Un UFO in un petroglifo di 3.600 anni fa in India?

mercoledì 30 novembre 2011

Siamo ad Anegundi, un villaggio che si trova nel distretto di Koppal (Stato Indiano di Karnataka). Anegundi, che si trova nei pressi del Tungabhadra River, è stato un ritrovo di etnie stanziali, ma anche (secondo leggende e miti) sede di divinità. Vi si dice, infatti, che Anegundi sia il regno della scimmia di Kishkindha dell'epopea di Ramayana, ad una distanza di circa 5 chilomentri da Hampi, il vecchio nome di Kishkindha.

Altri luoghi sacri nelle vicinanze sono la collina di Anjanadri, il luogo in cui si crede sia nato il dio scimmia Hanuman e la montagna di Rishimuka, altra zona vicino Anegundi associata al Ramayana (in immagine apertura articolo una scena della battaglia di Lanka presente sulle pareti del tempio Preah Khan ad Angkor).

Molti affermano che sia uno degli altopiani più antichi al mondo con una età stimata attorno ai 3 miliardi di anni circa. Su questo fatto, numerosi cantastorie e professanti del misticismo e della spiritualità sottolineano il fatto che Anegundi sia la casa madre di Bhoodevi (Madre Terra).

Numerosi reperti risalenti al Neolitico sono stati trovati in zona e sono circoscritti in un'area chiamata Onake Kindi. E' considerato un posto particolare nel suo genere, dove in numerose abitazioni preistoriche sono ancora rimasti intatti e integri diversi dipinti.

I ricercatori dichiarano che sia un raro insediamento umano dove sono presenti tracce della vita dell'uomo del Neolitico - microlitiche e megalitiche - nello stesso e unico posto.

Onake Kindi (vedi immagine sopra) – che insieme ad Anegundi, Anjanadri, Rishimuka e altre città era sede dell'antico e glorioso regno di Virupaksha – si trova in una zona colma di dolmen megalitici che prende il nome di Mourya Mane.

Qui, come in ogni rovina neolitica del luogo, si trovano migliaia di disegni rupestri, raffigurazioni di uomini, animali e divinità risalenti a circa 3.600 anni fa. Ma alcune figure sono enigmatiche e possono portare anche ad ipotetiche interpretazioni definite “paleoastronautiche”. E' il caso del petroglifo scolpito su una roccia, in corrispondenza di un lato litico, dove ci sono animali selvatici dell'epoca al pascolo. Il disegno mostrerebbe (immagini sotto), per l'archeologia ortodossa, una raffigurazione di una costruzione megalitica. Secondo il professore Korisettar, del Department of History and Archaeology della Karnatak University di Dharwad “è la rappresentazione molto rara di uno stile megalitico dedito alla sepoltura. Se si guarda più da vicino, si può vedere nel mezzo un corpo umano e un mucchio di corredi funerari, circondati da un cerchio di pietre”.

L'archeologo indiano non ha considerato, come ovvio che sia, la presenza invece di un qualcosa di “anomalo” nel contesto del periodo in oggetto. L'archeologo si è basato su ipotesi estrapolate dal suo background culturale e formativo che non può “accettare” la presenza di ipotetici UFO di presunta origine esterna al nostro pianeta. Ma restano pur sempre ipotesi.

Quindi, anche se la percentuale sulla carta è davvero minima (ma non improbabile), si potrebbe ipotizzare che il petroglifo rappresenti invece un qualcosa che ricorda la presenza, secondo la teoria degli "Antichi Astronauti", di un velivolo che ricorda un classico “disco volante”, posto apparentemente sopra gli animali (anche se sembra posto in altra visuale in posizione diversa), che sembra avere tre (forse quattro) protuberanze (propulsione?) su una parte dell'oggetto. Fantasie? Pure speculazioni? Pareidolia (ossia illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili - naturali o artificiali che siano - dalla forma casuale)? Può darsi...ma non ci scordiamo che l'India è la “madre” dei misteriosi e potenti Vimana, che le “Antiche Cronache” sono colme di reperti di ogni genere che possono portare ad una possibile risposta “Clipeologica” e che, paradossalmente, la fantasia è sinonimo di vita e scoperte meravigliose ed inaspettate. Che dire, anche se con ogni probabilità non si tratta di un UFO di origine extraterrestre (senza prove incontrovertibili è davvero forzato affermare ciò), è davvero una bella invenzione la capacità di sognare e di immaginare. Non costa poi così tanto.

Articolo scritto da Antonio De Comite


Fonti bibliografiche

Anegundi (Wikipedia)

Vijayanagara (Wikipedia)

Backpakker

Inserisci linkThe Hindu

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L'UFO di Albuquerque? Un uccello

martedì 29 novembre 2011

Non passa giorno che il web viene inondato da decine di filmati e fotografie che, purtroppo, rappresentano (al 95% dei casi) falsi ben architettati oppure oggetti convenzionali scambiati frettolosamente UFO.

Una di queste immagini è stata scattata nella zona di Albuquerque il giorno 16 aprile 2011 (vedi immagine e in apertura articolo), alle ore 18 e 21 (ora locale). Oltre a mostrare il paesaggio tipico di quella zona, caratterizzata dall'avere molto zone desertiche (non a caso siamo nel Nuovo Messico) e temperature calde sub-aride, mostra quel che sembra un oggetto volante sconosciuto.

L'aspetto che lascia davvero perplessi è quello che l'oggetto è stato catalogato come UFO da una delle poche associazioni più anziane al mondo: il MUFON (Mutual UFO Network).

Non perchè non possa catalogare l'immagine come "inspiegabile", ma in questa circostanza resta enigmatico su come il MUFON abbia potuto affermare ciò.

L'oggetto è un banalissimo volatile (vedi analisi fatta dal sottoscritto), un uccello immortalato di sfuggita quando il testimone si trovava a zonzo in zona. Quindi l'UFO diventa molto velocemente un IFO (Identified Flying Object, Oggetto Volante Identificato) e la caratteristica dell'immortalamento su immagine rientra nella cosiddetta categoria che viene definita BLURFO.

Cosa è la cosiddetta Area BLURFO? Quando un insetto oppure un uccello (ma può essere anche una pallina da baseball, tanto per fare un esempio) passa velocemente di fronte ad una videocamera oppure una fotocamera, alla distanza definita Foto-focale (l'aerea BLURFO), ad esempio vicino ad una macchina fotografica con il focale in modalità "messa a fuoco" e impostata ad infinito o zoomata su oggetti lontani, viene trasformato in punti, linee, striscie allungate a forma di disco, trasformando un qualunque oggetto convenzionale in un UFO. Sulla questione BLURFO ci fu un articolo apparso sul sito rense.com e scritto da James Neff nel febbraio del 2004.

Ora la domanda che ci poniamo è la seguente: come mai il MUFON ha fatto un errore così madormale e continua a farli, visto che non è l'unico IFO dichiarato UFO dall'associazione ufologica americana? Dove è finito il prestigio del glorioso MUFON?


Articolo scritto da Antonio De Comite
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UFO: dichiarazioni folli della pronipote di Eisenhower

lunedì 28 novembre 2011

La tecnologia di origine extraterrestre viene utilizzata per ridurre la popolazione della Terra, ha dichiarato la pronipote dell'ex presidente degli Stati Uniti d'America Dwight Eisenhower.

Laura Eisenhower ha parlato a margine di una conferenza su UFO, Scienza e Coscienza tenutasi a Johannesburg (Sud Africa).

Ha detto che le faglie naturali della Terra sono state manipolate per produrre catastrofi come "Tsunami" e terremoti utilizzando la tecnologia HAARP oppure armi biologiche.

Secondo il sito web che parla di questa tecnologia, HAARP dispone di un fascio elettromagnetico focalizzato ed orientabile, utilizzato per riscaldare l'alta atmosfera e, di conseguenza, far rimbalzare le onde elettromagnetiche di nuovo verso terra.

La Eisenhower ha affermato che ciò faceva parte di un programma segreto di alcuni governi per diminuire la popolazione umana del pianeta in favore di colonie su Marte e sulla Luna.

"Gli extraterrestri hanno lavorato con i governi per un pò", aggiungendo che i trattati con esseri di altri pianeti sono stati firmati ogni 10 anni.

Questo è rimasto abbastanza ben nascosto attraverso il controllo e la manipolazione mentale.

Il contatto con gli extraterrestri è stato semplicemente il risultato di una coscienza in espansione sul fatto che c'è vita oltre la Terra, ha affermato Laura Eisenhower.

"Quando la coscienza si espande, invochiamo ed arriviamo ad essere più in contatto con la nostra famiglia universale".

Ha riferito di essere stata reclutata da un agente nel 2006 per partecipare ad una missione di una colonia su Marte.

Tuttavia, è riuscita a liberarsi dalle tecniche di controllo mentale.

Ha detto, inoltre, che delle persone sono state teletrasportate su Marte dal 1970 e che le dimensioni della popolazione continuano a cambiare e crescere.

Fonte


Traduzione a cura di Antonio De Comite


Nota aggiuntiva di Antonio De Comite: come descrivere queste dichiarazioni della pronipote dell'ex presidente statunitense Eisenhower? Semplicemente follia allo stato puro. Queste assurde asserzioni non fanno altro che continuare a cestinare quel poco di serio e oggettivo che compone l'Ufologia odierna. Basta con storie di patti scellerati o inverosimili programmi di depotenziamento della specie umana da parte di schizoidi ombra. Che ci siano tecnologia militari e di intelligence occultate è un dato di fatto, ma qui si rasenta il ridicolo e la pazzia, storie che fanno presa a pennivendoli che possono abbindolare qualche povero credulone che si beve di tutto. Per fortuna che la gente sta gradualmente capendo che questa non è Ufologia ma Fuffologia allo stato puro.
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Le Pulsars sono dei giganteschi magneti permanenti?

Una Pulsar è una tra le cose più esotiche dell'Universo. Questi oggetti sono delle stelle di neutroni rotanti che emettono radiazioni dai loro poli magnetici. Sembrano pulsare perchè l'asse magnetico non è allineato con l'asse di rotazione, così il polo entra ed esce di vista dalla stella rotante a neutroni.

Ma le Pulsars sono anche un puzzle. La visione convenzionale è che il loro campo magnetico nasca dal movimento di particelle cariche mentre esse ruotano. Queste particelle cariche dovrebbero comportarsi come un superfluido e così poter terminare per divenire allineate con l'asse di rotazione.

Inoltre, questo tipo di correnti a superfluido sono suscettibili di essere altamente instabili, generando oscillazioni nel campo magnetico. Ma le Pulsars sono ben note di essere molto stabili. Come può essere?

Un altro problema è come le Pulsars finiscano per avere campi magnetici così forti. La visione convenzionale è che il processo di collasso durante una Supernova si concentri in qualche punto della stella originale. Tuttavia, una stella perde molto del suo materiale, quando esplode come Supernova e ciò porta presumibilmente alla perdita di gran parte del suo campo magnetico. Ma alcune Pulsars hanno campi più elevati di 10^12 Tesla, molto più di quanto possa essere spiegato da questo processo.

Ora, Johan Hansson e Anna Ponga della Lulea University of Technology in Svezia, suggeriscono un metodo più ingegnoso di questo enigma. Essi puntualizzano che ce ne sia un altro per la formazione di campi magnetici, oltre al movimento delle particelle cariche. Questo altro processo è l'allineamento dei campi magnetici dei componenti del corpo, che è come la forma a ferromagneti.

I ricercatori ipotizzano che quando si forma una stella a neutroni, l'istante in cui avviene l'allineamento dei magneti neutrone, un potente campo magnetico si congela, in maniera efficace, sul posto.

Questo rende le stelle a neutroni dei magneti giganti permamenti. Hansson e Ponga li chiamano neutromagneti.

Un neutromagnete sarebbe estremamente stabile, proprio come un ferromagnete permanente. Il campo sarebbe tale da allinearsi con il campo originale della stella, che anche se molto più debole, agisce come un seme quando crea le forme di un terreno. Significativamente, non deve essere nella stessa direzione come l'asse di rotazione.

In più, dal momento che tutte le stelle di neutroni hanno circa la stessa massa, Hansson e Ponga sono stati in grado di calcolare la potenza massima dei campi che dovrebbero generare. Questo numero risulta essere di circa 10^12 Tesla, esattamente il valore che è osservato negli elevati campi di forza attorno a stelle di neutroni.

Ciò risolve, immediatamente, molti degli eccezionali enigmi attorno alle Pulsars in un modo incredibilmente semplice.

La teoria è anche verificabile. Si prevede che le stelle di neutroni non possano avere campi magnetici superiori a 10^12 Tesla. Quindi la scoperta di una stella di neutroni con un campo più forte farebbe immediatamente naufragare ciò.

Inoltre, Hansonn e Ponga dichiarano: "Si dovrebbe ricordare che la fisica nucleare, a queste circostanze estreme e densità, non è nota a priori, così diverse proprietà inaspettate (come il " neutromagnetismo ") potrebbero essere applicate".

Hansson e Ponga sono i primi a dire che la loro idea sia una speculazione. Sia come sia, ha anche una certa eleganza e potere esplicativo che vale la pena decisamente perseguire e più nel dettaglio.

Articolo completo qui


Traduzione a cura di Antonio De Comite
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Roswell: quando gli scienziati raccontano storie incredibili

venerdì 25 novembre 2011

Quello che vi presentiamo di seguito è un articolo elaborato dal dottor Pierre Laird, ricercatore ufologico razionale francese. Nato nel 1965, risiede a Bourges. Dopo aver ottenuto la laurea in Inglese presso l'Università François Rabelais di Tours, si è iscritto presso l'Università Paris IV Sorbonne Nouvelle, dove ha ottenuto un Master in lingua inglese nei primi anni 2000 con una tesi sull'incidente di Roswell. Si definisce scettico, ma aperto e curioso ed ha letto libri scritti da Joseph Allen Hynek, Curtis Peebles, Jacques Vallée, Kevin Randle, Jerome Clark, David Jacobs (nel 1975). Secondo Pierre Laird, questi sono libri che offrono ampie prospettive da un punto di vista storico e sociologico. Buona lettura.

In molti di noi è capitato, almeno un giorno della nostra vita, di aver sentito o letto di storie incredibili da parte di persone aventi a che fare con studi molto avanzati. L'argomento degli oggetti volanti non identificati, degli extraterrestri e, soprattutto, dell'enigmatico caso di Roswell riemerso a galla negli anni 80 del secolo scorso, non fa eccezione. Mi sono sovente interrogato su questo fatto, senza giungere ad una o più conclusioni soddisfacenti. Inoltre, ci sono molti esempi che illustrano questa situazione. Essere consapevoli del rigore, dell'imparzialità e delle esigenze del ragionamento scientifico non implica di diffondere storie molto difficilmente credibili.

QUESTO AVREBBE DETTO JOSEPH ALLEN HYNEK

La fine della trasmissione televisiva di Vincent Gielly, dal titolo "OVNIS: le secret américan", diffusa su "France 2" il 9 settembre 2011, contiene una informazione completamente inedita. Jennie Zeidman, stretta collaboratrice di Joseph Allen Hynek per alcuni decenni, ci rende partecipi di una confidenza fatta dal celebre astrofisico. Alla fine del mese di ottobre del 1973, Hynek partecipò ad un pranzo che si tenne nell'Ohio, nel corso del quale gli fu domandato se era vero che dei corpi extraterrestri erano custoditi a Wright Field. Una ondata di avvistamenti di UFO era allora riportata negli Stati della costa est e nel sud degli Stati Uniti. Il CUFOS (Center for UFO Studies) ha riportato recentemente, per quel periodo, più di 1.500 osservazioni. "Non lo so", rispose Hynek. Poi si rivolse verso Zeidman e gli sussurrò: "Ma se ciò è vero, sono a Holloman, Nuovo Messico". Zeidman gli pose due domande su di un foglio di carta: quando il caso di Holloman ebbe luogo? Chi ve ne ha parlato? Hynek scrisse "1962" e "l'Air Force". Alla fine del documentario, il testimone precisa che non hanno mai più affrontato l'argomento. Il "segreto" del titolo è in realtà quello dello scienziato americano.

Un'altra fonte riporta ugualmente un'altra confidenza di Allen Hynek. Joe Lewels, un tempo professore di giornalismo e direttore della Facoltà di Comunicazione di Massa all'Università del Texas a El Paso, è l'autore di "The God Hypothesis: Extraterrestrial Life and its Implications for Science and Religion" pubblicato nel 1997. Un giorno del 1976, Allen Hynek fu invitato a relazionare ad una conferenza sugli UFO nel campus di El Paso. Lo stesso giorno, è anche intervistato dalla stazione radio dell'Università, KTEP-FM. Qualcuno lo dovrà ricondurre nel tardo pomeriggio all'aeroporto e Joe Lewels si offre immediatamente volontario. Durante il tragitto, il giovane studente è impressionato e Hynek accetta la conversazione: "noi abbiamo bisogno di gente come te nella nostra organizzazione. Saresti interessato ad aderire al CUFOS e diventare un nostro rappresentante per la regione di El Paso?" Lewels allora risponde: "sono lunsigato dalla vostra proposta e vorrei riflettere prima su ciò". A sua volta, gli fece una domanda senza dubbio preparata in anticipo: "ditemi dottor Hynek, c'è qualcosa, una informazione, che voi non avete potuto divulgare nel corso della conferenza e dell'intervista? Ci sono aspetti del fenomeno, che voi pensiate, non possano essere rivelati al pubblico attualmente?" Lewels scrisse così nel 1997:

il dottor Hynek aggrottò la fronte, pensando con precauzione alla sua risposta. Dopo un lungo silenzio, guardò Lewels al di sopra dei suoi occhiali, fece un profondo respiro e disse: "è altamente confidenziale perchè è qualche cosa che non si può provare". Si fermò di nuovo come se pesasse bene ogni parola: "conosco un colonnello dell'Esercito che non ha voluto essere identificato e che giura che i nostri militari abbiano catturato un disco volante schiantatosi nel 1947 a Roswell, Nuovo Messico, giusto tre ore di strada da qui". Fece ancora una pausa, cercando sul mio viso un segno di reazione a questa informazione esplosiva. Evidentemente impressionato dall'origine dell'informazione, gli dissi: "ho sentito parlare di questo caso, ma non ho alcuna idea se ciò sia vero". Fu, apparentemente, soddisfatto da questa risposta e continuò: "e non è tutto. Egli giurò che furono trovati dei corpi". Attese ancora una volta la mia risposta. Ma, questa volta, fui completamente stordito, potei solo guardarlo attraverso i grandi occhi rotondi.

Che pensare di queste rivelazioni indirette? Partendo dal presupposto che le cose sono accadute come i due protagonisti hanno detto, le domande sono naturalmente numerose. Così, nel primo caso perchè Zeidman e Hynek non hanno più discusso della questione insieme? Perchè, nel secondo caso, l'ex consigliere della US Air Force fece delle rivelazioni anche "esplosive" ad un perfetto sconosciuto nel suo campo, facile da immaginare, molto sensibile?

UN RESOCONTO DELL'ASTROFISICO FRANCESE JEAN-PIERRE PETIT

Il nostro secondo esempio concerne l'astrofisico Jean-Pierre Petit, ex direttore di ricerca al CNRS francese, il cui percorso professionale è davvero impressionante. E' noto per essere l'autore di "OVNIS et Armes Secrètes américaines" pubblicato nel 2003. Egli raccontò, nel corso di un colloquio sulla "propulsione avanzata" a Brighton, in Gran Bretagna, agli inizi dell'anno 2001, di due scienziati americani, Joe Black e Harold Penninger (si tratta certamente di pseudonimi) che lo resero partecipe di rivelazioni abbastanza sorprendenti. Al capitolo 4, Relitti Extraterrestri, Jean-Pierre Petit, relaziona sul colloquio avuto con i due uomini e scrive:

- nel 1961, si dava ancora importanza su quello che noi potevamo cercare di comprendere qualcosa sugli UFO. Eppure, già lo avevamo.

- Volete dire che avevate un relitto?

- Molti, ma nel 1961 la MHD (ndr Magneto Idro Dinamica) non esisteva ancora come soluzione per la propulsione. Nessuno aveva la minima idea su come queste macchine potessero funzionare. E, bisogna comunque dire, che pochissime persone avevano accesso a ciò e questo non ci ha aiutato. Io non gli ho mai visto personalmente.

- Aspetta, ripeto ciò che ho detto prima. Confermate di avere, voi Americani, recuperato dei relitti di UFO?

- Quando ci fu quel grande colpo di fulmine che mise al tappeto una frotta che venne a sorvolare la nostra base di bombardieri nucleari.

- Di questa storia di Roswell, voi avete in mano la prova concreta che gli UFO sono di origine extraterrestre?

Black interviene:

- Da prima! Ho visto un filmato girato nel 1945 dove abbiamo visto delle "mana ships" (navi madre) che passeggiavano tranquillamente in Germania a metà dei "box" (disposizioni in "scatola" destinate ad aumentare il fuoco delle mitragliatrici contro gli aerei da caccia nemici) delle fortezze volanti. Queste cose a forma di disco, i cui dettagli erano perfettamente visibili, erano grandi quanto i nostri B-17 (bombardieri quadrimotori americani). Ma, naturalmente, ci sono voluti anni affinchè venissimo, gradualmente, messi al corrente. Personalmente, io non ho mai visto i corpi, nè tantomeno i relitti, Harold neppure, ve l'ho detto. Ci hanno, soltanto, fornito delle informazioni tecniche.

Lo ammetto, ciò mi ha tagliato la masticazione.

Effettivamente lo studioso francese non può che essere stupito! Le fonti, questa volta, sono semi-dirette provenienti da individui di un livello intellettuale di pari livello; l'impressione doveva essere forte. Si può sempre sostenere che il caso non è esplicito quando è riferito al caso Roswell oppure perchè l'autore è conosciuto per le sue implicazioni nell'Ufologia. Ma ci rendiamo conto che prima di pubblicare queste informazioni, doveva prendersi cura di verificare chi erano Joe Black e Harold Penninger. Può essere che egli pensasse di essere stato oggetto di una manipolazione concernente la magnetoidrodinamica, una tecnologia di propulsione ritenuta essere molto promettente e, dunque, a sviluppo d'urgenza per i ricercatori francesi (destinando, necessariamente, fondi considerevoli). In questa ipotesi, perchè avrebbe proposto una storia che fa sorridere e, soprattutto, che lo discredita? Nella guerra economica tra nazioni occidentali, i congressi scientifici sono il luogo privilegiato per la disinformazione. Questo ricorda troppo la citazione di Winston Churchill (1874-1965) che disse in tempo di guerra, "la verità è così preziosa che dovrebbe, ogni giorno, essere protetta dal baluardo di menzogne".

UNA STORIA DEL COMICO AMERICANO JACKIE GLEASON

Un esempio per il grande pubblico e che pone generalmente la questione dell'interesse che una persona possa portare a fare delle dichiarazioni inverosimili. Mentre la storia che segue apparve all'interno di un tabloid americano, in questo caso "News Extra", essa è molto interessante e sorprende sotto due aspetti. Da un lato, si tratta di un tema predominante nell'Ufologia statunitense degli anni 80 del secolo scorso; dall'altro lato, uno dei due protagonisti, ma non meno importante, era vivo quando la storia fu pubblicata. L'articolo, "Una rivelazione choc di Jackie Gleason: io ho visto dei cadaveri extraterrestri all'interno di base aerea segreta", fu pubblicato il 14 luglio 1987. Ricordiamo il contesto ufologico del periodo. A fine maggio, gli ufologi William Moore e Stanton Friedman, assieme al produttore televisivo di Los Angeles, Jaime Shandera, resero pubblico l'esistenza del Majestic 12, un gruppo civile-militare "Ultra Segreto", si suppone, responsabile di tutte le operazioni di recupero UFO e di corpi extraterrestri e, ovviamente, quelli trovati a Roswell, nel Nuovo Messico, nel luglio del 1947. Ma ben presto, l'autenticità di questi documenti fu fortemente messa in discussione. L'attualità politica è dominata, in quel periodo, dal caso Watergate che durò circa un anno.

Il 14 luglio, il titolo dell'articolo figura in prima pagina per poi essere ripreso nelle pagine interne. Jackie Gleason (1916-1987) fu un attore, ma anche un comico, produttore ed animatore televisivo molto conosciuto negli anni compresi tra il 1950 e il 1960. Era anche soprannominato "The Great One" a causa delle sue tante doti ed ebbe conoscenze con diversi uomini politici, tra cui il presidente Richard Nixon (1913-1994). Nel 1973, Gleason si sarebbe recato alla base aerea di Muroc in California sotto speciale autorizzazione di Nixon e avrebbe visto i corpi mostruosi di tre extraterrestri. Dopo aver oltrepassato una serie di posti di blocco ed aver soddisfatto ad una serie di misure di sicurezza molto severe, Gleason sarebbe entrato in un laboratorio di ricerche sotterraneo.

Beverly McKittrick, moglie del comico dal 1970 al 1974, raccontò che una sera tornò tardi, pallido ed esausto, mentre al solito era sorridente e pieno d'energia.

"Cosa ti è successo Jackie?", gli chiese. "Sembra che tu abbia visto un fantasma".

"Peggio di un fantasma, Beverly", spiegò Gleason. "Molto peggio. Ho appena visto i corpi di tre extraterrestri morti. E' stata una visione incredibilmente dura dal sostenere".

"Non era più che a qualche metro da me. C'erano tre corpi su un tavolo da laboratorio. Misuravano circa 60 centimetri e la loro pelle aveva l'aria di essere ruvida e d'aspetto rugoso come quella di una lucertola".

"Avevano delle piccole teste e le loro orecchie sembravano gommose e umide...e di colore grigiastro-rosa. Non riuscivo a guardarli, ma da altra parte, non ho potuto rivolgere la mia attenzione altrove".

Beverly McKittrick, scettica, cominciò a fargli molte domande e Gleason si murò nel suo silenzio. Più o meno nell'articolo, si apprende che l'uomo televisivo chiese alla sua sposa di mantenere un silenzio assoluto sul caso e che non gli ha mai confermato di aver visto i corpi, rifiuta decisamente di smentire. Una fonte vicina ai rapporti di coppia riferisce che Gleason fu molto agitato dal suo rientro dalla base aerea e che "nel parlare, era tutto un corpo di sudore freddo e si rifiutò di dire di più".

In questo esempio, possiamo facilmente pensare che si tratti di una bufala, il recupero di una buona storia in un momento in cui l'attualità ufologica era particolarmente affollata. Ma ci domandiamo perchè e per quale motivo questa storia fu pubblicata? Per far vendere, ovviamente! Ma questa risposta non è un pò troppo ovvia? Molto strane, alcune frasi dell'articolo: " gli amici di The Great One sperano che dirà di più sui dettagli incredibili di quello che lui vide nel corso di quella notte del 1973 e che non dimenticherà mai", indicando che il suo autore non sapeva che Glease morì il 24 giugno 1987. Qualunque fosse il pensiero, in ogni modo, l'ex presidente non avrebbe risposto su questo tipo di argomento.

Sin dagli albori dell'umanità, gli esseri umani sono affascinati dai misteri del cielo e dello spazio, i poteri inesplicabili della sua mente o gli enigmi del suo passato. Ai nostri giorni, l'ambiente paranormale dell'uomo moderno non è meno denso: UFO, extraterrestri, fine del mondo nel 2012, esperienze di pre-morte, eccetera...In queste aree dove il mistero regna da padrone, storie presentate come autenticamente rilevanti, sono sovente relegate nella pseudo-scienza o nella pseudo-storia. Nonostante una conoscenza, a volte, molto approfondita dei rigori della metodologia scientifica, noi accettiamo la realtà di alcuni fenomeni bizzarri. Chi non si è mai posto un giorno la domanda "e se fosse vero?" e leggendo, per esempio, "La Vita dopo la Vita" del dottor Raymond Moody (1975) o "Missing Time" di Budd Hopkins (1981)? Una cosa è avere una mente aperta e curiosa e un'altra cosa è cedere all'irrazionale.

Negli Stati Uniti, nel corso dell'anno 1997 l'insieme dei media, composti da stampa, radio, televisione o internet, diede un grande spazio al cosiddetto "incidente" di Roswell, avvenuto 50 anni prima a nord-est di una piccola cittadina del Nuovo Messico. Tra i numerosi libri pubblicati in quell'anno dell'anniversario, il più controverso fu "Il Giorno dopo Roswell" di Philip Corso. L'editore, molto saggio e perspicace, pubblicò un opera intelligentemente elaborata (inverosimile e con multiple assurdità, con affermazioni senza alcuna realtà storica) per avviare e intrattenere delle polemiche e dei dibattiti accesi, sinonimo stesso di vendita e pubblicità. Perchè sospettare che l'autore in particolare, veterano della Seconda Guerra Mondiale ed ex ufficiale superiore della US Army, di un disegno unicamente commerciale? Perchè nel corso del decennio, il numero dei "testimoni", ex militari che "erano lì"o altre persone "che sapevano qualche cosa", si sono fatti vivi?

In risposta alla domanda sul perchè raccontano delle storie incredibili, ci sono due scenari da considerare. Da una parte, le situazioni o certi individui sono vittime di ricordi illusori e di altre distorsioni della memoria e, per esempio, possono esagerare il loro ruolo. Uno dei più eminenti psicologi, Daniel Schacter, professore all'Università di Harvard, parla del "potere fragile della memoria". Dall'altra parte, situazioni o persone che mentono senza ritegno. Per quanto concerne il caso di Roswell, tra i nomi che mi vengono in mente c'è quello di Gerald Anderson o quello di Steve MacKenzie e di Jim Ragsdale, le cui testimonianze di trovano rispettivamente in "Crash at Corona: the U.S. Military Retrieval and Cover-Up of a UFO" e in "The Truth about the UFO Crash at Roswell (1994)".

Fonte

Traduzione a cura di Antonio De Comite
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Ancora conferme sull'origine umana della mummia extraterrestre

giovedì 24 novembre 2011

Le ossa che si trovano a Andahuaylillas appartengono a due bambini di età compresa tra zero e tre anni, e non "extraterrestri", come aveva segnalato l'antropologo Renato Davila.

I resti ossei del Museo Privato di Riti Andini, nel quartiere di Andahuaylillas, Cusco, corrispondono a due neonati dell'epoca pre-ispanica sottoposti a processi di deformazione cranica. Ciò smentisce la tesi di Renato Davila, che però subito dopo smentì.

L'antropologa Elva Torres, responsabile dell'Ufficio di Antropologia Fisica della Direzione Regionale Culturale di Cusco, ha informato che il primo individuo corrisponde ad un bambino che presenta la perdita delle membra inferiori post-mortem.

Il cranio, secondo le informazioni dell'antropologa, presenta deformazioni di tipo anulare e si possono vedere le tracce dei cuscinetti deformati nell'osso frontale e occipitale, così come le tracce lasciate da bande deformate nei parietali.

Inoltre, la specialista spiega che, in conseguenza della deformazione craniale, le cavità orbitali si sono ingrandite e si può notare apprezzando la parte del globo oculare nell'orbita destra. Il bambino morì dopo tre o quattro anni.

Rispetto alle suture craniali, l'antropologa afferma che erano in fase di chiusura, inclusa la fontanella, processo che si verifica in età pediatrica, ma che può durare molto più a lungo e ciò dipende da molti fattori.

Secondo un giornale locale, per quanto riguarda il secondo scheletro, corrisponde ad un bambino che va da un età da zero ad un anno e ha il cranio incompleto, evidenziato dal fatto che le ossa parietali e occipitali sono articolate nella parte posteriore del cranio.

L'archeologo Domingo Farfan ha spiegato che le deformazioni craniali pre-ispaniche venivano realizzate con piccole tavole, stampi e cinture sulla testa di bambini di tre anni in diverse località di Tahuantinsuyo, come indicatore di posizione sociale o come un segno di tipo religioso.

Fonte


Traduzione a cura di Antonio De Comite
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Un UFO causò il terremoto di San Juan del 1977?

mercoledì 23 novembre 2011

Il romanzo di fantascienza, "la Guerra dei Mondi", scritto da Herbert George Wells e pubblicato per la prima volta nel 1898, descrive un invasione marziana sulla Terra e più volte adattata per il grande schermo, l'ultima realizzata nel 2005, diretta da Steven Spielberg e come protagonista della pellicola Tom Cruise.

Secondo un esperto argentino di UFO ed extraterrestri, Moisés Linconao, "qualcosa di simile al film avvenne nella provincia di San Juan" e riferì al quotidiano argentino 'Cronica' che "il sisma verificatosi il 23 novembre 1977, nella località di Caucete, fu originato da un'astronave extraterrestre che tentava di entrare o salire da un tunnel sotterraneo. Da sempre, gli UFO si nascondono all'interno della terra e viaggiano nello stesso modo come in una metropolitana, ma molto più profonda".

"Questa teoria divenne forte nel mondo scientifico e ancora, a tutt'oggi, nessuno può confutare questo concetto".

"Nell'istante del risalire, un'astronave colpì qualcosa, non sappiamo se un altro 'disco' (ndr inteso come piatto o disco volante) o sulla roccia per poter creare un foro. Ciò causò uno spostamento di masse tettoniche che diedero origine al terremoto. Prima dell'episodio, molte persone videro nel cielo luci colorate e fulmini sopra la zona interessata e assicurarono che videro salire e volare fuori cose strane quando il terremoto terminò".

Laura Belén, esperta e studiosa di questi temi assieme a Moisés, riferisce che "gli UFO si allontanarono verso il nord dell'Argentina per trovare l'entrata di un tunnel intraterrestre".

Essi hanno, inoltre, affermato al quotidiano sopracitato che "ci sono molte grotte nascoste al largo di tutto il territorio nazionale, grazie a superfici montagnose che facilitano l'occultamento delle entrate".

"Sebbene si ignori il posto esatto dove si trovino, possiamo assicurare che lo sfortunato evento provocò un disgelo, il quale permise all'acqua di infiltrarsi attraverso questi passaggi, e causando il collasso della città di Tama".

"Questo comprova che i dischi volanti non solo attraversano lo Spazio, ma hanno anche sviluppato mezzi in grado di viaggiare sopra gli oceani e sono chiamati USO's (Unidentified Submerged Objects). Quindi possiamo dire che siamo circondati non solo da oggetti che guardiamo dall'alto, ma che osserviamo anche da dentro la Terra e sotto l'acqua".

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Traduzione a cura di Antonio De Comite

Nota aggiuntiva: per onor di cronaca, il terremoto di San Juan del 23 novembre 1977 causò centinaia di vittime, tra cui 65 sepolte vive e 209 persone ferite in modo grave. Ora, collegare questo terremoto all'interazione di UFO in zona è altamente forzato ed azzardato. Che ci siano dei collegamenti tra fenomeni sconosciuti, magari di origine più terrena che esoterrena, e movimenti tellurici di varia intensità è un fatto assodato, basti pensare alle cosiddette "luci sismiche". Ma, quando si parla che sia stato un disco volante sotterraneo il discorso è da prendere con le dovute cautele del caso. Nessuno mette in dubbio che in rari casi, oggetti volanti non identificati abbiamo prodotto dei "danni", ma in questo caso gli ufologi intervistati dal quotidiano argentino "Cronica" hanno solo "parlato" ma non mostrato prove incontrovertibili di ciò. Che dire, il caso UFO di cui abbiamo parlato sopra rimane aperto, ma come percentuale (tra causa ed effetto) lo releghiamo ad un numero bassissimo di probabilità, se non nulle.
READ MORE - Un UFO causò il terremoto di San Juan del 1977?

L'interesse per gli UFO del principe Filippo ispira una nuova biografia

Il principe Filippo, Duca di Edimburgo e marito della regina d'Inghilterra, è anche un fervente appassionato di UFO. I suoi interessi sugli UFO non solo sono inclusi in una nuova biografia, ma l'autore Philip Eade scrive che l'idea della biografia è nata mentre pensava di scrivere un libro sugli ufologi di primo piano nel periodo dopo la Seconda Guerra Mondiale. La biografia è intitolata "Prince Philip: The Turbolent Early Life of the Man Who Married Queen Elizabeth II" e dimostra di essere un ottima lettura.

In una recente storia apparsa su The Daily Beast, sono stati messi in evidenza 12 dei più "succosi pezzi" della biografia. Per quanto riguarda le parti dedicate agli UFO vi è scritto:

"Nel corso di tale ricerca, Eade ha scoperto non solo che il principe Filippo era abbonato alla rivista Flying Saucer Review, ma che una volta inviò il suo scudiero, Sir Peter Horsley, per incontrare un umanoide extraterrestre in una casa a Ealing." Scrive Eade che "un certo numero di testimoni furono invitati a Buckingham Palace per discutere le loro esperienze, come Horsley poi spiegò, a 'metterli sotto i riflettori' e alla prova della loro onestà, alla presenza della famiglia reale, un metodo efficace come ogni siero della verità". Horsley fu nello staff del personale del principe dal 1952 al 1955 prima di salire agli alti livelli della Royal Air Force. Quando Horsley pubblicò le sue memorie nel 1997, un alto funzionario del Ministero della Difesa commentò, "è un peccato che il pubblico apprenda che l'uomo che aveva il dito sul pulsante dello Strike Command vide i piccoli omini verdi".

Anche se può sembrare sorprendente che un membro della famiglia reale avrebbe un interesse per gli UFO, il principe Filippo non è il primo. In realtà suo zio, Lord Mountbatten (vedi immagine sopra), ebbe un interesse simile. In una biografia di Philip Ziegler del 1985, scrisse che Mountbatten aveva idee dichiaratamente "inverosimili" sulle origini del misterioso fenomeno. Ziegler ha spiegato questa idea nel suo libro:

"(eravamo) entrambi convinti che provenivano da un altro pianeta, ma siamo giunti reciprocamente e in modo indipendente alla conclusione che non erano 'aeroplani' pilotati da umani piccoli e quasi sciocchi, ma erano essi stessi abitanti veri e propri: marziani, venusiani, gioviani o quello che volete voi. Perchè la vita in un altro pianeta, con condizioni completamente diverse, debba in qualche modo rassomigliare alla vita sul nostro pianeta? I loro abitanti potrebbero essere 'gassosi' o circolari o molto grandi. Certamente non respirano, non possono aver bisogno di mangiare e dubito, se hanno bambini, che parti dei loro grandi dischi possano rompersi e crescere in una nuova creatura. Il fatto che essi possano librarsi e accelerare allontanandosi dalla gravità terrestre e ancora ruotare attorno ad una V2 in America (come riportato dal loro capo scienziato) dimostra che essi sono molto più avanti di noi. Se davvero arrivino in una grande strada che possa risolvere la guerra capitalista-comunista, se la razza umana vuole davvero sopravvivere potrebbe essere necessario unirsi ad essi."

Nel 1955 Lord Mountbatten investigò su un incidente UFO avvenuto nel suo cortile di casa e, letteralmente, la sua teoria fu messa alla prova. Nel libro di Timothy Good Above Top Secret, vi è una relazione scritta da Lord Mountbatten sulla sua investigazione di un avvistamento attorno a Broadlands Estates a Romsey, Hampshire. Frederick Briggs, un sergente della British Army in pensione, stava lavorando sul posto come muratore, quando disse di aver visto un grande velivolo in bilico su un campo. Disse che una colonna fuoriuscì dal centro del velivolo e sembrò apparire una figura umanoide discendere con la colonna stessa (vedi sotto disegno dell'UFO avvistato, con entità, effettuato dallo stesso Briggs).

Mountbatten afferma, nel suo rapporto, che personalmente intervistò il signor Briggs. Egli riferisce che Briggs "non ha dato l'impressione di essere il tipo di uomo che fosse stato colpito da allucinazioni, o in qualche modo inventarsi una storia".

In una intervista a Nick Pope, un uomo che ha condotto indagini ufficiali sugli UFO per il Ministero della Difesa britannico, fu chiesto dell'interesse della famiglia reale sugli oggetti volanti non identificati. Pope fu reticente a parlare sul tema, affermando:

"Um...questa per me è un'area difficile in cui entrare. Naturalmente, anche se ho lasciato il Ministero della Difesa, sono ancora vincolato ai segreti atti ufficiali e che mi lega per la vita. Si, lo so che alcuni membri della famiglia reale hanno interesse per gli UFO, i crop circles e l'ignoto in generale, ma a causa del mio giuramento di sicurezza ho timore a discutere realmente di ogni dettaglio di questi argomenti".

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Traduzione e adattamento a cura di Antonio De Comite
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E.T. potrebbe esistere in pianeti dissimili alla Terra

martedì 22 novembre 2011

Gli extraterrestri possono realmente vivere in pianeti che sono assolutamente dissimili dalla Terra. Gli astronomi stanno pensando di ampliare la zona di abitabilità di un pianeta, per includere una serie di criteri più ampi.

Per molto tempo, l'idea che solo pianeti simili alla Terra potevano ospitare la vita fu lo standard per gli astronomi, che andavano alla ricerca di vita aliena. Ora che sono già stati scoperti più di 700 pianeti extrasolari e, di quel numero, solo pochi sono inseriti nella cosiddetta "zona abitabile", gli scienziati iniziano ad affermare che, limitando la ricerca di vita extraterrestre in pianeti simili alla Terra, si potrebbe per finire di escludere altre possibilità di vita aliena.

Per scienziati come Dirk Schulze-Makuch, un astrobiologo della Washington State University School of Earth e Environmental Sciences e Abel Mendez, esperto in modellazione presso la University of Puerto Rico, il modello di pianeti in grado di ospitare la vita dovrebbe essere sostituito da un criterio più ampio di ciò che costituisce la zona abitabile.

Il concetto di zona abitabile fu reso popolare dall'astronomo Michael Hart, negli anni 70 del secolo scorso. Secondo Hart, la Terra era l'unica casa possibile per la vita nella Galassia. La zona abitabile o zona "Riccioli d'Oro" è il posto in cui un pianeta ha una temperatura tale affinchè possa esistere acqua allo stato liquido sulla superficie.

"La prima domanda è se simili condizioni a quelle presenti sulla Terra possono essere trovate su altri mondi, dal momento che sappiamo empiricamente che queste condizioni potrebbero ospitare la vita", afferma Schulze-Makuch. "La seconda domanda è se esistano le condizioni per esopianeti che suggeriscano la possibilità di altre forme di vita, note o meno note che siano".

La vita come noi la conosciamo non può esistere senza acqua. Tuttavia, organismi denominati "estremofili", che possono sopravvivere negli ambienti più ostili, hanno portato gli scienziati a ripensare la loro definizione di vita. La vita potrebbe, effettivamente, sopravvivere in altre parti della Galassia, che non dispongono di acqua.

Il nuovo indice che Schulze-Makuch e i suoi co-autori propongono è diviso in due differenti parti - un Earth Similarity Index (ESI) per categorizzare pianeti con caratteristiche più simili alla Terra e un Planetary Habitability Index (PHI) per descrivere una varietà di parametri chimici e fisici che conducano, teoricamente, alla vita in condizioni più o meno estreme.

La vita aliena potrebbe essere basata su elementi diversi dal carbonio e potrebbe, addirittura, non aver bisogno di un ambiente a base d'acqua. La vita potrebbe adattarsi a usare qualsiasi tipo di liquido. Sotto l'indice proposto, i pianeti potrebbero ottenere un basso tasso ESI, ma anche un maggior punteggio PHI. Ciò darà agli scienziati una visione più complessa di abitabilità planetaria.

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Traduzione e adattamento a cura di Antonio De Comite
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Paul Davies: "il segnale Wow resta un mistero"

Il controverso segnale ricevuto dallo spazio interstellare rimane un enigma e, ancora, sfida la naturale spiegazione, ha dichiarato un esperto.

I ricercatori che lavoravano presso il radio osservatorio Big Ear della Ohio University scoprirono, nel 1977, una registrazione di un segnale ricevuto dallo Spazio profondo.

"Fu chiamato 'segnale Wow' perchè non fu ascoltato e prelevato in quel momento. Era presente nella registrazione informatica che, in quei giorni, era stampata su fogli di carta", ha dichiarato lo scienziato Paul Davies.

Davies è presidente del Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence): Post-Detection Science and Technology Taskgroup della International Academy of Astronautics ed è professore alla Arizona State University.

"Fu un impulso piuttosto lungo; non era un blip. Non fu mai spiegato, in modo soddisfacente, come un fenomeno naturale", ha detto.

Sopra Paul Davies

Nella sua ricerca di intelligenze extraterrestri, Davies ha riferito che nei primi anni 60 del secolo scorso molti autorevoli scienziati consideravano il campo di ricerca come ridicolo.

"Negli anni 60, se dicevi che eri alla ricerca di vita intelligente nell'Universo, ti poteva anche venire detto che andavi a caccia di fate".

"Tutti erano convinti che la vita fosse un bizzarro mostro, un'abberazione confinata alla Terra".

Il segnale, che arrivò approssimamente dalla costellazione del Sagittario, non fu mai più ripetuto, ma Davies ha affermato che gli astronomi non hanno risorse sufficienti per concentrarsi in quella zona del cielo.

"Ogni volta che i radioastronomi hanno avuto il tempo per puntare i telescopi in quella parte del cielo, non hanno raccolto nulla".

"Se potesse bastare guardare in quella regione del cielo per un decennio, forse ce ne sarà un altro, ma non hanno le risorse per farlo".

Davies ha una lunga carriera in fisica teorica, cosmologia e astrobiologia ed è autore di diversi libri , da "The Physics of Time Asymmetry" del 1974 al più recente "The Eerie Silence".

Nel suo ruolo per il SETI, ha il compito di proporre dei piani d'azione in caso di contatto con una civiltà extraterrestre avanzata.

Ha un asteroide che porta il suo nome, 6870 Pauldavies, ed è il precursore della teoria della panspermia - ossia che la vita è ampiamente distribuita nell'Universo. Sulla Terra l'origine della vita può essere merito di Marte attraverso l'impatto di meteore e asteroidi.

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Pinochet fu visitato da un UFO un giorno prima dell'attentato

lunedì 21 novembre 2011

Il ricercatore e scrittore UFO spagnolo Juan José Benitez ha dichiarato che un oggetto volante non identificato (UFO) "visitò" il dittatore cileno Augusto Pinochet un giorno prima l'attentato del 1986.

L'autore della saga Caballo de Troya, che ha visitato la capitale cilena per partecipare alla Fiera Internazionale del Libro di Santiago, ha ammesso che si tratta di un caso "rilevante" per la "natura del personaggio".

Benitez ha affermato che "un giorno prima dell'attentato che colpì il generale Pinochet (il 7 settembre 1986), un UFO si soffermò sopra la tenuta del generale e fu visto da tutta la Polizia, le guardie e i Carabinieri sia che stavano fuori, che all'interno".

"Tirarono fuori le armi e si creò un pandemonio", ha affermato l'esperto della problematica UFO, scrittore di decine di libri di investigazione e fantascienza attorno al tema UFO, come Los Astronautas de Yahvé, Mis OVNIS Favoritos e Los Espias del Cosmos.

Il 7 settembre del 1986, un comando di ribelli del Fronte Patriottico Manuel Rodriguez (FPMR) effettuò un imboscata al convoglio in cui viaggiava Pinochet nella zona del Cajon del Maipo, alla periferia di Santiago, dove il dittatore aveva la sua tenuta di vacanza.

Nell'attacco morirono cinque guardie del corpo di Pinochet e con il ferimento lieve ad una mano dello stesso dittatore, che viaggiava in un veicolo blindato con il nipote.

Pur riconoscendo che "vedere un UFO sopra un qualsiasi sito non è una rarità", Benitez ha riferito che il caso fa parte degli archivi classificati gestiti dalle autorità cilene, a causa della "rilevanza" del personaggio coinvolto.

Benitez dichiara inoltre che "ci sono centinaia di casi in Cile, molto più importanti e spettacolari, che non sono stati ancora declassificati".

Il ricercatore e scrittore Benitez è stato molto critico sui processi di declassificazione di informazioni sugli UFO, incluso quello che accade in Cile.

E su ciò Benitez sembra avere le idee chiare: "io credo che ci siano degli ordini, molto concreti a livello di ordinamento militare, inclusi capi di Stato, che dipendono dagli Stati Uniti. E' semplice".

"La gente non saprà mai la verità dal Pentagono o dalla NATO, enti direttamente gestiti dagli americani", ha concluso Benitez, i cui libri sono stati letti da circa 20 milioni di persone al mondo.

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Risolto il mistero della mummia extraterrestre

Ormai è una prassi degli ultimi tempi, diffondere - senza verifica - notizie in pasto alla gente, così sensazionali che ormai sono diventate - purtroppo - una triste consuetudine.

L'ultima in ordine di tempo è quella della cosiddetta "mummia extraterrestre".

La notizia, veicolata sul web in primis da "Daily Mail" (sito non nuovo a dicerie simili) e poi ripresa anche da siti ufologici italiani, illustra l'informazione data dal presunto antropologo Renato Riquelme Davila, il quale asserisce di aver scoperto un "essere non umano" all'interno del Museo Antropologico Privato, una reliquia mummificata situata all'interno della struttura di Quispicanchi a Cuzco.

Renato Riquelme Dalva, inoltre, dichiara che l'essere è alto 50 centimetri, ha un cranio triangolare e tremendamente più grande del resto del corpo. Inoltre ha affermato che medici spagnoli e russi, venuti in loco per analizzarla, hanno asserito che era per davvero un essere non di questo mondo.

Come avete notato, ci sono molti punti oscuri sulla vicenda. Abbiamo un antropologo che non riconosce di primo impatto di cosa si tratti e si rivolge a medici "non identificati" che fanno un'analisi visiva (alla faccia delle ripetute e rigorose analisi galileiane) e affermano immediatamente che si tratta di un extraterrestre. Non parliamo poi della struttura, una casa adibito a Museo Antropologico, non ha senso logico. Poi, facendo una ricerca su Google per trovare studi scientifici di questo antropologo, ci si rende conto che quest'uomo è conosciuto solo...per quello che ha pubblicato "Daily Mail".

Ma non finisce qui, per saperne di più ho contattato - scrivendo su forum apposito - il sito di "Criptozoo", portale italiano che si occupa di Criptozoologia, composto da gente preparata, esperta e che "lavorano sul campo" - anche - su mammiferi e primati.

Uno dei moderatori del sito, l'utente "Mauro", mi ha subito risposto affermando ciò:

"Si tratta di un mammifero...e di un primate per giunta. Si tratta di un cranio umano (come facilmente visibile dalla dentizione e dalle suture craniche) artificialmente deformato. Visto il luogo del ritrovamento si potrebbe anche azzardare un'appartenenza (Cultura Paracas), ma molte culture dell'America Centrale e Meridionale (inclusi i celebri Maya) praticavano la deformazione artificiale del cranio dei neonati, quindi il campo è aperto. Niente che non si sapesse già quindi".

Quindi un mistero risolto, prima del nascere. Quanto ancora dobbiamo sorbirci il sensazionalismo che ormai ha stancato?


Antonio De Comite
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Il Centro Ufologico Ionico e gli internauti: come spiegare il calo di visite

domenica 20 novembre 2011

Caro internauta che ci leggi. Ti scrivo per comprendere le motivazioni della tua assenza assidua, gli scarsi commenti che posti, l'interazione fattiva che avevi con noi fino a qualche mese fa. Vorremo capire i problemi e cercare di risolverli assieme.

Fino a qualche tempo fa e quando ci seguivi sul vecchio sito del Centro Ufologico Ionico era davvero entusiasmante la tua presenza, con numeri - in alcuni casi - da "capogiro". Oggi, da quando abbiamo "migrato" su blogspot abbiamo avuto un calo pauroso delle vostre preziose visite, quell'energia che ci invogliava a fare di più e meglio.

La nostra migliore ricchezza siete Voi, cari amici internauti, siete voi che ci date quella linfa per andare a mille. Forse abbiamo sbagliato qualcosa, ma non sappiamo dove.

Non crediamo di aver mancato il nostro impegno per divulgare al meglio delle nostre possibilità. Per Voi abbiamo alcune novità interessanti nel cassetto, come quelle ormai presenti della rivista aperiodica e gratuita "Res Inexplicata Volans" e la CUI Web TV che aprirà i battenti quando saremo pronti e con una location e attrezzatura adatta. Senza di quella non possiamo mai imbarcarci in una avventura affascinante, ma pur sempre rischiosa. Ma partiremo a breve anche con una CUI Web Radio, più semplice e più immediata.

Probabilmente, caro Internauta, non è piaciuta (almeno lo pensiamo) la nostra modifica di cadenza di informazione, che da quasi giornaliera è diventata di una volta alla settimana. Se è questo il motivo, lo speriamo, da domani riprenderanno gli aggiornamenti con cadenza quasi giornaliera.

Resta il fatto che abbiamo bisogno di Voi, del Vostro calore, della Vostra autorevole presenza su questo blog.

Saluti a tutti gli amici internauti.

Antonio De Comite
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7 giorni UFO: Sconcertanti strutture su YU55 e sonde extraterrestri nel Sistema Solare

lunedì 14 novembre 2011

E mentre nel mondo ufologico è in corso un dibattito ferrato sulle ultime dichiarazioni negazioniste dell'amministrazione Obama in tema di vita extraterrestre, affermazioni ufficiali in risposta alle inutili petizioni inviate direttamente alla Casa Bianca da alcuni ufologi statunitensi e italiani e di cui il Centro Ufologico Ionico ha dato una sua personale opinione sul tema in questione, sono passate colpevolmente, aggiungiamo noi, inosservate alcune notizie che potrebbero aprire dibattiti più concreti in tema di vita extraterrestre e senza a andare a caccia di complotti forzati ed azzardati.

Se per l'amministrazione Obama la possibilità di trovare forme di vita extraterrestre intelligente e tecnologica è davvero circoscritta al lumicino, alcuni scienziati affermano che probabilmente abbiamo cercato in posti sbagliati, scandagliando una parte davvero minimale del Cosmo.

E' la tesi di due ricercatori della Penn State University (Pennsylvania), Jacob Haqq-Misra e Ravi Kumar Kopparapu, autori dello studio “On the likelihood of non-terrestrial artifacts in the Solar System” apparso su ArXiv e accettato per la pubblicazione su Acta Astronautica.

La ricerca in questione ha a che fare con il famoso Paradosso di Enrico Fermi che in poche parole affermava che “se ci sono (ndr gli extraterrestri), dove sono tutti quanti?”, ma in modo più possibilista.

Gli studiosi della ricerca hanno fatto un approccio matematico al problema e sono giunti alla conclusione che, semplicemente, l'umanità non ha guardato in abbastanza luoghi per assicurarsi che nessun artefatto extra-terrestre esista nel Sistema Solare che ci ospita. In poche parole, secondo i due ricercatori, abbiamo l'ago in un piccolo angolo di un fienile.

Haqq-Mistra e Kopparapu nel loro studio affermano:“l'immensità dello Spazio, combinata con le nostre limitate ricerche in questo periodo, implica che qualunque sonda esploratrice senza equipaggio di origine extra-terrestre possa essere di piccole dimensioni, nascosta in molti luoghi e, perciò difficilmente rilevabile. Nella fascia degli asteroidi probabilmente passeranno inosservate, soprattutto se le loro dimensioni sono tra gli uno e i dieci metri”.

Il ricercatore Haqq-Mistra si spinge oltre e dichiara: “gli artefatti extra-terrestri possono esistere nel Sistema Solare a nostra insaputa, semplicemente perchè non abbiamo guardato abbastanza. Pochi o nessun tentativo sarà capace di rilevare una sonda di queste dimensioni”.

Utilizzando un approccio probabilistico per determinare se abbiamo guardato abbastanza il Cosmo, i ricercatori dichiarano che, ipoteticamente, queste sonde possono essere più vicine di quanto immaginiamo. Potrebbero esistere già tra di noi.

Haqq-Mistra e Kopparapu affermano che: “la superficie della Terra è uno dei pochi luoghi del Sistema Solare che è stato accuratamente esaminato con una risoluzione spaziale di meno di tre metri. Ma, anche se gli esseri umani si sono estesi attraverso la superficie solida della Terra, ci sono ancora grotte, giungle e deserti, come il fondo dell'oceano e zone del sottosuolo che non sono state esplorate”. Quindi, anche se lo ritengono al momento azzardato, i ricercatori non escludono che anche sul nostro pianeta ci siano sonde di questo tipo, magari camuffate. Stessi artefatti extra-terrestri potrebbero essere presenti anche sulla Luna e su Marte.

Seth Shostak (vedi immagine sopra), astronomo senior del SETI Institute, collegandosi allo studio dei due colleghi scienziati, aggiunge: “immaginate il Sistema Solare come uno stadio di football, con il Sole sulla linea di 50 yard (ndr 1 yard equivale a 0,9144 metri) e Nettuno, il pianeta più lontano (come determinato dal voto astronomico), nell'ultima fila di sedili nella zona di chiusura. In questa scala, la Terra non è più grande di una matita, ma una sonda spaziale grande quanto un autobus avrebbe le dimensioni di un atomo!”.

Quindi, secondo Shostack, è molto difficile scovare queste sonde, a meno che questi oggetti artificiali non emettano onde radio rumorose (finalizzate verso la nostra strada) oppure che siano in possesso di, volgarmente dette, un insieme di luci lampeggianti.

Anche Shostack non esclude la presenza di questi artefatti, magari sotto forma anche di lastre monolitiche e dichiara: “non c'è nessuna prova che siamo osservati, ma non si può escludere neanche una nascosta sorveglianza. E' necessario avere familiarità con questa situazione. E' come fare shopping nel vostro negozio locale”.

Shostack consiglia per il futuro di concentrare la ricerca all'interno dei cosiddetti “Punti di Lagrange” (vedi immagine sopra) tra la Terra e la Luna, dove una ricerca dettagliata di oggetti artificiali di origine non terrestre può essere intrapresa. I punti Lagrangiani sono cinque posizioni nello Spazio – tutte relativamente vicine – dove la somma di tutte le forze gravitazionali e centrifughe è uguale a 0. Mentre la maggior parte dei punti è instabile, i punti di Lagrange 4 e 5 sono ottimali per una sosta a lungo termine e per trovare sonde artificiali non terrestri.

Davvero importanti aperture accademiche, seppur ipotetiche, basilari in tema di presenza extra-terrestre nelle nostre vicinanze e sulla Terra, lontanamente impensabili fino a qualche decennio fa.

Queste aperture accademiche dovrebbero rendere felici molto ufologi, ma noto che molti pensano e si concentrano su castronerie apocalittiche e petizioni inutili. Ma tantè, l'Ufologia – quantomeno una parte di essa – è oggi in una fase di declino comatoso.

L'altra notizia, non sufficientemente approfondita, è quella dell'asteroide YU-55. Il giorno 8 novembre 2011 il corpo celeste, dal diametro di circa 400 metri, ha “sfiorato” la Terra.

Il corpo spaziale ha raggiunto una distanza minima dalla Terra, in termini astronomici, di 324.600 chilometri dal centro del pianeta che ci ospita.

Il passaggio ravvicinato dell'asteroide alla Terra ha permesso un visione più dettagliata di questi corpi ancora misteriosi. Infatti, la NASA ha mostrato delle immagini radar catturate dalle antenne dell'osservatorio Deep Space Network di Goldestone (California), foto captate il giorno 7 novembre 2011 mentre l'oggetto spaziale si trovava a 1,3 milioni di chilometri di distanza dalla Terra.

Secondo gli scienziati, che hanno definito le immagini come “quelle a più alta risoluzione dei cosiddetti NEO's (Near Earth Objects)”, sulla superficie sono state riscontrate delle anomalie non spiegate.

In Italia, l'ANSA ha parlato della scoperta di “interessanti strutture” sulla superficie di YU-55, ma “stranamente” la frase non corrisponde a quella ufficialmente divulgata.

Il JPL (Jet Propulasion Laboratory di Pasadena, California) in una nota diramata il giorno 8 novembre 2011 afferma, per voce di Lance Benner astronomo radar e principale ricercatore per le osservazioni di 2005 YU-55, così: “l'animazione (ndr si riferisce alla successione delle immagini di YU-55) rivela sconcertanti strutture sulla superficie che ancora non abbiamo compreso. Fino ad oggi, abbiamo visto meno della metà della superficie, quindi ci aspettiamo altre sorprese”.

Come avete notato esiste una bella differenza tra “interessante” e “sconcertante”. Cosa potevano essere quelle “sconcertanti” strutture? Non è dato sapere ancora, potrebbero anche essere strane conformazioni naturali, come potrebbero essere anche artificiali. Nessuno può confermare o meno una di queste ipotesi.

E proprio questo enigma ha permesso ad alcuni di alimentare le loro fantasie, anche azzardate, sul fatto che YU-55 fosse con certezza una astronave extra-terrestre.

Richard Hoagland, ex consulente della NASA, afferma di aver fatto analizzare le prime immagini del corpo spaziale da Richard D. Morningstar – editore di UFO Digest e collaboratore del portale Rense.com – e i risultati sarebbero stati sconvolgenti, risultanze che allontanerebbero la tesi dell'asteroide tipico.

Morningstar, analizzando l'immagine (vedi sopra) del “lato sinistro della prima foto” e effettuando dei miglioramenti sulla fotografia, ha dichiarato: “l'oggetto ha una forma interessante. Sembra essere emisferico o a forma di disco” (…) “al mio occhio, sembrano che ci siano troppe simmetrie in questo oggetto per essere un asteroide ordinario” (…) “sembra più una piccola luna”.

Poi, se non bastasse, Morninstar ha mostrato una rielaborazione delle apparenti simmetrie da lui viste e ne è venuta fuori una bella astronave extra-terrestre sferica.

Ci vuole tanta fantasia per far ciò, ma le sconcertanti strutture su 2005 YU-55 sono presenti e lo hanno affermato, ufficialmente, gli scienziati del JPL.

Ma l'immagine dell'anomalia su 2005 YU-55 non ci è stata mostrata. Noi del Centro Ufologico Ionico abbiamo provato a “scovarla”, andando a visualizzare una delle poche immagini rilasciate dal JPL.

A quanto (come vedete sopra nella nostra analisi, nella immagine radar generata da dati ricevuti dal Radar Telescopio di Arecibo ad aprile 2010) pare sono presenti, effettivamente, delle strane strutture sulla superficie di 2005 YU-55 e, ingrandendole, sembrerebbero davvero strane. Sono queste le strutture “sconcertanti” citate da Lance Benner del JPL? Non lo sappiamo, magari quelle “scovate” dal CUI possono essere anche “anomalie ottiche” dovute al “rilevamento radarico” e, chissà, le enigmatiche strutture sono posizionate altrove.

Ma, se fossero invece quelle, sono davvero un rompicapo per gli scienziati e davvero “aliene” in un contesto classico di asteroide. Ma come sappiamo non è la prima volta che vengono rilevate strane anomalie ed enigmatiche strutture sugli asteroidi, basti pensare ad Eros. Ma questa è un'altra storia.

Arrivederci alla prossima settimana.


Scritto a cura di Antonio De Comite (fondatore Centro Ufologico Ionico)

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7 giorni UFO: Spiegati gli UFO sferici dei filmati NASA?

lunedì 7 novembre 2011

Ben ritrovati con la consueta rubrica "7 giorni UFO". Apriamo con una chicca, la quale potrebbe spiegare convenzionalmente la maggior parte dei misteriosi oggetti sferici fluttanti nei pressi delle navette spaziali della NASA.

Si tratterebbe di un AERCam Sprint (Autonomous Extravehicular Activity Robotic Camera Sprint), esperimento progettato per dimostrare l'uso di un prototipo di una camera televisiva a volo libero che potrebbe essere utilizzata per i controlli a distanza degli esterni della International Space Station.

La AERCam Sprint ha un diametro di circa 36 centrimetri e di un peso di circa 16 chilogrammi. La sfera contiene due camere televisive, un sistema avionico e 12 piccoli propulsori alimentati da nitrogeno gassoso. La sfera, dalle sembianze di un grande pallone da calcio, è stata rilasciata per la prima volta da Winston Scott (Mission Specialist) durante la passeggiata spaziale della missione STS-87 (19 novembre 1997 – 5 dicembre 1997) e volò liberamente fuori dal vano cargo per circa 30 minuti. Il volo libero fu controllato da remoto dal pilota Steve Lindsey dal ponte di volo dello Shuttle, utilizzando un controllo manuale, due computers portatili e un'antenna montata sulla finestra del veicolo spaziale. La sfera è progettata per muoversi molto lentamente alla velocità di meno di un quarto di piede per secondo. Inoltre, è rivestita di uno strato di feltro Nomex per attutire qualsiasi contatto involontario con la superficie della navetta spaziale e prevenire danni (vedi video a questo link).

Mistero risolto dunque? Con ogni probabilità si, anche se alcuni filmati e testimonianze rimangono avvolti nell'enigmatico più assoluto.

Passiamo ora ai veri UFO.

César Cabo portavoce della Unión Sindical de Controladores Aéreos (USCA) ha dichiarato il giorno 11 ottobre 2011 che tre equipaggi di aerei civili hanno avvistato un UFO

La dichiarazione è apparsa prima su Twitter e poi ha fatto il giro del mondo, soprattutto dei ricercatori che si occupano di UFO.

L'avvistamento è avvenuto nel primo pomeriggio del giorno 11 ottobre 2011 nello spazio aereo dell'aeroporto di Barajas. Nella torre di controllo ricevettero una “strana” notifica da uno degli aerei nella zona che diceva: “Sto rilevando sul mio radar un bersaglio”. In gergo un “bersaglio” si riferisce ad un elemento sconosciuto. All'inizio l'affermazione non potè essere corroborata da terra, nemmeno i radar secondari rilevarono nulla di insolito. Poco dopo, un secondo pilota allerta la torre di controllo di un'altra “luce bianca” sopra i suoi monitors; poi, un terzo aereo riferì la stessa cosa al Centro di Controllo di Barajas.

Secondo le informazioni fornite da César Cabo, le segnalazioni crearono un gran trambusto tra gli addetti alla torre di controllo, un'atmosfera mista di sorpresa, confusione e irrequietezza. Per molto tempo si è cercato di spiegare l'avvistamento, ma alla fine si sono arresi. Qualunque cosa abbia sorvolato Barajas non era senza dubbio un aereo.

Sempre secondo César Cabo, che nel frattempo ha confermato il tutto in una intervista radiofonica al programma della RTVE (Radiotelevisión Española) “Espacio en Blanco puntata n°325” condotto da Miguel Blanco, il fenomeno non è così insolito come si potrebbe pensare ed afferma: “da tempo i piloti rilevano sui loro radars elementi con accelerazione non balistica”. Praticamente, nessun caso ottiene una spiegazione razionale.

Quindi, come avete letto, ci sono ancora casi non spiegati, rilevati sui radar, da piloti e addetti alle torri di controllo, casi probanti che stranamente non hanno "eco" mediatica planetaria. UFO reali.

Passiamo ora a viaggiare virtualmente oltre la Terra.

Sono innumerevoli le notizie che giornalmente arrivano dall'Universo e che portano a confermare, ancora di più, che la vita è altamente diffusa nel Cosmo.

Scienziati statunitensi hanno studiato il processo che dimostra come alcuni elementi chiave per la formazione dei pianeti dove alberga la vita provengono dall'esplosione di stelle supernovae.

Un gruppo di ricercatori diretto da John Hugles dell'Università di Rutgers (USA), ha utilizzato i dati dell'osservatorio Chandra dei Raggi X della NASA per realizzare uno studio sopra la formazione di esplosioni di supernovae.

Gli specialisti analizzarono la stella Cassiopea A (Cas A), i resti di una supernova (vedi immagine sopra), ossia una struttura a nebulosa originatasi da una gigantesca esplosione di una stella circa 325 anni fa. Cassiopea A si incontra nella costellazione di Cassiopea, a una distanza di 10.000 anni luce dal sistema solare ed è la fonte astronomica di emissioni radio più brillante nello Spazio conosciuto. Una immagine a raggi X di questo oggetto ha rivelato gruppi di gas di siliceo, zolfo e ferro che vengono espulsi dal centro della stella.

Grazie allo spettrometro ACIS installato nel telescopio, gli astronomi hanno potuto ottenere immagine di Cassiopea A che mostrano la distribuzione degli atomi di ossigeno, silicio e ferro in questo scudo d'espansione, che ha una temperatura di circa 50 milioni di gradi Fahrenheit e rivela come questi elementi si mescolano con il gas e la polvere dell'ambiente interstellare.

Lo scudo d'espansione della supernova viaggia ad una velocità di 800 chilometri al secondo. E' un viaggio abbastanza rapido perchè le immagini scattate nel corso degli anni dall'osservatorio cosmico Chandra mostrano come i nodi di materia che si formano nello scudo cambiano e si raffreddano.

Monitorando questi cambiamenti, gli astronomi sperano di conoscere con quale rapidità e in quale forma gli elementi espulsi si depositano nel mezzo interstellare.

Ma le sorprese da Cosmo non finiscono qui, anzi riguardano anche un pianeta del Sistema Solare che ci ospita. Stiamo parlando di Mercurio.

La sonda spaziale Messenger della NASA ha scoperto “strane cavità” (vedi immagine sopra) sulla superficie del pianeta.

Le immagini scattate in orbita mostrano migliaia di particolari “depressioni” in una varietà di longitudini e latitudini, che variano nella forma dai circa 18 metri ad oltre un chilometro di diametro, e dai 18 ai 36 metri di profondità.

Nessuno sa come siano apparsi.

David Blewett, membro del team scientifico dello Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory ha dichiarato: “queste cavità sono state una grande sorpresa. Abbiamo sempre pensato a Mercurio come una reliquia, un posto che non cambiava di molto, ad eccezione dei crateri da impatto. Ma le cavità scoperte sembrano essere più giovani dei crateri in cui si trovano. Questo significa che la superficie di Mercurio, in modo sorprendente, è ancora in evoluzione”.

Il Mars Reconnaissance Orbiter ha rilevato depressioni simili nel ghiaccio di anidride carbonica, nel polo sud di Marte, dando a quella superficie l'apparenza di un “formaggio svizzero”. Su Mercurio, invece, sono state trovate in una roccia e, spesso, hanno interni luminosi e aloni.

Incalza Blewett: “non abbiamo mai visto nulla di simile su una superficie rocciosa. Mercurio è praticamente privo di atmosfera, il vento non soffia e la pioggia non cade. Quindi le cavità non sono state scolpite dal vento o dall'acqua. Altre forze devono essere al lavoro”.

Quali forze aggiungiamo noi? Per il momento tante ipotesi, ma nessuna certezza. Resta tutto enigmatico, ma dimostra come noi non conosciamo assolutamente nulla delle forze (naturali e, chissà, artificiali) che plasmano la vita dell'Universo conosciuto e non.

Concludiamo con le risultanze che provengono direttamente dalla Casa Bianca, in merito alle due petizioni inviate da ufologi americani e italiani che richiedevano a gran voce la verità sulla presenza extraterrestre sulla Terra.

La risposta è stata scontata: nessuna prova concreta della presenza extraterrestre sulla Terra e nessun insabbiamento sugli UFO.

Ci domandiamo, a cosa servono queste petizioni se il risultato appare scontato? Ma davvero si credeva in risposte epocali e che potevano cambiare la Storia dell'Umanità? Suvvia.

Arrivederci alla prossima settimana.


Scritto a cura di Antonio De Comite (fondatore del Centro Ufologico Ionico)

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