Morto l'ufologo ed ex astronauta Brian O'Leary

domenica 31 luglio 2011

Il 28 luglio 2011, per un tumore, è scomparso per salire alla "Casa del Padre" l'ex astronauta NASA, scienziato, professore e già assistente alla cattedra di Astronomia presso l'Università di Cornell Brian O'Leary.

Ne da notizia il sito del magazine brasiliano "Revista UFO".

Fu anche un acceso sostenitore della presenza extraterrestre qui sulla Terra e il suo rapporto con le tecnologie potenzialmente rinnovanti. Partecipò anche a dibattiti sulla controversa "faccia di Marte" ed era un attivista del cosiddetta movimento "Esopolitico".

Sentite condoglianze da tutti i componenti del Centro Ufologico Ionico

Maggiori informazioni qui
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Il falso UFO belga "non rimette in discussione gli altri casi"

mercoledì 27 luglio 2011

Sta ormai facendo il giro del mondo la clamorosa notizia del falso inerente la fotografia del famoso UFO triangolare, emblema dell'ondata belga di inizio anni novanta del secolo scorso e di cui abbiamo dato ampio risalto su questo sito.

Patrick Ferryn, presidente del Comité Belge d'Etude des Phénomènes Spatiaux (COBEPS), considera che la foto falsa dell'UFO di Petit-Rechain (Verviers), scattata il 4 aprile 1990, non rimette in discussione l'ondata belga di oggetti volanti non identificati apparsi nei cieli a partire dal mese di novembre del 1989 e che durò per parecchi mesi.

La foto dell'UFO di Petit-Rechain fu il risultato di una bufala, così come ha confessato il suo autore al giornalista Samuel Ledoux a RTL TVI. Il presidente del COBEPS sottolinea che questa ammissione risolve definitivamente questo caso sul quale si erano interessati molti specialisti, tra cui un professore della Ecole Royale Militaire.

Lo stesso Patrick Ferryn tentò di dimostrare, senza successo, che quella foto era truccata.

Inoltre, il 29 novembre 1989, quattordici poliziotti nella regione di Eupen avevano osservato uno strano fenomeno nel cielo. Si parlò di UFO e 150 testimoni confermarono l'avvistamento dei poliziotti. I mesi successivi, altri fenomeni dello stesso tipo furono osservati nella regione di Liegi, nelle Brabant Wallon, a Bruxelles, nella regione della Louvière. Fu il sud del Belgio ad essere toccato dal maggior numero di avvistamenti di UFO.


Sintesi e traduzione a cura di Antonio De Comite

Fonte
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Falsa la foto dell'UFO triangolare belga degli anni 90

martedì 26 luglio 2011

Ricordate la famosa fotografia dell'UFO triangolare, emblema dell'ondata di avvistamenti di UFO nel Belgio nel periodo che va dal 1989 al 1991? E' un falso.

La clamorosa rivelazione viene proprio dall'autore della foto in oggetto.

Patrick- questo il nome dell'autore della foto - avrebbe creato il falso il giorno 4 aprile 1990, mentre si trovava nella località di Petit Rechain, vicino a Verviers.

All'epoca del caso, Patrick era un tornitore-riparatore 20enne.

Quella famosa diapositiva, emblema dell'ondata UFO belga, fece immediatamente il giro del mondo. Venne analizzata da esperti scienziati e militari dell'Ecole Royale Militaire Belge, che a quanto pare caddero nel tranello del presunto falso.

La testimonianza del falso, ripresa in diretta dalla emittente televisiva belga RTL TVI, è uscita a galla dopo oltre 20 anni dagli avvistamenti.

Patrick (immagine sopra intervistato dalla televisione belga), con una calma invidiabile, ha dichiarato che la famosa immagine dell'UFO belga con tre luci ai vertici di lato e una fonte luminosa centrale è solo un pannello di frigolite dipinto ed equipaggiato di tre riflettori. Un bricolage, realizzato in poche ore e fotografato di sera, uno scherzo ispirato alla ondata in Belgio di qualche mese prima.

Ma non finisce qui. Qualche giorno dopo la diffusione della foto, si creò una psicosi UFO a Liegi, tanto che si organizzò una fantomatica "caccia all'UFO" (naturalmente senza esito), culminata con il sorvolo di caccia militari nella zona che ovviamente non trovarono nulla...perchè l'UFO triangolare del 4 aprile 1990 non esisteva.


Sintesi e traduzione a cura di Antonio De Comite

Articolo completo e video della testimonianze su


Nota di Antonio De Comite: oltre vent'anni di certezze buttate al vento da questo signore che dovrebbe essere denunciato, quanto meno, per falso e procurato allarme. Una foto emblematica (anche se non sminuisce l'imponente casistica dell'ondata UFO in Belgio del 1990) che ha ingannato anche scienziati e militari - anche di grosso nome. Gli ufologi seri devono prendere dei grossi provvedimenti contro questi falsi e questi falsari. Non si può restare ancora muti e fermi.
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Pilota russo: "Aeronautica e KGB hanno frammenti di UFO"

In questi giorni si è tenuto l'ottantesimo anniversario della nascita di Marina Popovich, ex colonnello delle Forze Aeree dell'ex Unione Sovietica, ingegnere e leggendario pilota colladuatore sovietico (107 record mondiali di volo su 40 tipi di velivoli). Nata il giorno 20 luglio 1931, è stata sposata con l'astronauta Papel Popovich, matrimonio poi finito con un divorzio.

E' sempre stata una battagliera in tema UFO, lottando strenuamente contro il muro di censura presente in quei determinati anni nell'ex Unione Sovietica. Tra l'altro, ha scritto alcuni libri sulla tematica tra cui "UFO sul pianeta Terra" pubblicato come prima edizione nel 2003 (ndr inedito in Italia).

Marina Popovich ha fatto parte della Commissione Studio Fenomeni Aerei Anomali presso la prestigiosa Accademia delle Scienze Russa.

Nel 1991 fece scalpore nell'opinione pubblica (ndr dichiarazioni oggi totalmente dimenticate) con delle affermazioni quanto meno intriganti. La Popovich ammise che "le Forze Aeree sovietiche e il KGB hanno a disposizione frammenti di cinque UFO precipitati. Il materiale è stato esaminato scientificamente e si è giunti alla conclusione che non potevano essere stati prodotti sulla Terra, utilizzando semplice tecnologia terrestre".

La Popovich, quindi, affermava che cinque UFO provenienti da altrove si erano schiantati sulla Terra e non erano di fabbricazione umana.

Inoltre, la Popovich elencava i cinque luoghi in cui si erano schiantati gli UFO: Tunguska (territorio di Krasnoyarsk), Novosibirsk, Tallinn (Estonia), Ordzhonikidze (Ossezia del Nord) e Dalnegorsk (territorio di Primorye).

Anche la pluri decorata aviatrice russa è stata testimone di avvistamenti di UFO. Tra cui ricorda quello accaduto nel 1983.

In quell'anno era in escursione sul Pamir con la figlia Oksana (all'epoca quindicenne). Mentre erano in quelle zone, Oksana urla: "Guarda, voltati!".

Sopra la gola di Varzob era presente un oggetto rotondo, stazionario, luminoso.

Andarono quindi nella direzione dell'oggetto. Una volta avvicinatesi videro che l'UFO aveva la forma di un classico "piatto", che in pochi secondi scomparve dietro ad una collina.


Traduzione, adattamento e sintesi a cura di Antonio De Comite

Fonte
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Creato il mantello che nasconde lo Spazio-Tempo

lunedì 25 luglio 2011

Un "mantello" in grado di nascondere non solo un oggetto o una persona, ma intere sequenze di eventi. Possibile? Sì, secondo Paul Kinsler, fisico dell'Imperial College di Londra, e i suoi colleghi Martin McCall e Alberto Favaro. Almeno in teoria.

"Il concetto di base è abbastanza semplice", assicura Kinsler. A differenza dei "mantelli dell'invisibilità", da tempo in via di sperimentazione non si tratterebbe di deviare la traiettoria della luce in modo che "aggiri" un oggetto, ma di creare un materiale speciale capace di rallentare la velocità della luce che vi passa attraverso.

Ipotizziamo un ladro che cerca di scassinare una cassaforte. Il "mantello" rallenterebbe la luce che illumina la scena del furto in modo da nasconderlo del tutto a occhi umani (e alle telecamere di sorveglianza). Poi, alla fine della rapina, il "mantello" sarebbe sollevato, e la luce tornerebbe ad accelerare per "mettersi in pari". Risultato: nessuna interruzione percepibile tra la scena del "prima" e quella del "dopo". Un attimo prima si vedrebbe una cassaforte chiusa, quello dopo la stessa cassaforte aperta e svuotata.

Già, ma quale materiale sarebbe in grado di rallentare la luce in questo modo? Per ora è stato ottenuto un risultato simile solo nel campo delle fibre ottiche. Variando l'intensità di un segnale luminoso, la sua velocità può essere modificata di qualche punto percentuale.

"Per rallentare un segnale si può usare un fascio di luce molto intenso", dice Kinsler. In questo modo, un evento che si verifica all'interno di un cavo a fibra ottica - come un segnale elettrico che si accende e si spegne - potrebbe essere nascosto alla vista. "Si vedrebbe la fibra, ma quello che accade dentro la fibra sarebbe invisibile", sostiene lo studioso, aggiungendo che l'idea di base potrebbe essere sottoposta a prova sperimentale entro qualche anno.

"L'idea è interessante e certo molto divertente", commenta Ulf Leonhardt, fisico dell'Università di St. Andrews che non ha partecipato allo studio. Ma c'è qualche obiezione. Ad esempio, sostiene, per nascondere un evento di durata superiore a pochi femtosecondi (milionesimi di miliardesimo di secondo) occorrerebbe usare la luce di un laser di immensa potenza. "L'esperimento non è completamente impossibile, ma con le tecnologie esistenti non tutto si può fare in un normale laboratorio".

Kinsler ammette che tentare l'esperimento con la fibra ottica sarebbe una sfida tecnologica, ma ribatte che i problemi possono essere superati utilizzando un cavo lungo diversi chilometri, come quelli che si usano normalmente per le telecomunicazioni.

La durata dell'evento da nascondere, infatti, dipende dalla possibilità di rallentare la luce per un tempo equivalente. Con un cavo più lungo, a parità di variazione percentuale, la luce verrebbe rallentata per più tempo, e per farlo basterebbe un fascio laser meno potente.

Ad ogni modo, gli scassinatori dovranno aspettare ancora un po' prima di esultare. I materiali necessari a rallentare e accelerare la velocità della luce con la precisione necessaria a nascondere un furto devono ancora essere inventati.


Fonte

Documento in Pdf (in inglese) di 7 pagine sulla scoperta
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Militare cileno: "gli UFO sono una minaccia reale e di enorme gravità"

venerdì 22 luglio 2011

Il titolo prende spunto dalle dichiarazioni del capitano cileno dell Esercito e pilota militare Rodrigo Bravo - consulente anche della rivista brasiliana "UFO" - il quale ha affermato che "ci troviamo di fronte ad un problema reale, sebbene la maggioranza della gente non crede a queste tematiche".

Inoltre, continuando, ha affermato che "non si può negare o ignorare la situazione degli UFO. Rappresentano una minaccia reale e di enorme gravità. Abbiamo a che fare con un fenomeno complesso, le cui caratteristiche non possono essere spiegate con un qualcosa di naturale e terrestre".

Queste dichiarazioni sono state necessarie, visto le informazioni ed una serie di registrazioni dove diversi piloti d'aereo cileni hanno affermato di aver avuto occasionali contatti con gli UFO.

Articolo completo su

Nota di Antonio De Comite: queste dichiarazioni non sono isolate (e non è la prima volta che Rodrigo Bravo se ne esce con ciò), molti ricercatori a livello internazionale hanno confermato che gli UFO - qualunque cosa essi siano - sono una grave minaccia alla sicurezza aerea. E non dimentichiamoci poi associazioni come il NARCAP (National Aviation Reporting Center on Anomalous Phenomena) negli USA e il CEFAA (Comité de Estudio de Fenomenos Aéreos Anomalos) in Cile - tanto per citarne qualcuna - che hanno sottolineato questa questione. E poi ci sarà un motivo sul perchè se ne occupino anche i militari e gli apparati di "intelligence". E uno potrebbe essere quello di cui sopra. E poi una piccola curiosità. Sappiamo benissimo che UFO è acronimo di Oggetto Volante Non Identificato, ma pronunciatelo a voce: oltre a UFO esce benissimo "You Foe" (E' Nemico). E per i militari qualunque oggetto o fenomeno che non risponde ad una identificazione è catalogato come nemico.
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Argentina: sono le vespe a causare le M.A.M.?

martedì 19 luglio 2011

C'è una nuova teoria - che tanto nuova non è visto che se ne parlava già nel 2002 - che tende a razionalizzare il fenomeno delle M.A.M. (Mutilazioni Misteriose di Bestiame), soprattutto quelle che coinvolgono le mucche.

Come ben sappiamo, il fenomeno delle Mutilazioni Misteriose di Bestiame in Argentina incominciò ad espandersi a macchia d'olio una decina di anni fa. Da allora, in quelle zone, si sono accavallate teorie e - quando il mistero restava immutato - si culminava con sanguinari "Chupacabras" ed extraterrestri affamati di mammiferi terrestri.

Ma ecco una, semi-sconosciuta, ulteriore spiegazione razionalizzante che spiegherebbe molte (ma non tutte) enigmatiche mutilazioni che hanno coinvolto il bestiame in Argentina - e quanto pare non solo lì: quella delle Vespule Germaniche.

Per lo studioso di insetti Francisco Cayol la questione è molto semplice: un insetto trasportato dall'Europa più di dieci anni fa per combattere i parassiti è divenuto la causa delle "Cattle Mutilations".

La vespa carnivora conosciuta, popolarmente in Argentina come "caqueta amarilla" (ndr giubbotto giallo), inserisce le sue larve nella vittima, le quali "svuotano" letteralmente in pochi minuti gli animali, tagliandoli senza effettuare nessun versamento di sangue.

Essendo noi ufologi non entomologi accettiamo con tranquillità questa nuova teoria, probabilmente più plausibile di tante altre che cercavano di razionalizzare il tutto con tesi assurde. Resta il fatto che ci sono altri casi che esulano dalla convenzionalità, casi che coinvolgono animali mutilati senza mammelle, tiroide, ano, occhi, con presenza di emissioni di radiazioni elevate dalla carcassa o nelle immediate vicinanze. E poi, non ci dimentichiamo, il primo caso (ufficiale) di una misteriosa mutilazione di bestiame risale al 1967, che coinvolse la cavalla Lady/Snippy ad Alamosa, in Colorado. Stesso "modus operandi" delle mucche misteriosamente mutilate in tutto il mondo e non solo Argentina. A meno che la "Vespula Germanica" fosse presente in Colorado nel 1967, qui il caso rimase misterioso fino ai nostri giorni. Un caso che sconvolse anche veterinai e patologi che non seppero dare spiegazioni "tranquillizzanti". Le ferite - secondo la ricercatrice statunitense Linda Moulton Howe - erano state "cauterizzate" con uno strumento tipo laser. Il problema è quello che il laser non era stato utilizzato ufficialmente in quell'anno. Esisteva solo a livello di laboratorio.

Articolo spunto per la riflessione di cui sopra qui
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Ritornano le M.A.M. in Argentina. UFO?

lunedì 18 luglio 2011

Dopo le strane apparizioni di mucche mutilate che si verificarono più di sei anni fa, un contadino di Santiago del Estero ha denunciato alla Polizia diversi casi di mutilazioni che hanno coinvolto recentemente il suo bestiame.

Le mucche morte hanno gli stessi segni delle altre assassinate anni fa, quando la notizia scioccò l'intero paese per il mistero che avvolse gli inspiegabili decessi nei pascoli. A quel tempo si ipotizzò l'azione del sanguinario "Chupacabras", ma si speculò anche con la possibilità che le mutilazioni fossero causate da esseri extraterrestri.

Secondo il periodico Cronica, Damian Orlando Lugones trovò le sue mucche morte nella stessa posizione e senza lingua, occhi, mammelle e sangue. Oltre alla testimonianze raccolte dalla Polizia, si è suggerita anche la presenza di una strana luce proveniente dal cielo prima degli attacchi.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Analisi preliminari: i frammenti di Roswell non sono terrestri

mercoledì 13 luglio 2011

Un insegnante presso il New Mexico Institute a Roswell potrebbe aver scoperto la prima prova scientifica di detriti fabbricati e provenienti da un altro pianeta. Inoltre, questi detriti sono stati vicino al luogo in cui sono stati rinvenuti frammenti di un presunto disco volante al di fuori di Roswell nel 1947.

Frank Kimbler insegna Scienze della Terra e Geologia presso il New Mexico Institute a Roswell. Afferma di aver avuto sempre un interesse per gli UFO ed ebbe un suo singolare avvistamento quando aveva vent'anni. Così, quando si trasferì a Roswell, decise di mettere la sua esperienza per indagare sull'incidente UFO più famoso di tutti i tempi, l'incidente di Roswell.

Il suo obiettivo principale era quello di trovare qualche prova fisica. Iniziò, cercando in alcune immagini satellitari il presunto "sito dei detriti". Qui è dove l'allevatore Mac Brazel aveva riferito alla US Air Force di aver trovato i frammenti dell'oggetto precipitato. Kimbler usò queste immagini per migliorare l'infrarosso al fine di evidenziare le aree in cui c'è stato uno stravolgimento nel terreno. Fu sorpreso nel trovare una zona che era simile a quella che era stata descritta dai testimoni. Era di circa un chilometro di lunghezza e qualche centinaio di metri di larghezza, e di fronte alla direzione descritta dai testimoni. Egli notò anche che la zona aveva bordi molto rettilinei, una cosa inusuale per un evento naturale.

Il passo successivo fu quello di uscire in zona con un metal detector per vedere cosa poteva trovare. Cominciò a fare escursioni in zona nel mese di maggio del 2010. Utilizzando un metal detector in grado di trovare un pezzo delle dimensioni di un BB (ndr lo smartphone BlackBerry), tre centimetri sotto la superficie, sarebbe stato in grado di trovare frammenti più piccoli. Kimbel pensò che se ci fosse qualcosa di sospetto, sarebbe stato un frammento molto piccolo e, forse, nascosto in tane di animali o formicai. Ed è proprio in un formicaio che trovò il primo frammento.

Quello che fu trovato era un metallo argenteo che sembrava alluminio. Questo fu molto strano perchè non c'erano indicazioni di alcun tipo di oggetti in alluminio nella zona. Occasionalmente si trovano pezzi di latta, che provengono da parti di tetti di lamiera che ci sono in giro, e alcuni chiodi. Alla fine trovò molti di questi pezzi di argento e, affermò, sembravano sbrindellati (ndr lacerati). Alcuni dei frammenti sembravano anche fusi. Trovò, anche, alcuni bottoni di alluminio del tipo di quelli usati nelle fatiche militari negli anni 40 del Novecento. Se questo è il caso, ciò dimostrerebbe che l'Esercito si trovava in zona.

Kimbler ebbe la sensazione che questi piccoli pezzi d'argento erano abbastanza interessanti per ulteriori analisi. Per aver un aiuto, si recò al Roswell International UFO Museum e al Research Center. Situato al centro di Roswell, il museo è il centro principale per la ricerca sull'UFO "crash" di Roswell. Kimbler mostrò il materiale al direttore del museo, Julie Shuster che, assieme al ricercatore Don Schmitt, decise di soddisfare le sue richieste. Decisero di finanziare il primo test che fu effettuato presso il New Mexico Tech a Socorro. Utilizzando una microsonda, sono stati in grado di determinare la composizione del materiale. Risultò quindi composto di alluminio, silicio, manganese e lega di rame. Ciò non è sconosciuto, ma è usato nelle costruzioni e non si presenta - di solito - sotto forma di pellicola.

Allora Kimbler decise che era meglio effettuare una ulteriore ispezione, in grado di ottenere un lavoro all'isotopo effettuato sul frammento. Kimbler dichiarò che il lavoro all'isotopo è davvero importante perchè i rapporti sono "molto simili alle nostre impronte digitali". Determinate concentrazioni di elementi sul terreno sono unici sulla Terra. Quindi se si conoscono rapporti isotopici per il magnesio, sarà la stessa cosa per qualsiasi cosa sulla Terra che riguarda il magnesio. Ma se non è del pianeta Terra avrà un rapporto diverso. Per esempio, i meteoriti hanno rapporti diversi perche non provengono dalla Terra. L'analisi isotopica è resa necessaria per determinare se un materiale è originario della Terra o di un altro pianeta.

Kimbler andò quindi alla University of New Mexico Institute of Meteoritics e parlò con un loro esperto di isotopi per ottenere una effettuazione di analisi. Kimbler non aveva detto all'esperto nulla sui campioni. L'esperto guardò Kimbler "fisso negli occhi" e gli disse che l'unico motivo per ottenere l'effettuazione di questo tipo di test era perchè si sospettava che il materiale provenisse dallo Spazio. L'esperto volle sapere la provenienza del materiale, ma quando Kimbler glielo disse si rifiutò di effettuare il test, affermando che l'idea dello schianto di un'astronave a Roswell è solo "un mucchio di sciocchezze". Uno degli altri scienziati presenti in ufficio disse che effettivamente poteva trattarsi di qualcosa di insolito e per ciò valeva la pena dargli una occhiata più approfondita. Ma l'esperto non si mosse e si rifiutò di effettuare il lavoro. Il secondo scienziato era uno specialista con le microsonde presso l'Università e, anche se non riusciva ad effettuare lavori all'isotopo, era in grado di ottenere informazioni più specifiche sulla composizione del materiale e confermare i primi lavori che erano stati effettuati.

La Bigelow Aerospace mostrò un certo interesse ad aiutare Kimbler con la sua analisi, ma dopo aver trascorso mesi con pochi risultati, Kimbler dovette andare altrove. Riuscì quindi a trovare un altro laboratorio con multiple certificazioni in grado di effettuare il lavoro. L'UFO Museum mise il denaro e i risultati vennero fuori dopo cinque giorni.

Kimbler quasi svenne quando vide i risultati. I rapporti erano "impazziti" e, come disse Kimbler, c'erano solo due risposte per spiegare i risultati: "il laboratorio aveva commesso un errore analitico oppure il materiale non era originario della Terra".

Tuttavia, il lavoro di Kimbler non è affatto terminato. E infatti dice: "al fine di dimostrare che il laboratorio non abbia commesso nessun errore, si ha bisogno di ulteriore lavoro". Ha affermato che ci sono altri due laboratori certificati per fare altre analisi, i cui risultati dovrebbero essere disponibili nelle prossime settimane. Inoltre, Kimbler afferma che al fine di confermare che il materiale non sia originario della Terra, è necessario avere a disposizione due o tre laboratori che come risposta diano gli stessi risultati d'analisi.

Un altro aspetto importante del materiale in alluminio che dimostri le sue origini ultraterrene è quello che l'alluminio stesso debba essere stato creato. A differenza di alcuni elementi naturali, come oro o argento che si possono trovare in forma grezza in aspetto di pepite, l'alluminio non si trova in natura. Se questo risulterà essere materiale non di questa Terra, significherà che è un qualcosa che è stato creato altrove. Finora gli esseri umani non sono nulla in fatto di produzione nello Spazio, per non parlare poi di un qualcosa che sarebbe caduto dallo Spazio sulla Terra nei pressi di Roswell , in un luogo dove è stato trovato un presunto veicolo spaziale nel 1947.

Kimbler ha dichiarato di essere certo prima di divulgare i risultati definitivi, ma è "pieno di speranze". Afferma che i laboratori certificati normalmente non commettono errori e che queste persone (analisti) sono le migliori nel settore.

Se il materiale di Kimbler risulterà essere di origine e produzione extraterrestre potrebbe avere delle sorprendenti implicazioni. Kimbler, ha dichiarato, che terrà informato delle novità il mondo ufologico (e non solo).


Traduzione e adattamento a cura di Antonio De Comite

Fonte


Elenco foto:

Foto 1 (Immagine d'apertura: il frammento che è stato analizzato. Dimensioni del campione di circa 10 mm di lunghezza)

Foto 2 (Immagine satellitare "Landsat Multi-Spectral" che mostra il terreno dei detriti. L'immagine mostra chiaramente una bruciatura (o area disturbata) che copre l'esatta ubicazione del campo dei detriti come descritto dai testimoni)

Foto 3 (Bottoni provvisoriamente identificati come quelli militari dell'Esercito degli anni 40 e i primi anni 50 del Novecento)

Foto 4 (Alcuni dei frammenti in lega di metallo trovati sepolti e sparsi su tutta l'area dei detriti)

Foto 5 (Tabella isotopica del frazionamento di magnesio modificato dal grafico utilizzato dal Dr. Peter Sturrock nella sua analisi del frammento UFO di Ubatuba. E' presente la sigla AH-1 che è una anomalia spiegabile con un errore di analisi oppure che il materiale è extraterrestre. Sono necessarie ulteriori analisi per stabilire ciò)

Foto 6 (Analisi sul frammento effettuate dal New Mexico Tech. I dati della microsonda mostrano la composizione dell'elemento AH-1. I valori dei piccoli cristalli di sale Na e Cl incorportati nell'analisi superficiale mostrano che AH-1 contiene Al, Si, Mg, Mn e Cu con piccole quantità di Fe)

Foto 7 (Dati dell'Università del New Mexico mostrano la composizione degli elementi. Confermati i dati del New Mexico Tech)

Foto 8 (Valori dell'isotopo di magnesio riscontrati dal laboratorio certificato che ha effettuato l'analisi)

Foto 9 (Analisi fatte dallo stesso laboratorio certificato che dimostra che AH-1 è una lega composta da Al, Mg, Mn, Si, Cu)

Foto 10 (Ingrandimanto di AH-1 mostra fasce a bande o strutture a strati)

Foto 11 (Ingrandimento di AH-1 con evidenziazione area di bandeggio, ossia alternanza di bande con diverse colorazioni)
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Misteriosi cerchi appaiono nel Baltico

lunedì 11 luglio 2011

Recentemente, gli svedesi e i danesi hanno fatto la scoperta di cerchi misteriosi sui fondali del Mar Baltico. Questi casi, tuttavia, hanno natura radicalmente differente. Nel caso degli "anelli subacquei" osservati dalle scogliere dell'isola danese di Mon ci può essere una spiegazione razionale, ma la storia del grande oggetto di "60 metri" nel Baltico ha carattere un pò più misterioso .

Fonti svedesi hanno dichiarato che nella seconda metà di giugno 2011 nel Mar Baltico, vicino al confine svedese-finlandese, hanno scoperto un gigantesco cerchio di origine sconosciuta. Una delle prime ipotesi è stata quella di associare l'oggetto sottomarino ad un "disco volante".

Secondo i rapporti, le cui origini vanno ricercate nella stampa popolare, il presunto "oggetto" si trova ad una profondità di 87 metri. E' interessante notare che è presente una lunga striscia di 300 metri di lunghezza - una specie di pista "d'atterraggio" - che indica come l'oggetto si sia bloccato in quella posizione per sempre.

Peter Lindberg, sub componente del gruppo "Explorers Ocean", afferma che in 18 anni di carriera, preposti alla caccia di tesori subacquei, ne ha visto di cose strane, ma questo oggetto scoperto è quanto meno insolito, sopratutto per la sua forma perfettamente rotonda. Lindberg ha escluso la possibilità che si tratti di un residuo del dopoguerra o un assemblamento inusuale di alghe.

"Non so cosa potrebbe essere" - dice - "si tratta di un qualcosa di solido, fatto di pietra, cemento o acciaio e va ad aggiungersi il fatto che la sua forma sia perfettamente rotonda".

Un altro membro della spedizione, Asberg Dennis, ha dichiarato:

"In questa regione hanno agito sia i tedeschi che i russi, quindi è possibile che qualcosa di grosso sia stato rilevato".

Andréas Olsson, archeologo marino e rappresentante del Museo Marittimo svedese, tuttavia ha una versione diversa e sostiene che "anche se è ancora troppo presto per dare conclusioni definitive sull'origine dell'oggetto, sembra che questo sia da ricondurre a nient'altro che ad una formazione naturale dei fondali" (sotto immagine del "cerchio").

Il misterioso cerchio di 60 metri di diametro sul fondo del Mar Baltico è simile ad un caso UFO di pochi anni fa, quando sul fondo del Lago Superiore fu trovato un aereo militare scomparso durante il presunto inseguimento di un UFO negli anni 50 del Novecento. Accanto al velivolo militare fu trovato un presunto oggetto a forma di disco, il quale aveva rilasciato una lunga scia come se avesse navigato in fondo al mare.

L'incidente mortale avvenne il 23 novembre 1953, quando un jet F-89c partito dalla base AFB Kinross scomparve durante il tentativo di intercettare un oggetto non identificato. Nel 2006, la notizia del ritrovamente fece scalpore tra gli ufologi. Come si scoprì in seguito, l'intera faccenda fu una bufala organizzata da un gruppo di sub. La storia della Svezia avrà un simile finale?

Rapporti altrettanto enigmatici provengono dalla Danimarca, dove i turisti che soggiornano sull'isola di Mon - famosa per le sue pittoresche sculture - hanno notato una formazione inusuale di cerchi scuri (vedi immagine sotto).

I geologi locali hanno un bel problema per la spiegazione di questo fenomeno. Il loro rappresentante, Jesper Kristiansen, ha affermato che in poche settimane sono apparsi in diversi luoghi. A causa dell'apparente similarità con il fenomeno dei "crop circles", il caso ha creato una moltitudine di commenti su questi anelli subacquei. Kristiansen ha, anche, mostrato che gli anelli potrebbero essere - in qualche modo - legati ai crateri delle bombe, perchè - secondo il geologo - nella regione sperimentarono un'arma. Sperimentazione che coinvolse anche la Germania.

Oltre a vaghe spiegazioni, ce ne sono state anche di più ragionevoli, vincolanti con il fenomeno dei "cerchi sottomarini". Tra queste c'è quella dei cosidetti "anelli di Fata", spesso avvistati sui prati o in terreni con frutteti, causati da funghi. Nel caso di Mon c'è molta similarità, tranne che questo fenomeno sia addebitato all'interazione di organismi acquatici. Al momento, è prevista una spedizione che prenderà dei campioni dal luogo degli anelli.

Entrambi gli eventi sono collegati indirettamente con il fenomeno UFO, principalmente al folklore sugli UFO che causa una moltitudine di opinioni o idee sul fenomeno stesso. E' pratica comune assegnare la causa di qualsiasi formazione o fenomeno inspiegabile - dai fenomeni atmosferici eccezionali fino agli "anelli di Fata" e ai pittogrammi nei cereali - all'attività UFO e agli alieni. A volte, la diffusione di simili assurdità contribuisce alla crescita della pseudo-ufologia, con la promozione di teorie che non hanno nulla a che vedere con la realtà.


Traduzione, adattamento e sintesi a cura di Antonio De Comite

Fonte
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Archivi Nazionali USA: "nessun contatto nemico, ma un contatto alieno"

venerdì 8 luglio 2011

Ecco cosa scrive direttamente Joe Gillette - archivista del National Archives degli USA - nel suo blog "The Text Message" - blog inserito ufficialmente nel sito degli Archivi Nazionali americani (NARA):

Durante la Guerra del Vietnam, i comandi dell'esercito Americano conservavano i giornali quotidiani che documentavano gli eventi assortiti. La maggior parte delle voci erano relativamente banali, documentavano incontri tra persone dello staff, viaggi personali, messaggi in ingresso ed uscita e altri similari. Alcuni avevano un significato più amministrativo, come i cambi al comando, l'assegnazione delle medaglie oppure la custodia delle relazioni. Naturalmente, molte, contengono le descrizioni di combattimento contro il nemico.

Poi ci sono le voci che si avvicinano maggiormente ad un episodio di X-Files che a un film di guerra.

Una di queste è riportata sul giornale quotidiano del 6 gennaio 1969 del 23rd Infantry Division's Chu Lai Defense Command. I comandi della missione erano quelli di coordinare la difesa a terra del Chu Lai Defense Sector della costa Vietnamita a circa 65 chilometri a sud est di Da Nang. Le difese a terra includevano un sistema di torri d'osservazione che circondavano la base. Le torri riportavano regolarmente qualsiasi cosa di inusuale o potenzialmente pericoloso alla base. Alle ore 01:52 (ore 01:52 a.m.) il giornale quotidiano registra un rapporto che proviene dalla Torre 72:

"La Torre 72 ha descritto un oggetto volante nella loro area a circa 700 metri davanti (sic) a loro, AZ 310°. L'oggetto è arrivato lentamente sopra la ASP ed è atterrato. Quando l'oggetto si muoveva emanava una luce incandescente. Era di circa 15-20 metri di diametro. Aveva la forma di un grande uovo. Le torri di controllo hanno riportato che il radar non ha rilevato nulla. L'oggetto, inoltre, quando si muoveva non rilasciava nessun tipo di suono."


L'unica registrazione successiva fu quella della notifica dell'Ufficiale di Servizio. Giornali successivi non fornirono alcuna informazione sull'incidente. Particolarmente (se si ha una inclinazione cospiratoria), i quotidiani dei due giorni successivi - 7 e 8 gennaio - sono scomparsi.

Possibili spiegazioni convenzionali dell'avvistamento esistono. Proiettili traccianti e razzi di segnalazione possono creare illuminazione. Ma i proiettili traccianti non fluttuano a terra e di certo non hanno la forma di un uovo. I razzi potrebbero fluttuare a terra, ma nemmeno questi hanno la forma di un uovo. Inoltre, l'uso di droghe da parte dei soldati, in particolare nel 1969, era un problema noto in Vietnam. Ma, di solito, due o più soldati erano a presidio delle torri. Supponendo che era una droga che induceva alle visioni, è difficile immaginare che ognuno abbia vissuto la stessa allucinazione, anche se stessero osservando qualcosa che non potevano facilmente identificare, si sarebbe potuto convincere gli altri che stavano vedendo un UFO. Anche la noia avrebbe potuto provocare un attacco di narrazione creativa, ma se scoperti, i soldati rischiavano sanzioni disciplinari. Così, mentre potenziali spiegazioni convenzionali potrebbero esistere, nulla dai giornali ci dice quali di questi soldati sarebbe stato sul posto di lavoro.

La verità può essere là fuori, ma non è in queste registrazioni.


Traduzione ed adattamento a cura di Antonio De Comite

Fonte

Chi è Joe Gillette: lavora con il NARA dal 2004. E' cresciuto nel Maryland, ha ricevuto un Master in Storia dalla Duquesne University nel 2000 e una laurea in Storia Politica e Governativa presso la University of Maryland nel 1992. Ha lavorato nelle Università (Duquesne, Carnegie-Mellon), Musei (Orange County Regional History Museum a Orlando, Florida) e negli archivi governativi (NARA). Al NARA Joe ha lavorato per la declassificazione riguardanti la Marina statunitense (US Navy), i civili, i militari e per la squadra del Workflow Management. Attualmente lavora per l'elaborazione testuale con le registrazioni RG 472 (Vietnam).

Nota di Antonio De Comite: un ennesimo caso ufficiale che si incastra nell'immenso puzzle degli episodi documentati di avvistamenti di UFO ed entità animate.
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Russia: un UFO rilascia strana sostanza in un giardino

mercoledì 6 luglio 2011

Secondo quanto riportato da un notiziario locale dell'emittente televisiva russa "PEH", un UFO ha rilasciato una sostanza in un giardino che si trova nel villaggio di Kasimov, regione di Ryazan.

La "strana sostanza" era di colore bianco, la quale è stata quasi subito inviata nei laboratori locali per opportune analisi.

L'avvistamento è avvenuto il giorno 28 giugno 2011.

A quanto pare, la sostanza discesa dall'UFO aveva un "qualcosa di vivente". Un qualcosa che sembrava uscito da un B-Movie di fantascienza degli anni 50.

Ecco un breve racconto dell'episodio:

Secondo quanto riportato dalla stampa russa, la ragazzina Armin Mkrtchyan stava passeggiando nel giardino in compagnia del suo gatto e sembrava una giornata come le altre. Improvvisamente, vede nel cielo un oggetto di forma sferica. Dopo di chè, una strana sostanza - al momento - non identificata - atterra esattamente nel recinto che racchiude il giardino.

Secondo quanto dichiarato dalla ragazza, la sostanza sembrava stesse mostrando "segni di vita".

Impaurita, chiama la nonna e - insieme - decisero di "distruggere" quella sostanza con l'aiuto di bastoni, mescolando il tutto con il terreno creando una poltiglia.

Sembrava finito lì. Arriva sera e vanno a letto, ma non riescono a prendere sonno. Infatti, dall'esterno, sentono uno strano suono proveniente dal giardino.

L'indomani mattina tornano in giardino e trovano l'ennesima sorpresa: la sostanza aveva ripreso la forma originaria del giorno dopo, si era "purificata" dal terreno ed era ritornata "in vista".

I proprietari del giardino chiamano così gli addetti alla sicurezza cittadina, i quali prelevano i campioni per opportune analisi.

I testimoni, scioccati da questo sconvolgente IR2 (Incontro Ravvicinato del Secondo Tipo), hanno deciso di non coltivare nulla quest'anno dopo l'esperienza che gli ha coinvolti.


Traduzione, adattamento e sintesi a cura di Antonio De Comite

Fonte

Sotto video in questione


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Repubblica Ceca: faccia a faccia con un "disco con esagoni"

lunedì 4 luglio 2011

L'interessante avvistamento che vi andiamo ad illustrare è stato raccontato da un pilota di aliante, che si è imbattuto in UFO nella Repubblica Ceca, precisamente nei cieli di Beskydech.

L'avvistamento è avvenuto il giorno 16 agosto 2005, nel primo pomeriggio. Ecco il racconto del testimone:

"Sono un pilota d'aliante e quel giorno sorvolammo la "Great Javornik" a Beskydech. Ero a circa 1 chilometro dalla pista di lancio che si trova in rifugio in cima alla collina. Quel giorno il vento girava da nord-est a nord-ovest. Mi trovavo ad un'altezza di circa 600 metri sopra la pista d'atterraggio, che si trovava alla mia sinistra. Improvvisamente, all'orizzonte davanti a me, vidi una macchia scura che si stava avvicinando. La visibilità era buona e il cielo era sereno. La cosa che vedevo era suddivisa in uno spettro di colori, poi cambiò colore in un leggero blù tendente al grigio, come se fosse immerso in uno strato di smog. Assieme al sottoscritto, sopra circa 50-100 metri il mio aliante, volava un mio compagno di volo. In un primo momento pensai che l'oggetto fosse un piccolo aereo sportivo, ma mentre si avvicinò incominciai a distinguere meglio la forma e notai che non aveva ali e la forma era quella di un disco ad esagoni. Le parti, sia superiore e inferiore, avevano anche i contorni esagonali (tipo il favo delle api). la parte centrale era come uno specchio o di metallo lucidato a specchio, che rifletteva attorno il colore del cielo. Ciò dava un perfetto camuffamento della forma complessiva. Sentivo che stavo guardando attraverso l'oggetto. In un minuto sembrava che il cielo volasse all'interno. Il centro era delimitato, anche, da due striscie scure, che confinavano con il bordo del disco esagonale, compresa la zona bianca. L'oggetto volava in linea retta, senza cambiare velocità e traiettoria di volo. Emetteva un suono che sembrava simile ad un foglio di carta colpito da forte vento. L'oggetto non lasciò nessuna traccia e non erano presenti propulsori a reazione o motori. Quando vidi l'oggetto in direzione della pista d'atterraggio, per un momento distolsi la vista per appurare se qualcun'altro vedeva la stessa cosa, ma vicino alla direzione di volo non volava nessuno. Sperai, allora, nell'amico che volava nei pressi del mio aliante. Una volta atterrato, gli chiesi se aveva visto l'oggetto ma rispose negativamente. Sentì solo un suono, ma non vide assolutamente nulla. Anche i passeggeri non videro nulla, ma sentirono lo strano suono. Sembrava troppo irreale. Raccontai il tutto solo a parenti ed amici stretti. Quel giorno vidi se c'era qualche notizia in merito. Navigai su internet, ma non trovai nulla.

Ho disegnato l'oggetto con una matita (vedi immagine sopra), esattamente come è inciso nella mia memoria. L'oggetto è poi scomparso ad una velocità difficile da stabilire, comunque non certo supersonica. L'oggetto non ha mai cambiato forma. Dato che è passato molto tempo, non ricordo esattamente l'ora dell'avvistamento, ma presumo fosse tra mezzogiorno e le ore 18. A volte inserivo una telecamera sul casco, ma quel giorno non la portai con me e ricordo che, in quel momento, fossi molto dispiaciuto.

Allego anche un mappa (sopra) della zona dell'avvistamento, dove è segnato il punto di partenza (A), la zona in cui vidi l'oggetto (B) e la direzione di volo dell'oggetto (C). Nel 2010 trovai una rivista della ABC dove sono indicati gli equipaggiamenti antincendio (serbatoi del futuro) che ricordano la superficie (camuffamento) dell'oggetto osservato.

Molte volte mi sono chiesto se si trattò di un esperimento di ricognizione militare. Proprio quell'anno ci furono molte esercitazioni militari internazionali e, anche, dell'Air Force. Ma, mia opinione, ciò che vidi non aveva nulla a che vedere con qualcosa di terrestre, utilizzato per il volo ad uso comune. Può darsi che si trattasse di qualche dispositivo a propulsione antigravitazionale. Ricorco che quell'anno cadde, anche, un veicolo spaziale e mio padre - che era addentranto in questi fenomeni - non credette a questa cosa. Ma poi vidi un servizio in televisione (con un oggetto sepolto nel terreno) e notai che non era lo stesso velivolo che io vidi quel giorno".


Traduzione, sintesi e adattamento a cura di Antonio De Comite

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Nick Pope: "gli UFO? Ecco i miei X-Files"

venerdì 1 luglio 2011

«Il caso più eclatante è sicuramente l'avvistamento di Ufo Rendlesham Forest nel Suffolk, una vera pietra miliare nei casi accertati di insabbiamento». E’ questa una delle storie, uno degli "X file", che Nick Pope, l'ufficiale incaricato dal Ministero della Difesa britannico per la ricerca e l'investigazione sugli Ufo, ha deciso di raccontare alle pagine del Telegraph. Nel 1980 un velivolo sconosciuto atterrò vicino a due basi aeree in Gran Bretagna. Furono numerosi i testimoni dell’evento, a cui si aggiungono i documenti del Dipartimento di Stato, i racconti dei militari americani, le carte dell'aviazione. Negli anni la vicenda ebbe una pubblicità enorme e si diffuse attraverso libri e reportage televisivi. Ma non è stato l'unico. Centinaia di avvistamenti, segnalazioni e incontri ravvicinati del “terzo tipo” analizzati da Pope nei minimi dettagli soprattutto per salvaguardare “l’integrità territoriale” della Gran Bretagna.

Mentre molte delle segnalazioni si sono poi rivelate delle “bufale”, altre rimangono, ancora oggi, dei veri e propri misteri. Così per la prima volta Pope ha deciso di diffondere le dieci storie più interessanti e bizzarre, scelte tra tutte quelle passategli sotto mano, lette e rilette seduto alla sua scrivania nel cuore di Whitehall.

«La maggior parte delle persone che mi aveva segnalato l’avvistamento di Ufo si era sbagliata. Al massimo si era imbattuta in luci d’aerei, meteoriti o palloni metereologici, per non parlare poi del fatto che l’alcool, in alcune situazioni, aveva fatto la sua parte. Ma credo - continua Pope - che potrebbero aver visto qualcosa di molto interessante e ancora inspiegabile».

Fra le altre storie quella di due agenti di polizia che dichiararono di aver visto un “Saturn like Ufo” in bilico su una strada a nord di Londra; o ancora quando un ex ufficiale dell'esercito, Alfred Burtoo, 73 anni, dichiarò di essere stato rapito nel 1983 da omini verdi, mentre stava pescando. L’avevano fatto salire a bordo della navicella ma poi lo avevano “rilasciato” perché era troppo vecchio. Quando tornò a casa disse a sua moglie che aveva visto un Ufo, ma non le parlò del resto pensando che lei gli avrebbe impedito di andare a pesca.

«Un’altra storia intrigante – ricorda Pope – è quella di una coppia nel Somerset che dichiarò di aver avvistato un Ufo in un campo. Indagando si scoprì che le mucche erano rimaste in piedi, formando un cerchio perfetto, come se stessero “in riunione”».

Nick Pope, dopo anni di avvistamenti e segnalazioni, è ormai diventato scettico a tutto ciò che ha a che fare con gli alieni:«Cominciai a pensare che tutto fosse spazzatura, anche se in realtà ci sono vicende davvero interessanti, da non trascurare».

Fonte

Nota di Antonio De Comite: nell'articolo originale del "The Telegraph" si dice che "Pope è diventato meno scettico sui possibili alieni". Quindi la parte finale dell'articolo riportato dall'edizione online de "La Stampa" è comprensivo di errore (..."è ormai diventato scettico a tutto ciò che ha a che fare con gli alieni"), ma che non pregiudica l'ottimo articolo pubblicato nella sezione "Esteri" del 30 giugno 2011.
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