contenga acqua allo stato liquido.

SETI ha detto che lavorare al Alien Telescope Array (ATA) è stato reso possibile grazie all'interesse e alla generosità del pubblico e della US Air Force.

L'Air Force ha detto che il SETI e l’ATA potrebbero essere utili a raccogliere le trasmissioni di veicoli spaziali, aiutando la rete di sorveglianza spaziale militare esistente a tenere d'occhio dove siano.

L'ATA è un set di 42 piatti radio situati a circa 300 km a nord est di San Francisco. Ha iniziato la scansione del cielo alla ricerca di "tecno firme", che sono segnali elettromagnetici che potrebbero suggerire la presenza di una civiltà aliena intelligente.

Traduzione ed adattamento: Daniele L – AltraNews
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"Non escludo che gli extraterrestri possano visitarci". Parola di ex astronauta sovietico

lunedì 12 dicembre 2011

Igor Petrovitch Volk, nato il 12 aprile 1937 nella cittadina di Zmiiv (ora Kharkiv, Ucraina, nord est Repubblica Socialista Sovietica), fu uno dei cosmonauti dell'Ex Unione Sovietica. Recentemente ha fatto delle brevi, ma interessanti affermazioni sul tema UFO all'interno di una lunga intervista apparsa sul sito, in lingua russa, di "Kurier.lt". Ma prima di leggere ciò che ha dichiarato, andiamo a vedere una essenziale bibliografia di Igor Petrovitch Volk.

Entra a far parte dell'Esercito nel 1954. Nel 1956 si laurea (due anni prima del corso regolare) presso la scuola di piloti da caccia di Kirovohra. Nello stesso anno presta servizio presso la pattuglia nel distretto di Baku (Azerbaijan, Repubblica Socialista Sovietica), volando su aeromobili Il-28 e Tu-16.

Termina il periodo di riservista nel 1963, diventando il più vecchio tenente riservista e nel 1987 diventa colonnello riservista.

Dal 1963 fino al 1965 si addestra presso la scuola di piloti dediti a test sperimentali presso il Flight Research Institute di Gromov ed entra nel Flight Research Center nel 1965. Si è laureato presso il Moscow Aviation Institute nel 1969 e senza mai fermare il suo lavoro. Dal 1995 fino al 1997 è direttore del Flight Research Center ed è stato assistente guida del Flight Research Institute di Gromov. Si è dimesso da quest'ultima carica il 26 febbraio 2002.

Ha volato per più di 7.000 ore, di cui 3.500 ore come pilota collaudatore.

Nel 1978 entra a far parte del corpo dei cosmonauti. Nel 1980 si è laureato presso il Centro di Formazione per Cosmonauti. Il 12 aprile 1982 si qualifica per il volo e diventa cosmonauta di prova (termine utilizzato dai Sovietici / Russi per definire un cosmonauta che non aveva ancora volato). Ha abbandonato la carriera di astronauta nel 1995 (per approfondimenti aggiuntivi della carriera di Igor Petrovich Volk leggere qui).

Fin qui una parte del corposo curriculum dell'ex cosmonauta, il quale (come molti suoi colleghi) sembrerebbe addentrato nella tematica UFO.

In una lunga intervista effettuata dal giornalista Anatoly Ivanov, l'ex cosmonauta parla di vari argomenti, ma accenna in breve il suo pensiero in tema di Oggetti Volanti Non Identificati. E dichiara: "(...) tutto ciò che concerne l'argomento UFO è sempre secretato. Per quale scopo non è chiaro. Migliaia di piloti hanno incontrato oggetti non identificati. La gente li guarda in tutto il mondo. (...) Quindi, non escludo che gli extraterrestri possano visitarci".

Dichiarazioni interessanti che si aggiungono all'enorme puzzle del misterioso ed enigmatico fenomeno degli "Unidentified Flying Objects" e dei segreti delle esperienze che coinvolgono il mondo degli astronauti di mezzo mondo.


Articolo scritto da Antonio De Comite
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Casa Bianca: nuova petizione sugli UFO, stavolta seria

venerdì 9 dicembre 2011

E' ancora calda la notizia di qualche settimana fa, nella quale un portavoce scientifico della Casa Bianca, Phil Larson, aveva dichiarato - in risposta ad una petizione online fatta da un gruppo di ufologi statunitensi - che "non esistevano prove della presenza di extraterrestri sulla Terra, nè tantomeno nessuna censura di Stato".

La risposta aveva creato delle polemiche nel mondo degli Ufologi, non tanto sull'iniziativa ma nella sostanza. In poche parole, la petizione riteneva scontata la presenza di extraterrestri sulla Terra e relativo "Cover Up" sugli UFO.

Quindi la risposta del portavoce scientifico della Casa Bianca era pressocchè scontata, non si poteva sperare in meglio e, paradossalmente, la polemica doveva esser fatta all'interno del mondo degli Ufologi, i quali danno per scontato - purtroppo in molti casi - l'origine extraterrestre di alcuni UFO. Ribadiamo un conto sono gli indizi (seppure forti), un conto sono le prove.

Ma le petizioni non terminano, anzi raddoppiano. E, per fortuna, qualcuna è davvero seria.

E' il caso della petizione denominata "Need to Know" (diritto di sapere) dello storico sugli UFO Richard Dolan e di Bryce Zabel (giornalista e sceneggiatore).

La petizione (vedi immagine sopra), presentata il 30 novembre 2011, porta il titolo di "Investigate Unidentified Aerial Phenomena as Reported by Citizens, Police, Astronauts, Pilots and the Military" (Investigare i Fenomeni Aerei non Identificati riportati dai Cittadini, dalla Polizia, dagli Astronauti, dai Piloti e dai Militari) e si propone di proporre qualcosa di diverso rispetto alle solite petizioni sul tema, ossia non citare affatto gli extraterrestri. Può essere una raccolta di firme vincente? Non lo sappiamo, soprattutto perchè entro il 30 dicembre 2011 bisogna raggiungere 25.000 firme, un traguardo - sinceramente - molto difficile da ottenere.

Ma ecco il testo integrale della petizione presentata da Dolan e Zabel:

"Cercare microbi su Marte e segnali radio dallo spazio non è abbastanza. Dobbiamo spiegare i fenomeni aerei non identificati, o UAP, qui sulla Terra. Per sei decenni, in tutto il mondo, testimoni attendibili (inclusi i presidenti Carter e Reagan) hanno descritto oggetti con capacità di manovra in volo, che vanno oltre la nostra tecnologia. Gli UAP sono confermati spesso anche dai radar e osservati da funzionari militari in siti nucleari. Date le implicazioni di sicurezza nazionale, gli Stati Uniti dovrebbero condurre un'indagine indipendente. Questa inchiesta deve riesaminare in modo trasparente i resoconti irrisolti più importanti sugli UAP, con accesso a documenti riservati. Deve avere il potere di chiamare i testimoni e garantire loro l'immunità. I risultati dovrebbero essere resi pubblici."


Sopra immagine della petizione di Stephen Bassett

Per davvero comprendere il perchè della petizione, ecco di seguito il video di presentazione (tradotto in italiano) in cui Richard Dolan introduce a ciò. Si ringrazia, per l'occasione, la collega e amica Anissa del gruppo "Esopolitica Svizzera" per la precisa e puntuale segnalazione, ma anche per la traduzione del video, nel quale Dolan cita un'altra petizione elaborata da Stephen Bassett, dove lo stesso Bassett ribatte alla risposta della Casa Bianca alla prima petizione e dove riporta il link (clicca qui) della "Rockefeller Iniziative". Speriamo in buone nuove, da queste ultime petizioni che sembrano impostate in maniera equilibrata e seria.

Link Youtube del gruppo "Exopolitik" (clicca qui)

Sito del gruppo "A.D. After Disclosure" (clicca qui)

Articolo scritto da Antonio De Comite


Sotto il video dell'introduzione alla petizione di Richard Dolan con sottotitoli in italiano


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Kepler 22-b? "Posto ideale per una civiltà intelligente"

giovedì 8 dicembre 2011

La notizia della conferma ufficiale - da parte NASA - del primo esopianeta abitabile, Kepler 22-b, ha mandato in fibrillazione la comunità scientifica e ufologica internazionale. Tutti a chiedersi se quel pianeta, dal diametro di 2,4 volte più grande della Terra, dalla temperatura media in atmosfera di 22° C, dalla durata di un anno "quasi" come quello terrestre (290 giorni), a 600 anni luce di distanza dal nostro pianeta, che si trova nella favorevole "zona abitabile", sia la casa di un certa vita extraterrestre.

Naturalmente la condizione di "abitabilità" non è sinonimo di "abitato", ma la percentuale che lo sia è davvero elevata.

Proprio queste elevate speranze hanno spinto alcuni scienziati a spingersi oltre, davvero oltre. In un comunicato stampa del SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) Institute del 5 dicembre 2011, Jill Tarter (Direttore del Center for SETI Research) ha dichiarato, a proposito di Kepler 22-b, che: "(...) questo è il tipo di mondo che potrebbe essere sede di una civiltà capace di costruire trasmettitori radio."

Qui, con queste dichiarazioni, si va davvero oltre, oltre le solite ipotesi di vaghi e aleatori extraterrestri intelligenti. E mentre la NASA manda sonde su Marte per cercare "microbi", il SETI afferma che, probabilmente, su Kepler 22-b potrebbe essersi una civiltà. Una ipotesi che Jill Tarter - astronomo di spessore - caldeggia fortemente.

Come per dire, concentriamo le nostre ricerche su Kepler 22-b, almeno tentiamoci. Non si sa mai.


Articolo scritto da Antonio De Comite


Link del comunicato stampa del SETI Institute del 5 dicembre 2011
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Un terzo dei Neozelandesi crede nelle visite extraterrestri

mercoledì 7 dicembre 2011

Un terzo dei Neozelandesi crede che gli extraterrestri abbiano visitato la Terra e, la maggioranza, pensa che i poteri psichici esistano, lo afferma uno studio effettuato.

Ad un migliaio di intervistati è stato chiesto, da parte della UMR Research, se credevano "che la Terra fosse stata visitata dagli UFO provenienti da altri pianeti".

Circa il 33 per cento degli intervistati ha risposto di Si, e i Maori (42 per cento) e i Pasifika (40 per cento) sono più propensi a crederlo.

Graeme Opie, un investigatore di avvistamenti e ricercatore per la Ufocus New Zealand Research Network, ha dichiarato: "secondo i rapporti, anche il numero di Americani che crede negli extraterrestri e la vita in altri pianeti è abbastanza alto, quindi non deve tanto sorprendere che molti dei Neozelandesi credano agli UFO".

Il veterano pilota e controllore del traffico aereo Hamilton aggiunge: "posso dire con quasi certezza che gli UFO sono stati qui sulla Terra...ed esiste un vasta letteratura che sostiene questa convinzione".

Gli avvistamenti in Nuova Zelanda includono eventi come le "luci di Kaikoura", il misterioso atterraggio di Ngatea e l'evento UFO di Gisborne, della fine degli anni 70 del secolo scorso, che includeva avvistamenti di umanoidi rivestiti con tute argentate, nella Waimata Valley.

L'indagine della UMR ha scoperto, inoltre, che il 55 per cento ritiene che alcune persone abbiano poteri psichici come l'ESP.

Donne (67 per cento), over 60 (63 per cento) e Maori (60 per cento) sono, rispetto ad altri, più credenti.

Sei su 10 (72 per cento delle donne e il 52 per cento degli uomini) credono nell'esistenza di Dio o in uno spirito universale.

Quasi 8 su 10 credono che Gesù fosse una persona reale che visse 2.000 anni fa, e il 57 per cento crede nella vita dopo la morte. Questo credo diminuisce con l'età, passando dal 65 per cento tra gli under 30 al 49 per cento tra gli over 60.

Un quarto crede che l'astrologia possa predire il futuro delle persone.


Fonte

Qui lo studio (in formato Pdf) della UMR Research


Traduzione a cura di Antonio De Comite
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Paul Davies: "forse non c'è vita fuori la Terra"

Il titolo dell'articolo rispecchia - probabilmente - lo stato d'animo attuale di Paul Davies, uno dei più importanti astrobiologi e divulgatori scientifici al mondo, forse in Davies sta nascendo la rassegnazione di una "non scoperta" che lui auspica di annunciare in ogni modo, rassegnazione ampliata dalle sbagliate - secondo lo stesso Davies - strategie nella ricerca. Ma forse, Paul Davies, non la pensa effettivamente così. E infatti, nell'articolo che segue apparso su "Diario La Tercera" ci sono - anche - alcuni spunti interessanti. Buona lettura.

Se mai gli extraterrestri "telefonassero" alla Terra, l'astrobiologo Paul Davies sarebbe il primo a rispondere. Lo scienziato della Università dell'Arizona (USA) dirige un Gruppo di Risposta del progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), un organizzazione che da 51 anni ricerca la vita fuori la Terra attraverso varie iniziative internazionali.

Davies è uno dei ricercatori che ha partecipato al "Congresso Internazionale del Futuro: scienza, tecnologia, umanità e cittadinanza", organizzato dal Congresso del Cile nell'ambito delle attività per le celebrazioni del suo bicentenario.

Gran parte delle ricerche di Davies si riflettono nei suoi 27 libri, incluso il suo scetticismo sulla possibilità d'incontrare vita fuori dal pianeta Terra. "Non abbiamo nessuna prova. Forse non esiste vita fuori la Terra. Non abbiamo nemmeno idea su come apparve sul nostro pianeta", dice Davies.

Secondo l'astrobiologo, la distanza con potenziali mondi abitati e il tipo di segnale che invieranno sono le principiali difficoltà per trovare prove dell'esistenza di vita. "Tutti noi che lavoriamo in questo settore, riteniamo che le possibilità di captare un messaggio sono estremamente basse. E' molto più probabile trovare un segnale o una immagine che non possa essere spiegata".

Che cosa succede se andiamo alla ricerca di vita? "Se esiste, entra in gioco un altro problema: nessuno la sta cercando", ha affermato Davies, riferendosi alle ultime sonde che le agenzie spaziali inviati su pianeti, come ad esempio Marte. "Abbiamo bisogno di un cambiamento di strategia. Stiamo mandando sonde su Marte (Curiosity), però senza la capacità di effettuare esperimenti biologici", critica Davies.

Davies ha aggiunto che l'ultima volta che si cercarono evidenze biologiche fu negli anni 70 del secolo scorso, con la sonda Viking della NASA. Dopo di che, "il nulla".

Per l'esperto la nostra migliore possibilità sarebbe quella di "cercare pianeti molto simili alla Terra. In pochi decenni avremo strumenti che potranno misurare l'atmosfera di questi corpi", per determinare l'abitabilità del luogo.

Davies fu uno degli autori dello studio inerente la scoperta di un batterio nel lago Mono, in California, che può rimpiazzare il fosforo (fondamentale per la vita) in arsenico. "E' ancora un mistero", conclude Davies.


Fonte

Traduzione a cura di Antonio De Comite
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La NASA individua ufficialmente il primo pianeta adatto alla vita

martedì 6 dicembre 2011

Identificato per la prima volta un pianeta che potrebbe avere acqua liquida e quindi ospitare, forse, la vita. Si chiama Kepler 22b, poco più di due volte più grande della Terra e con un anno di 290 giorni, il primo pianeta conosciuto a trovarsi alla distanza giusta dal suo Sole.

La ricerca, realizzata da un gruppo della Nasa e pubblicata su The Astrophysical Journal, è "una pietra miliare lungo la strada per trovare il gemello della Terra", secondo Douglas Hudgins, uno dei responsabili Nasa della missione Kepler, un programma per la ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare. Secondo i ricercatori Kepler-22b orbiterebbe attorno alla propria stella a una distanza del 15% inferiore a quella della Terra dal Sole e riceverebbe una quantità di calore giusta per mantenere sulla sua superficie una temperatura media (circa 22 gradi) tale da permettere l'esistenza di acqua liquida in superficie.

Anche se i ricercatori non hanno potuto ancora appurare se Kepler-22b abbia una composizione di genere rocciosa, come Terra o Marte, oppure gassosa, come Giove o Nettuno, la sua individuazione è un importantissimo passo in avanti verso la ricerca di pianeti simili alla Terra. La presenza di acqua liquida è una delle caratteristiche ritenute più importanti per poter ospitare la vita ma mantenere una grande quantità d'acqua in forma liquida è una condizione ritenuta "difficile", in quanto dipende da una combinazione di molti diversi fattori di cui il più importante è la sua orbita in una ben limitata distanza dalla sua stella.

"Siamo stati molto fortunati a identificare questo corpo celeste", ha spiegato William Borucki, uno dei responsabili di Kepler al Centro di Ricerca Ames a Moffett Field, in California. "Abbiamo osservato il suo transito appena tre giorni dopo aver iniziato le osservazioni". Lo strumento principale del satellite Kepler è infatti uno sensibilissimo fotometro in grado di misurare le piccole variazioni della luminosità delle stelle lontane causate dell'eventuale transito (e quindi parziale oscuramento) di possibili pianeti.

La missione Kepler, lanciata dall'agenzia spaziale americana nel 2009, deve il nome al celebre astronomo Johannes Kepler autore delle leggi del moto dei pianeti ha identificato altri 54 candidati pianeti che orbiterebbero nella fascia abitabile. Kepler 22b è però il primo tra questi la cui orbita è stata confermata anche da telescopi e osservatori da Terra.

Fonte

Per approfondire cliccare sul sito della NASA
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Germania: la Corte Amministrativa ordina al Parlamento di rilasciare files sugli UFO

lunedì 5 dicembre 2011

La Corte Amministrativa di Berlino (Germania) ha ordinato al Parlamento di declassificare dei documenti sugli UFO.

Tutto è accaduto grazie alla richiesta di - udite, udite - una sola persona! Il suo nome è Frank Reitemeyer.

Al "Deutsche Bundestag" (vedi immagine di apertura) è stato ordinato di dare accesso alle informazioni ufficiali segrete elaborate dal "Servizio di Investigazione Scientifica del Parlamento tedesco", su richiesta ai delegati in merito alle conoscenze del governo e gli studi sugli UFO e la vita extraterrestre.

Frank Reitemeyer si è rivolto alla IFG (Informationsfreiheitsgesetz, il Freedom Informaction Act tedesco).

Il "Deutsche Bundestag" ha cercato di appellarsi a ciò, tentando di bloccare questa declassificazione, ma il Tribunale di Berlino si augura che ciò venga reso pubblico.

Secondo la Corte del Tribunale di Berlino, "il diritto di accesso alle informazioni ufficiali, in base alla Legge della Libertà all'Informazione di Germania (IFG), si applica anche agli studi e alle relazioni del Servizio di Investigazione Scientifica del Bundestag".

La difesa del Bundestag è stata ascoltata, negando l'accesso al documento segreto dal titolo "La ricerca di vita extraterrestre e l'implementazione della Risoluzione ONU A 33/426 per l'osservazione di Oggetti Volanti Non Identificati e forme di vita extraterrestre", riferendosi all'affermazione che "i lavori e risultati del Servizio di Investigazione Scientifica del Bundestag fanno parte del lavoro del Parlamento e dall'obbligo dei delegati e, pertanto, devono essere esclusi dai requisiti relativi alla Legge per la Libertà all'Informazione".

Nel suo comunicato stampa del giorno 01/12/2011, il Tribunale ha spiegato che "i giudici non erano d'accordo con questa affermazione del Parlamento e, pertanto, non hanno fatto seguito al reclamo sostenuto del Bundestag e, invece, hanno ordinato che si debba fornire al richiedente il rapporto segreto".

Anche negando che l'argomento di tale processo rappresenti una violazione della proprietà intellettuale del Servizio di Investigazione Scientifica del Bundestag o della stessa Bundestag, come ha sostenuto il Parlamento in Tribunale. Mentre la Corte ha confermato che il Bundestag e il suo Servizio Scientifico siano proprietari del Copyright e dei diritti di prima pubblicazione, ha affermato, inoltre, che "la presentazione dei documenti non viola i diritti d'autore, in quanto il richiedente non vuole pubblicarlo o commercializzarlo, ma semplicemente di volerlo leggerlo".

Frank Reitemeyer afferma, attraverso fonti personali, che questi rapporti (archivi) esistono e le opposizioni del Parlamento a questa apertura lo dimostrano.

Robert Fleisher (nell'immagine sopra alla sinistra, mentre sulla destra troviamo Frank Reitemeyer), direttore del movimento "Esopolitico Tedesco (Exopolitik)", ha dichiarato in una intervista rilasciata su un giornale su internet: "la decisione rappresenta un primo passo nella direzione di una vera libertà di informazione - anche in Germania. Mi sento ottimista che le decisioni successive seguiranno la decisione attuale. Prima o poi, anche il Governo tedesco si dovrà decidere di dire la verità circa la sua conoscenza sugli UFO. Altri 19 Paesi lo hanno già fatto. Ciò sarebbe, anche, importante per evitare speculazioni inutili e teorie di cospirazione sopra questa questione...".


Articolo di Antonio De Comite

per saperne di più cliccare su questo sito in lingua tedesca

Il comunicato stampa del Tribunale Amministrativo di Berlino (clicca qui)

Nota aggiuntiva: il documento tenuto segreto dal Parlamento tedesco parla di una implementazione di una Risoluzione ONU sugli UFO. Di conseguenza, si riferisce ad un'altro documento che non ha nulla a che fare con la Risoluzione in oggetto. Ma di cosa parla, invece, il documento proposto all'ONU? La Risoluzione ONU A 33/426 fu una decisione adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1978 che, assieme alle Risoluzioni A/DEC/32/424 e A/DEC/33/426, richiedeva la "creazione di un'agenzia o di un Dipartimento delle Nazioni Unite per intraprendere, coordinare e diffondere i risultati della ricerca sugli UFO e i fenomeni correlati". Per la cronaca non fu mai creata, in quanto lo Stato membro ONU promotore dell'iniziativa, l'isola caraibica di Grenada, lasciò cadere il tutto a causa del rovesciamento del suo Governo, avvenuto per un colpo di Stato. Incredibile e nefasta coincidenza...
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Biblioteca del Congresso USA inaugura l'area di ricerca per la vita extraterrestre

venerdì 2 dicembre 2011

La notizia che vi proponiamo è molto importante e, diciamo subito, che è in netto contrasto con le dichiarazioni ufficiali - fatte da un portavoce della Casa Bianca qualche tempo fa - in merito alla vita extraterrestre.

Il 30 novembre 2011, la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America e la NASA hanno annunciato la creazione dell'area di Astrobiologia, la scienza che studia la vita extraterrestre.

Nasce il Baruch S. Blumberg NASA-Library of Congress indirizzato all'Astrobiologia, all'interno del John W. Kluge Center presso la Biblioteca del Congresso.

Quest'area si concentrerà su un aspetto importante dell'investigazione umana: le implicazioni culturali, filosofiche, etiche e sociali dell'Astrobiologia in merito alla vita extraterrestre.

Come abbiamo detto pocanzi, l'area di studio porta il nome del dottor Baruch S. Blumberg, che è stato fondatore del consiglio degli studiosi della Biblioteca del Congresso, premio Nobel nel 1976 per la scoperta del virus dell'epatite B, consigliere accademico di James H. Billington, attuale direttore della Biblioteca del Congresso e che ha pubblicizzato la notizia assieme alla NASA. Si laureò in Medicina alla Columbia University ed ebbe un dottorato di biochimica alla Oxford University, nel 1999 diventa direttore fondatore del Dipartimento di Astrobiologia della NASA fino al 2002. Morì il 4 aprile 2011.

L'area di ricerca e i servizi della Biblioteca del Congresso saranno, da questo momento, dediti alla investigazione della correlazione tra l'Astrobiologia e i suoi aspetti umanistici, in particolare le sue implicazioni sociali, come quella di scoprire la vita oltre la Terra o come lo scoprire che la vita possa essere rara nell'Universo.

Inoltre, le forme in cui influisce l'Astrobiologia con la cultura, il ruolo di questa scienza nella promozione dell'educazione scientifica, tecnologica e l'alfabetizzazione pubblica, le considerazioni etiche derivanti dall'esplorazione "in situ" per la vita nei pianeti e le lune del nostro Sistema Solare e il ruolo dell'Astrobiologia nel contribuire a dare forma al futuro della vita sulla Terra e oltre.

Quindi l'area di Astrobiologia della Biblioteca del Congresso si concentrerà su tre investigazioni fondamentali:

1) Come si originò e si evolse la vita?

2) Esiste la vita oltre la Terra?

3) Quale è il futuro della vita sulla Terra e oltre?

Davvero una sterzata improvvisa e importante da parte dei burocrati americani, i quali prima negano dicendo che non ci sono prove di vita extraterrestre nell'Universo e che la possibilità di scoperta di vita aliena è molto improbabile, poi (a sorpresa) ufficializzano la nascita in seno alla Biblioteca Congressuale degli Stati Uniti di quest'area, tutta dedicata alla vita extraterrestre.

Per far capire meglio l'importanza di questa decisione c'è da dire che la Biblioteca del Congresso USA è considerata, ai tempi di oggi, come una delle più grandi e complete al mondo, con circa 147 milioni di volumi di libri originali di consultazione e con diritti di possesso di archivi in diverse reti sociali in internet come, ad esempio, Twitter.

Concludiamo con una frase di Carl B. Pilcher, attuale presidente del Dipartimento di Astrobiologia della NASA, il quale ha riferito che: "da sempre le biblioteche pubbliche negli USA hanno costituito uno spazio pubblico per dibattiti su cose che sono veramente importanti in una società democratica". E, in tal proposito, sottolinea l'importanza dell'Astrobiologia nella nostra società di oggi.


Articolo di Antonio De Comite


Fonte (1), Fonte (2),
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Un oceano d'acqua sotto la superficie di Plutone?

giovedì 1 dicembre 2011

Ricercatori dell'Università di California a Santa Cruz hanno realizzato un nuovo studio che sostiene la possibilità che possa esistere un oceano sotto la superficie ghiacciata di Plutone e hanno proposto alcuni indizi per trovarlo attraverso la sonda NASA New Horizons, quando raggiungerà il "pianeta nano" nel 2015. Le immagini che proporrà la sonda potranno aiutare i ricercatori a determinare se una grande massa di acqua liquida rimanga nascosta. Gli autori dello studio credono che questo oceano sia a 135 chilometri di profondità e si nasconda sotto uno spesso strato di ghiaccio. Non credono che possa ospitare la vita ma, se esiste, aumenta la possibilità che esistano altri mari in altri luoghi della Cintura di Kuiper, con maggiori condizioni di abitabilità.

La superficie esterna di Plutone è composta da un sottile strato di azoto ghiacciato che copre uno strato di acqua troppo fredda. Gli scienziati planetari Guillaume Robuchon e Francis Nimmo chiedono di sapere se possa esistere un oceano sotto la crosta ghiacciata e quali segni visibili lasci un oceano in superficie.

Ad una media di 40 volte la distanza tra il Sole e la Terra, Plutone appare un candidato poco probabile affinchè possa albergare un oceano, anche nel sottosuolo. Però, il calore per sciogliere il ghiaccio potrebbe arrivare dall'interno. Secondo gli scienziati, la principale fonte di energia - probabilmente - deriverebbe dal suo interno roccioso, dove gli isotopi soffrono il decadimento radioattivo e si ipotizza possa avere potassio, necessario per mantenere l'oceano.

Dopo aver studiato l'evoluzione termica del planetoide, i ricercatori si dicono convinti che il maggior modo di identificare un possibile oceano è...che questo non esista. Il motivo è che, quando i corpi sferici ruotano, il suo momento angolare tende a spingere il materiale verso l'equatore, formando un grumo. Se su Plutone si troverà un oceano, il ghiaccio fluirebbe, riducendo questa protuberanza. Pertanto, l'apparizione di una protuberanza - possibilmente di 10 chilometri di altezza e facilmente identificabile - sul "pianeta nano" significherebbe assenza di oceani.

GEYSER COME SU ENCELADO

Lanciata nel 2006, la missione della NASA New Horizons raggiungerà Plutone nell'aprile del 2015. Oltre a determinare i contorni del planetoide, studierà la temperatura, la composizione atmosferica e il vento solare attorno a questo mondo. Le caratteristiche e la composizione della sua superficie potrebbero portare ad indizi su ciò che si trovi là sotto e osservare se esistano geyser come quelli presenti su Encelado (vedi immagine sotto).

New Horizons non potrà registrare tutta la superficie di Plutone, in quanto non entrerà nell'orbita. Semplicemente, lo sorvolerà dal di sopra. Però, le immagini inizieranno ad arrivare tre mesi prima del suo massimo avvicinamento. La risoluzione più alta catturerà 62 metri per pixel quando la sonda si troverà a 12.500 chilometri e le immagini più distanti saranno, approssimamente, di dieci volte più dettagliate di quelle catturate dal fantastico telescopio spaziale Hubble. Il telescopio ha fotografato la superficie di Plutone dall'orbita della Terra, però i picchi e le valli sono indistinguibili. Plutone è così piccolo e distante che il compito di osservare la sua superficie è tanto difficile quanto l'osservare i segni di un pallone da calcio a circa 64 chilometri di distanza. New Horizons potrà distinguere i picchi e le valli, con altezze e profondità di 80 metri.

Gli scienziati non credono che Plutone possa contenere la vita, però se esiste un oceano sotto la superficie del "pianeta nano", altri oggetti della Cintura di Kuiper potrebbero contenere i loro mari, in quanto sono delle stesse dimensioni. Questi mondi potrebbero contenere non solo acqua allo stato liquido, ma avere anche gli ingredienti necessari per la vita, i quali probabilmente non sono presenti su Plutone.

Fonte

Traduzione a cura di Antonio De Comite
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