7 giorni UFO: Dalle tecnologie aliene di Paul Davies agli Incontri Ravvicinati del Sacro Tipo

lunedì 17 ottobre 2011


SETTIMANA DAL 10 AL 16 OTTOBRE 2011

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da vari avvenimenti, più o meno collegati al fenomeno UFO.

Partiamo dalle dichiarazioni del noto astrofisico Paul Davies in tema di extraterrestri.

L'eminente scienziato non è nuovo ad affermazioni "eretiche" in tema di altre civiltà, ipoteticamente sparse nell'Universo.

In un articolo apparso il giorno 9 ottobre 2011 sul sito di divulgazione scientifica "Daily Galaxy", Davies ha ipotizzato l'esistenza di tecnologia extraterrestre che va al di là di quella materiale, al di là di quello che "normalmente" si ipotizza.

Nel suo nuovo libro "The Eeerie Silence", Davies "vede" una tecnologia extraterrestre che non è costituita di materia, non ha dimensioni nè forme, non ha confini definiti. E' dinamica in tutte le scale dello Spazio e del Tempo oppure sembra non essere nulla che possiamo discernere.

Inoltre, sempre secondo Davies, questa tecnologia extraterrestre sarebbe "Extra-naturale". La tecnologia è, nella sua definizione più ampia, intelligenza e mente.

Forse, gli extraterrestri potrebbero mescolare la loro Mente con lo Spazio.

Descrizioni "eretiche", ipotesi estreme non condivise dalla maggioranza della comunità scientifica internazionale, ma che pone la figura di Paul Davies come uno scienziato coraggioso, che non mostra timore di ciò che pensano i suoi colleghi e va avanti per la sua strada. In fin dei conti sono solo ipotesi, non teorie empiriche.

Sopra il gabbiano scambiato per un UFO

E mentre in ambito ufologico, purtroppo, abbondano ancora i falsi spacciati per veri (vedasi il gabbiano scambiato per UFO e che molti organi di informazione hanno sensazionalisticamente definito il tutto una "prova" dell'esistenza dei dischi volanti) e utopistiche richieste di apertura dei "files" sugli UFO per il presidente USA Obama e giunte attraverso democratiche, ma inutili, petizioni, rimane sempre in auge il connubio tra Testi Sacri e UFO.

Nella prima puntata pilota della serie di documentari televisivi dal titolo "Ancient Aliens" e che andò in onda negli USA il giorno 8 marzo 2009, veniva proposta al pubblico una introduzione su alcuni capisaldi sul presunto connubio tra visite extraterrestri nel passato e religioni del mondo.

In quella puntata pilota prese parte, tra gli altri, il Reverendo Barry Downing della Chiesa Evangelica Presbiteriana.

Downing disse frasi tipo: "...stiamo sostituendo gli angeli di 2000 anni fa con gli angeli hi-tech di oggi e che abbiamo questo bisogno interiore di sentire che non siamo soli nell'Universo, siamo persone di Scienza e ci sentiamo imbarazzati a chiamarli angeli, perchè abbiamo smesso di credere in quel genere di superstizioni, ma ancora crediamo negli alieni provenienti da altri pianeti"; descrivendo invece la famosa visione del profeta Ezechiele, Downing dichiarò in quel documentario che "...Ezechiele vide questa ruota in una ruota e quest'oggetto sembra più hi-tech che sovrannaturale. Non possiamo pensare che quella gente 3000 anni fa potesse capire la differenza fra sovrannaturale e alta tecnologia". Infine sul quesito se la teoria degli "antichi astronauti" si dimostrasse un giorno vera e certa, Downing dichiarò: "...si rafforzerebbe l'idea generale che la nostra storia mondiale e delle religioni debba essere riconsiderata con più rispetto e, anche, con maggior meraviglia. Dobbiamo chiederci come dobbiamo interpretare questa nuova scoperta e di come dobbiamo agire".

Vediamo chi è nel dettaglio il Reverendo Barry Downing, prendendo spunto da ciò che è scritto su Wikipedia: "...è nato nel 1938 a Syracuse (New York) è Reverendo e di un Ministero Presbiteriano. Egli è noto, sopratutto, per il suo libro 'The Bible and Flying Saucers' scritto nel 1968, dove afferma che gli UFO sono responsabili di molti eventi nella Bibbia. Downing è anche un fautore della teoria degli antichi astronauti.

Downing ha ottenuto un dottorato di ricerca nel rapporto tra Religione e Scienza alla Università di Edimburgo di Scozia. Ha anche una laurea in fisica presso l'Università di Hartwick e una laurea al Princeton Theological Seminary (...). E' stato pastore della Northminister Presbyterian Church a Endwell, New York. A Edimburgo ha studiato assieme con il professor John McIntyre e il professor Thomas F. Torrance la sua tesi dal titolo "implicazioni escatologiche della comprensione del Tempo e dello Spazio nel pensiero di Isaac Newton", studio accettato nel 1966. Egli è elencato in Who's Who in Theology and Science, così come in The Encyclopedia of Extraterrestrial Encounters. Ha lavorato come consulente in teologia al MUFON (Mutual UFO Network) dal 1972 ed è uno dei direttori del consiglio internazionale del FUROR (Fund for UFO Research)".

Oggi, dopo oltre 35 anni di onorato servizio, è in pensione, ma le sue dichiarazioni non sono nuove, visto che già nel 1968 scrisse, come abbiamo pocanzi detto, un libro sulla tematica. E poi è un teologo scienziato, una persona che usa la ragione senza però rinnegare la fede.

Infatti in un suo articolo apparso oltre un anno fa sul sito di "AOL News" e dal titolo "Incontri Ravvicinati del Sacro Tipo", oltre a parlare in chiave ufologica degli episodi biblici dell'Esodo, della visione di Ezechiele e dell'Ascensione di Gesù, chiude l'articolo (scritto da Lee Speigel) in questo modo affermando: "Dio, il padre, è quello che chiamerei il Dio che è diverso da noi ed è gran parte inaccessibile. Se Dio è così diverso da noi e, in generale, al di là di noi, allora come fa questo Dio al di là di noi a raggiungerci a noi in amore, e la risposta biblica è attraverso i mediatori".

"Confido che ci sia un Dio padre invisibile e irraggiungibile, che conosco solo attraverso una combinazione di cose, tra cui la rivelazione dell'Antico Testamento degli angeli, o mediatori, o attraverso quello che io ora chiamarei la realtà extraterrestre che vola intorno a noi e sta facendo quello che credo sia stato fatto per molti secoli".

Ma le notizie non finiscono qui e per concludere vi proponiamo una notizia riguardante una scoperta eccezionale nell'ambito della Scienza. La fisica d'avanguardia pone sul "piatto del Sapere" un'altra portata succulenta. Dopo la scoperta di qualche settimana fa dell'apparente superamento del limite della velocità della luce ad opera dei neutrini, questa volta sarebbe stato creato in laboratorio e, apparentemente, per la prima volta un...buco temporale.

Il sito della OSA (The Optical Society) ha scritto che un gruppo di ricercatori della Cornell University in Ithaca, New York, ha dimostrato per la prima volta che è possibile nascondere un evento singolo nel tempo, creando quello che è stato descritto come "editor storico". Con tanta fisica ispirata alla relatività di Einstein, Moti Friedman ed i suoi colleghi hanno spedito un raggio in viaggio attraverso una fibra ottica e attraverso una coppia di così dette "lenti temporali". Tra queste due lenti, i ricercatori sono riusciti a creare brevemente una piccola bolla, o buco, nel flusso della luce. Durante questo brevissimo momento, durato solo una piccolissima frazione di un secondo, il buco ha funzionato come un buco temporale, cancellando il fatto che il brevissimo aumento nella luce sia mai successo. Il team presenterà la proprie scoperte alla Riunione Annuale della Società Ottica (OSA) chiamata "Frontiers in Opctis" (FiO), che si è tenuta ieri a San Jose.

Questo ingegnoso sistema, che è la prima dimostrazione fisica di un fenomeno descritto in origine, in maniera teoretica, circa un anno fa da Martin McCall ed i suoi colleghi dell'Imperial College London, nel "Journal of Optics", si basa sull'abilità di usare impulsi corti e intensi di luce per alterare la velocità della luce mentre viaggia attraverso materiali ottici, in questo caso la fibra ottica. Nel vuoto ovviamente la luce mantiene la sua velocità massima di 299.792.458 m/s. Quando il raggio passa attraverso la lente (un dispositivo di silicio pensato in origine per aumentare la velocità del trasferimento di dati), viene accelerato vicino al centro e rallenta vicino ai margini, facendo si che gonfi verso i margini, lasciando una zona morta intorno alla quale le onde di luce si curvano. Una simile lente messa più avanti sulla via produce gli stessi aggiustamenti ma opposti, resettando le velocità e riproducendo l'originale forma e apparenza dei raggi di luce.

Per testare il funzionamento del loro "mantello temporale" in grado di nascondere eventi nel tempo, i ricercatori hanno creato pulsi di luce direttamente tra le due lenti. I pulsi si sono ripetuti puntualmente a 41 kilohertz. Quando il mantello temporale è stato tolto, i ricercatori sono riusciti a rilevare un pulso stabile. Effettuando varie commutazioni sul mantello temporale, che era sincronizzato con i pulsi di luce, tutti i segni che questi eventi sono mai avvenuti sono stati cancellati dal flusso di dati.

Diversamente dalle procedure in grado di nascondere otticamente porzioni di spazio, che tipicamente richiede l'uso di metamateriali (materiali creati apposta per avere certe specifiche proprietà ottiche), il mantello temporale progettato da questi ricercatori si basa su alcune proprietà più fondamentali della luce e di come si comporta sotto condizioni molto limitate di spazio e tempo. L'area influenzata dal mantello temporale è di appena 6 millimetri in lunghezza e dura per 20 trilionesimi di secondo. La lunghezza dell'area nascosta e la lunghezza temporale sono entrambe caratteristiche strettamente limitate, principalmente dall'estrema velocità della luce. Nascondere qualcosa per una durata più lunga creerebbe disturbi nel sistema, essenzialmente tirando via il mantello e facendo intuire che l'evento ha avuto luogo. Inoltre, per raggiungere qualsiasi effetto macroscopico misurabile, sarebbe necessario un esperimento su scala planetaria o persino interplanetaria."

Ci domandiamo, dove arriveremo? Ci stiamo avvicinando ad un nuovo tipo di civiltà tecnologica, ad un nuovo salto di sapienza e conoscenza che riguarderà tutta l'umanità? Non a caso, ritornando agli Oggetti Volanti Non Identificati e (indirettamente) collegandoci con queste ultime scoperte, molti anni fa il professor Joseph Allen Hynek, il "Galileo dell'Ufologia" ebbe a dire che "lo studio degli UFO ci avrebbe portato alla nuova fisica del XXI° secolo".

Alla prossima settimana.


Scritto a cura di Antonio De Comite (fondatore Centro Ufologico Ionico)

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