Ricercatore: "la Luna può lasciare la Terra e trasformarsi in un nuovo pianeta"

mercoledì 29 giugno 2011

La Terra potrebbe perdere la Luna, e quest'ultima può trasformarsi in un nuovo pianeta, come fece Mercurio, una volta una luna di Venere.

Lo ha affermato Gennady Raikunov, Direttore Generale della Central Machine Building Research Institute.

"C'è una teoria che afferma che Mercurio fosse in origine una luna di Venere. Una volta allontanatosi, ad un certo punto è diventato un pianeta indipendente. Sappiamo che la nostra Luna si muove, ogni anno, più lontana dalla Terra e lascerà l'orbita terrestre se il processo inverso non accadrà".

"Può essere che la Terra si divise dalla compagnia di Venere e, quest'ultimo, sviluppò un ambiente aggressivo, una pressione enorme, un effetto serra e altri fattori letali agli organismi viventi?", si è chiesto.

La comunità accademica ritiene che Venere, la Terra e Marte avevano in partenza condizioni simili, ma poi si svilupparono con condizioni differenti. La ricerca spaziale aiuterà a capire se l'allontanamento della Luna possa modificare l'ambiente terrestre e, se possibile, gli eventi negativi.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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UK: Ministero della Difesa ha indagato su avvistamenti UFO a Inverclyde

Una serie di avvistamenti di UFO a Inverclyde sono stati indagati dal Ministero della Difesa britannico, secondo i documenti recentemente declassificati.

Cinque separati episodi nella zona sono stati registrati dal 1999 al 2009 dal Dipartimento speciale del Comando Aereo delle Forze Armate.

Questi includono un rapporto di due luci brillanti stazionarie sopra Inverclyde e cinque luci sopra Greenock, entrambi nel 1999.

I documenti, inoltre, hanno rivelato il caso di una donna che ha visto una grande luce brillante sospesa nel cielo sopra Kilmakom nel 2003 e il caso di un uomo che ha avvistato una "astronave" di colore giallo sopra Greenock nel 2005.

Il caso più recente è accaduto il 25 docembre 2009, quando due luci arancioni sono state viste librarsi sempre sopra Greenock.

I dettagli sono stati rilasciati dopo una richiesta fatta tramite il FOIA (Freedom of Information Act).

Un portavoce del MoD ha dichiarato: "il Ministero della Difesa britannico non ha nessuna opinione sull'esistenza o meno di vita extraterrestre".

"Tuttavia, in oltre 50 anni, nessun rapporto UFO ha rivelato una evidenza di potenziale minaccia per il Regno Unito".

"Il programma in corso per declassificare i documenti dipartimentali in materia UFO, per il National Archives, continuerà".


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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1978: il mistero dell'UFO che cadde nel nord di Salta

lunedì 27 giugno 2011

Il 6 maggio 1978, gli abitanti delle località di frontiera di Argentina e Bolivia, in una zona che incomincia da un punto con la Repubblica del Paraguay, guardarono il cielo. Un brusio penetrante fece alzare la vista all'unisono e, ancora oggi, migliaia di persone ricordano lo straordinario avvenimento: una figura ovoidale di fattezze metalliche, dalle dimensioni di un pallone da calcio e incandescente, attraversa il cielo da est a ovest, a una enorme velocità, apparentemente fuori controllo e in una situazione di caduta libera.

L'oggetto volante non identificato (UFO) scomparve all'orizzonte, ma pochi secondi dopo si udì una tremenda esplosione e le località della provincia di Salta, Aguas Blancas, Salvador Mazza, Los Toldos e Sant a Victoria Oeste incominciarono a tremare, ivi incluse le località del conglomerato boliviano di Tarija, Padcaya, La Mamora, Las Canas e Bermejo, solo per citarne qualcuna.

Tutto stava ad implicare che lo strano apparato fosse precipitato in qualche punto della frontiera binazionale.

La Gendarmeria Argentina, per disposizione del capo dello Escuadron 20 "Oran", il comandante Juan Nicasio Boari, inviò tre pattuglie al Parco Nazionale Baritù per verificare se un UFO o qualcos'altro si fosse schiantato contro il terreno. Allo stesso modo, inviarono degli aerei del compartimento, stesso dicasi della Fuerza Aérea Boliviana che inviò, nella zona del probabile impatto, squadriglie aeree e terrestri.

Una squadra di scienziati dell'Università "Misael Saracho" di Tarjia, guidata dal fisico argentino Orlando Bravo, annunciò che erano stati in grado di determinare, con certezza, il punto di impatto, in territorio boliviano, in una catena montuosa situata di fronte alla popolazione argentina di Mecoyita, a Santa Victoria Oeste.

Immediatamente, la "Comision Boliviana de Energia Nuclear" inviò nella zona una squadra di scienziati, sotto il comando del capitano di corvetta, Francisco Mariaca.

Si organizzò una spedizione che doveva partire con un elicottero militare boliviano e alla quale avrebbero fatto parte un giornalista (Antonio Abarzua) e il fotografo Luis Benjamin Arias del "El Tribuno". Quando tutto era pronto all'aeroporto di Tarjia per cominciare la missione, atterrò sulla pista un aeroplano della USAF (United States Air Force) americana, dal quale scesero il colonnello John Simmos e il capitano John Heide. Entrambi andarono a parlare con il capo della base locale, colonnello Jorge Molina Suarez. Interrogati dalla stampa, negarono che la loro presenza a Tarjia fosse in correlazione con l'UFO. E, dopo aver trascorso circa 2 ore in città, salirono sul loro aereo e se ne andarono.

Pochi minuti dopo, il colonnello Molina informa che l'elicottero della spedizione si era rotto e che coloro che intendono partecipare alla missione devono camminare a piedi, organizzando per i volontari due asini carichi di cibo e tende e una squadra militare, composta da un tenente e quattro soldati.


Il quotidiano "El Tribuno", la squadra del dottor Orlando Bravo oltre al giornalista di Buenos Aires di "Canal 13" César Mascetti e il suo cameraman, Oscar Isse, partirono a piedi. Lungo la strada, la gente del posto raccontò che per giorni una decina di elicotteri hanno operato sulle montagne. Dopo due giorni di cammino, la spedizione raggiunse Mecoya, a circa 5.000 metri. E, raggiunto il punto di impatto, incontrarono un panorama desolato: una collina, El Salle, totalmente distrutta, con un cratere di 1.500 metri di lunghezza, 800 di larghezza e circa 50 metri di profondità. Le rocce erano cristallizzate per il calore alla base, altre disseminate in un area molto maggiore, ma niente di più. Gli abitanti di Mecoya raccontarono: "se cercate i resti di quello che è caduto, è stato già preso dai gringos (ndr americani)".


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Cile: nel 1969 un UFO causò il terrore in un paese

sabato 25 giugno 2011

La notizia apparve su "Revista Vea", numero 1567 del 12 giugno 1969 e racconta un episodio che accadde in quel periodo e che gettò nel terrore l'intera comunità del piccolo paese di Vicuna (Cile).

L'articolo riportato all'epoca racconta di una strana luce che svegliò un gruppo di residenti del settore Gabriela Mistral nelle prime ore di martedì 3 giugno 1969. Allarmati consultarono gli orologi. Mancavano cinque minuti alle sei del mattino e, a quell'ora, il cielo è normalmente scuro. I cittadini si riversarono nelle strade. Le lampade si strada erano nulla rispetto alla luminosità che emanava l'oggetto brillante nel cielo. Era un UFO che roteava ad una velocità incredibile.

La "Revista Vea" riportò questo avvistamento notturno e intervistò i principali testimoni. Ernesto Ocaranza Alquinta (ndr all'epoca Carabiniere come dimostra l'immagine sopra ripresa direttamente dalla "Revista Vea" dell'epoca) fu uno dei testimoni che fu intervistato e disse:

"Era un'oggetto rotondo di circa 65 centimetri di diametro (ndr dal suo punto di visione, da distanza elevata, doveva essere comunque un oggetto con una grandezza considerevole). Non posso precisare meglio le sue dimensioni, dal momento che la potente luce che irradiava non permetteva di vederlo in tutti i suoi dettagli. Il suo colore era di un bianco pallido e il cerchio esterno e interno era più scuro. Lanciava continui lampi, impedendo di apprezzare con esattezza la sua struttura. Non si trattava della Luna; inoltre, la sua luminosità era molto superiore rispetto a qualunque stella. Ho osservato il tutto per circa quindici minuti. Rimase stazionario per la maggior parte del tempo, però una volta si spostò rapidamente verso sinistra, ad una distanza equivalente a quattro volte equivalente il suo diametro; si fermò e poi cominciò a muoversi di nuovo".

L'oggetto in questione causò paura e terrore tra gli animali. Fu intervista la guida del luogo, Enrique Alcayata, il quale affermò che un suo mulo si imbizzarrì quando l'UFO passò sopra le loro teste, dirigendosi verso la montagna.

Secondo le testimonianze riportate, l'UFO fu localizzato a circa 150 metri sopra la vetta del Cerro La Virgen (ndr Pendio La Vergine). Aveva la forma di una trottola e gli altri testimoni ricordarono che aveva una luminosità molto forte che abbagliava chi lo osservava.

Altri testimoni di quel periodo furono German Morales Arce, funzionario dell'INDAP (Istituto per lo Sviluppo Agricolo), Maria Herrera Rojas, Julio Morales, Ernesto Gonzales, Teresa de Olivares e diversi bambini di scuole del centro di Vicuna. Un sottoufficiale dei Carabinieri, Juan Alberto Egna, disse ai giornalisti di "Revista Vea" di aver confermato e ratificato le testimonianze riportate dai cittadini che videro lo strano oggetto.
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Guatemala: elicottero militare alla ricerca di un UFO

giovedì 23 giugno 2011

La notizia è stata pubblicata poche settimane fa dal CIFEEEAC (Centro Investigador de Fénomenos Extraterrestres, Espaciales y Extraordinario A.C.) ed è un caso che sarebbe accaduto precisamente il giorno 16 aprile 2011.

Un testimone, che ha voluto rimanere anonimo, ha inviato la sua segnalazione a Alfonso Salazar Mendoza (tecnico aeronautico).

In quel giorno, i residenti della zona residenziale vicino all'aeoporto "La Aurora" della città di Guatemala (capitale della nazione omonima) sono stati testimoni dell'avvistamento di strane luci notturne nel cielo. A quanto pare i radar militari avrebbero rilevato un UFO e fu inviato un elicottero Bell 212 per cercare di intercettare il misterioso intruso.

Il testimone, l'unico - fino ad ora - che è uscito a galla per parlare dell'episodio, ha dichiarato che "io vivo nella Zona 13 e per un paio di volte ho visto delle luci che hanno sorvolato una zona vicino casa mia (a circa 5 minuti dall'aeroporto). La seconda e ultima volta vidi una forte luce gialla come collocata sopra un largo oggetto, che salì di colpo (come da 0 a 1000 chilometri orari in un secondo!!!). Dopo tre minuti la sua scomparsa, ho notato dalla mia finestra un elicottero della FAG (Fuerza Aérea Guatemalteca) sorvolare la stessa zona dove io vidi la luce"
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Intervento chirurgico al cervello durante la civiltà Harappa

mercoledì 22 giugno 2011

Gli scienziati della Anthropological Survey of India affermano di aver trovato le prove di un'antica pratica di intervento chirurgico al cervello in un teschio Harappa dell'Età del Bronzo.

Il cranio, che si ritiene vecchio di 4.300 anni (ndr circa 6.300 a.C.), porta una incisione che indica un "caso inequivocabile" di pratica chirurgica nota come trapanazione, afferma un documento pubblicato nell'ultima edizione di "Currente Science" (ndr edizione del 10 giugno 2011).

La trapanazione, un comune mezzo di intervento chirurgico praticato nelle società preistoriche a partire dall'età della pietra, coinvolgeva la perforazione o il taglio attraverso la volta cranica, spesso per il trattamento di un trauma cranico o per rimuovere schegge ossee o coaguli di sangue causati da un colpo alla testa.

Altri casi

Mentre prove di questa pratica sono state trovate in regioni come il Perù, l'Europa e in Palestina nella Gerico dell'Età del Bronzo, questa è la prima volta che una trapanazione sia stata trovata nella civiltà Harappa.

Secondo il documento di ricerca, un foro trapanato è stato trovato in un teschio maschio Harappa che era custodito presso il Palaeoanthropology Repository of the Anthropological Survey on India a Kolkata.

Era stato portato alla luce presso "Cimitero H" che conteneva mercanzia di colore rosso crudo, ma non dalle caratteristiche tipiche della ceramica Harappa.

Non solo rituale

La procedura è, in alcune parti del mondo, anche stata associata con rituali religiosi o "per allontanare gli spiriti cattivi". Tuttavia, nel caso del cranio Harappa, la trapanazione è stata intesa come terapeutica in quanto vi è una chiara indicazione di un trauma cranico nella forma di una visibile e lineare depressione, probabilmente derivata da un duro colpo, afferma lo studio di A.R. Sankhyan e G.R. Shug.

Ci sono anche prove di guarigione, "indicando che la vittima sopravvisse per un periodo considerevole dopo l'operazione", aggiunge il documento.

"Gli studiosi hanno registrato sorprendenti analogie nelle tecniche di trapanazione attraverso i continenti, e quindi la consideriamo come una prova importante per i movimenti preistorici di persone e per il trasferimento di competenze chirurgiche da una società all'altra", affermano gli autori.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Documento (Pdf) di "Currente Science"
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Fuerza Aérea investiga strani fenomeni nel cielo peruviano

lunedì 20 giugno 2011

UFO? La FAP riconosce che succede qualcosa di strano nel nostro spazio. Da dieci anni, la Direccion de Investigacion Aeroespacial (DINAE) investiga su eventi che ancora non hanno una spiegazione scientifica.

Siamo soli nell'Universo? E' la domanda che milioni di persone hanno fatto per secoli, e i peruviani non sono una eccezione. Presso la prestigiosa Fuerza Aérea del Perù (FAP) esiste un dipartimento, creato nel dicembre del 2001, che si occupa dell'investigazione dei fenomeni aerospaziali anomali (per non chiamarli UFO), oggi in fase di ristrutturazione per consentire budget e personale più numeroso.

Sulla necessità di creare questo ufficio esistono tre teorie: la prima è quella che si è deciso di aprirlo per seguire la strada fatta dai paesi vicini, Cile ed Ecuador, che inaugurarono le loro rispettive direzioni di investigazione su questa materia; La seconda, quella di aver indagato con grande solerzia un avvistamento avvenuto nel quartiere de La Molina; la terza e ultima teoria, che parte del Gabinetto Ministeriale dell'epoca vide una gigantesca astronave, sopra le loro teste, mentre erano in commissione nella giungla e alcuni di loro si domandarono cosa fosse.

Ad ogni modo, ciò che è nota come OIFAA, incominciò le sue indagini con intellettuali distaccati come l'antropologo Fernando Fuenzalida Vollmar, recentemente scomparso.

Tuttavia, il tempo trascorso "non ha statistiche, nè cifre" sopra i "fenomeni aerospaziali anomali", dice un consigliere della Direccion de Investigacion Aeroespacial (DINAE) dal quale dipende l'area in questione, Abraham Ramirez Lituma. Il consigliere, però, aggiunge di non contestare il fatto che questo tipo di eventi "indubitabilmente accadono (nei cieli peruviani) e che, probabilmente, avvengono nello stesso periodo nel resto del mondo".

A che tipo di eventi si riferiscono con esattezza? Ramirez Lituma indica che, nonostante tutto questo, nulla è stato dimostrato definitivamente, anche dopo indagini serie che hanno avuto luogo. Però qualcosa succede, decisamente succede.

Tanto che, a livello ufficiale all'interno della FAP, esistono la testimonianze di tre suoi componenti che assicurano di aver visto o inseguito un Oggetto Volante Non Identificato.

Ho visto un UFO

Uno di loro è il comandante Oscar Santa Maria Huertas, il quale - dice - ebbe un incontro con un'astronave infuocata, l'11 aprile 1980, quando era di stanza presso la base aerea di La Loya, Arequipa. Altri 1.800 uomini che si trovavano nella base furono testimoni di un oggetto immobile, a circa tre miglia di distanza.

Dopo di chè, un ordine di un superiore disse di abbatterlo. Entrò quindi su un aereo Sukhoi e dopo aver raggiunto approssimativamente la distanza necessaria sparò contro 64 colpi (con munizioni di calibro regolare), senza esito.

Dopo la caccia a questo oggetto durata per diversi minuti e che sembrava rompere tutte le leggi della fisica, il pilota fu in grado di accertare che era un oggetto che non aveva ali, non aveva porte, nè motori, nessun bullone, niente di conosciuto dall'uomo.
"Contro cosa mi sono trovato di fronte?", ricorda che fu il suo primo pensiero, prima di tornare con una certa apprensione alla sua base. Così oggi, anche se non è sicuro che quello che vide fosse di origine extraterrestre, è convinto che la tecnologia di quell'aeromobile, di 10 metri per 10 metri, non esiste nè esisterà sulla Terra.

Anche il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America ha pubblicato un documento dal titolo "UFO avvistato in Perù" e nel quale descrive questo incidente, indicando che l'origine del velivolo inseguito rimane sconosciuta.

Motivi per investigare

Ramirez afferma che il Governo del Perù decise di creare la OIFAA perchè esisteva (per mandato costituzionale) la necessità di vigilare e garantire la sicurezza aerea del territorio da possibili nemici, siano essi terrestri o extraterrestri.

Tu? A cosa credi? Siamo soli?

La prima indagine


Il primo caso ufficiale di investigazione UFO in Perù, realizzata dalla OIFAA, coinvolse il ricercatore Anthony Choy e la presenza di una formazione di astronavi che sorvolarono Chulucanas, a Piura.

Una processione fu coinvolta dall'evento. I testimoni videro questi oggetti effettuare diverse manovre per formare figure geometriche, durate in media due ore.

Purtroppo fino ad oggi, anche se esistono dei video, il caso non è stato chiarito. Ma ci sono due ipotesi: che si tratta di extraterresti oppure di fenomeni elettrici luminosi.

Queste indagini determinarono che l'epicentro di questi straordinari fenomeni avvennero nel misterioso Cerro Pilan, ha dichiarato Choy.


Traduzione a cura di Antonio De Comite


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1995: una nuova "Roswell" in Argentina?

sabato 18 giugno 2011

Antonio Galvagno, pilota di aerei adibiti a spruzzare pesticidi nei campi agricoli a Joaquin V. Gonzales, fu protagonista di uno dei casi più suggestivi nella misteriosa tematica dei "piatti volanti", quella della cosiddetta "Roswell argentina".

Il caso è stato raccontato nel corso del Primo Convegno di Ufologia tenutosi a Cachi (Salta, Argentina) pochi giorni fa. La cittadina di Cachi ha visto partecipi circa 250 persone e con un convegno che si è tenuto a 156 chilometri a sud della capitale e a 2.280 di altezza.

Antonio Galvagno ha raccontato così la sua straordinaria esperienza:

"Erano le ore 13:45 (ora locale) del 17 aprile 1995. Ero a pranzo con mia moglie e i miei figli nella casa di nostra proprietà a Joaquin V. Gonzales. Faceva caldo, non c'era nessuna nuvola nel cielo e non c'era nemmeno un filo di vento", comincia a raccontare Antonio Galvagno.

"Improvvisamente sentimmo degli strani rumori, poi due tremende esplosioni. Uscimmo fuori, alzammo gli occhi in alto e vedemmo una figura metallica gigantesca dalla forma di un enorme disco, di oltre 500 metri di diametro, incadescente che cadeva", ha riferito.

"Lo vedemmo per pochi secondi, che si spostava verso sud, fino a quando precipitò. Poi si alzò una enorme colonna di fumo. Immediatamente presi il mio monomotore Fly Star 0Km e iniziai a sorvolare la zona, ma non trovai nulla. Quando tornai a Joaquin V. Gonzales, assieme ad un gruppo di 30 amici, mettemmo in piedi una squadra di ricerca. L'indomani mattina, la zona fu invasa da cittadini nordamericani, tutti vestiti di nero, con occhiali scuri, sopra motociclette e fuoristrada 4x4", ricorda Galvagno.

"Il sindaco di allora, la preoccupata Irma Caro, si mise in comunicazione con Buenos Aires e ricevette la notizia che gli strani personaggi erano effettivamente nordamericani e che potevano rimanere in zona per un'accordo tra Stati Uniti e Argentina, accordo che permetteva di avere carta bianca per indagare sul fenomeno UFO nel Paese. In quel momento ascoltai che stava operando nella zona il Centro di Investigazioni di Tecnologie Spaziali della Fuerza Aerea di Argentina, ma non diedi a ciò molta importanza e mi recai verso la pista.

Lì un gringo (ndr nome in spagnolo per indicare, in questo caso, gli americani) cercò di impedirmi di proseguire, ma senza esito. Incominciai così a volare fino al punto d'impatto", continuò.

Galvagno concluse in questo modo la sua relazione: "improvvisamente, il motore dell'aereo si fermò e il mio velivolo precipitò. Qualche giorno dopo gli uomini vestiti di nero scomparvero. La Fuerza Aerea argentina mi chiamò e due ufficiali mi dissero che un'astronave extraterrestre, rilevata dalla NASA, era stata abbattuta".

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Nota Antonio De Comite: caso intrigante, ma dubbio. Non che escludiamo possa essersi verificato qualcosa di anomalo in quell'anno, ma al momento rimane solo un - seppur appassionante - racconto. Diverso il fatto di un altro UFO crash avvenuto tra Argentina e Bolivia a metà anni 70 del secolo scorso. Ma di questo parleremo prossimamente.
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Extraterrestri: la Cina e il più grande radiotelescopio al mondo

giovedì 16 giugno 2011

Il radiotelescopio più grande e più famoso del mondo - l'Osservatorio di Arecibo, a Porto Rico - stella di numerosi film e grande alleato dei cacciatori di extraterrestri, sta per essere spodestato.

In una parte remota della provincia di Guizhou, nella Cina meridionale, si inizierà la costruzione di un'opera di grande ingegneria, abbastanza condivisa dai cinesi.

Radiotelescopio di 500 metri

Promettendo di trasformare la radioastronomia, si è cominciato a costruire il FAST (Five -hundred -metre Aperture Spherical radio Telescope, in apertura con una ricostruzione a 3-D) - radiotelescopio di apertura sferica di 500 metri.

Sarà un unico disco che misura, come espresso dal suo nome, 500 metri di diametro, che occupa l'interno di un rilievo che assomiglia a un cratere.

Un complesso di motori di grandi dimensioni sarà in grado di modificare la forma della sua superficie riflettente, consentendo al FAST di scandagliare grandi aree del cielo.

Questo renderà il FAST tre volte più sensibile rispetto al radiotelescopio di Arecibo.

Con esso, gli astronomi sperano di scoprire migliaia di nuove galassie e altri corpi celesti nel cielo profondo, fino a 7 miliardi di anni luce di distanza.

Cratere carsico

La provincia di Guizhou è colmo di incredibili depressioni carsiche, burroni formati dall'acqua che ha corroso le rocce calcaree durante le ere geologiche.

Usando una combinazioni di immagini satellitari e rilevazioni aeree, gli astronomi guidati da Rendong Nan, dell'Osservatorio Astronomico Nazionale di Pechino, hanno selezionato una depressione con 800 metri di lunghezza.

L'incredibile burrone è circondato dalle montagne, abbastanza lontano dai centri abitati per essere liberi da interferenze di frequenze radio.

I lavoratori scaveranno un milione di metri cubi di terreno per dare una forma emisferica alla depressione, necessaria per supportare l'antenna.

La costruzione del FAST terminerà nel settembre del 2016.

La più grande antenna del mondo

La gigantesca antenna, che sarà la più grande della Terra, sarà composta da 4.400 pannelli di alluminio triangolare.

I pannelli saranno collegati tra di loro, potranno essere spostati sopra e sotto attraverso un cavo o un sistema di motori, cambiando la forma della superficie del piatto.

Anche se è stato ispirato da Arecibo, FAST ha differenze importanti.

La parabola di Arecibo ha una curvatura sferica fissa. Ciò significa che le onde radio ricevute sono focalizzate su una linea sopra l'antenna. Specchi secondari o terziari sono sospesi in cima, per concentrarsi a linea su un punto, per poi essere elaborati dagli strumenti.

Quindi, solo 221 dei 305 metri dell'antenna saranno utilizzati, effettivamente, per studiare il cielo.

Messa a fuoco regolabile


Per la parabola di 500 metri di larghezza del FAST, in attesa di tali specchi peserebbe 10.000 tonnellate.

Così, gli ingegneri del FAST hanno deciso di usare proprio la parabola per mettere a fuoco il segnale.

Per effettuare ciò, un sottoinsieme di pannelli sulla superficie del FAST saranno spostati per formare uno specchio parabolico di 300 metri di diametro - la dimensione dell'intero piatto di Arecibo.

Questo piatto di piccole dimensioni può essere formato in qualsiasi punto della superficie di 500 metri, permettendo così al FAST di rilevare oggetti e di studiare le differenti zone del cielo su un campo visivo molto più grande.

Inserito sopra l'antenna, un ricevitore raccoglierà il segnale focalizzato, permettendo lo studio simultaneo di 19 regioni del cielo, in differenti bande dello spettro radioelettrico - Arecibo può studiare solo 7 regioni di volta in volta.
Relatività ed Extraterrestri

Gli astronomi e gli astrofisici ritengono che FAST scoprirà migliaia di oggetti che ci aiuteranno a capire meglio l'Universo. Le osservazioni di pulsar e resti di stelle diventate supernove aiuteranno a fare una sorta di messa a punto della Teoria della Relatività Generale di Einstein.

Decine di migliaia di nuove Galassie - invisibili ai telescopi ottici - emergeranno quando FAST capterà tenue emissioni radio di gas idrogeno neutro di cui sono composte.

Questo darà indizi sopra la natura della Materia Oscura e l'evoluzione delle Galassie.

Per gli obiettivi più vicini alla Terra, FAST entrerà a far parte del progetto SETI nella ricerca di intelligenze extraterrestri.

Esso sarà capace di ascoltare 5.000 stelle come il Sole alla ricerca di trasmissioni aliene.

"Il FAST potrà rilevare una trasmissione, simile al radar dell'antenna di Arecibo, ad una distanza di più di 1.000 anni luce", ha dichiarato Seth Shostak, del SETI Institute.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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UFO e bufale: comunicato stampa del CUN

Il Centro Ufologico Nazionale, in merito alla continua disinformazione sugli UFO condità con innumeravoli falsi atti a distruggere la serietà dello studio razionale dell'Ufologia, ha rilasciato un importante comunicato stampa che fa il punto della situazione e apre interessanti e dovuti cambiamenti in tema di rilascio di informazione alla stampa in tema di Oggetti Volanti Non Identificati. Il CUI (Centro Ufologico Ionico) appoggia totalmente questa iniziativa. Ecco il comunicato.
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Costarica: pilota conferma con foto avvistamento di UFO

La notizia è del 2008 e fu mandata in onda su una emittente televisiva (Tele Noticia 7) del Costarica, ma a quanto pare ha avuto poco spazio qui in Italia.

Il Capitano pilota José Dario Zamora - compagnia aerea TACA - stava effettuando qualche foto ad un aeromobile, modello Airbus A-320, alla aeroporto Juan Santa Maria (Costarica). Le foto effettuate al mattino del giorno 24 novembre 2004 sono state solo due, scattate nell'arco di 5 secondi una dall'altra.

Il pilota, con oltre 17 anni di esperienza nel campo del volo, non si era accorto di nulla, ma una volta riversate le foto al computer nota alla foto numero due una strana anomalia.

Ingrandendola nota che ha una forma strana, non addebitabile ad un aeromobile classico. E' convinto di aver immortalato un vero UFO, inteso come Oggetto Volante Non Identificato, dalla forma di un "disco volante". Analisi approfondite hanno escluso manomissioni e il falso.

Sotto alcune immagini dell'oggetto e il filmato di un tg dell'epoca



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UFO fotografato a Taranto? No, un aeroplano

La notizia aveva fatto il giro della città di Taranto, un presunto UFO era stato avvistato (e fotografato) in via Scoglio del Tonno il giorno 12 giugno 2011.

Una ragazza - di nome Ilaria - mentre era di ritorno da mare, assieme al fidanzato, nota una strana sagoma nel cielo, apparentemente a bassa quota, che si muove ad andatura abbastanza lenta. Scatta una foto e la manda alla redazione del quotidiano "Taranto Sera" che, il giorno dopo, pubblica la segnalazione assieme alla foto.

Il sottoscritto contatta subito la redazione del quotidiano, chiedendo se era possibile visionare la foto ad alta risoluzione per effettuare le analisi di rito. Gentilmente il quotidiano ci invia il materiale e, una volta esaminata, siamo in grado di dire che non era un UFO.

Ecco cosa ho affermato al quotidiano che ha pubblicato le analisi il giorno 15/06/2011:

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UFO: i misteri amazzonici di Acajatuba

mercoledì 15 giugno 2011

Questo articolo è apparso recentemente sul sito di "Exopolitics Institute" e racconta la spedizione del noto ufologo brasiliano A. J. Gevaerd nel piccolo villaggio di Acajatuba. Ecco cosa ci racconta:

"Sono appena tornato da un nuovo viaggio nella foresta pluviale amazzonica, dove ho trascorso alcuni giorni presso le isole Anavilhanas, circa 50 miglia ad ovest di Manaus, collezionando nuovi casi UFO. Ho concentrato il mio lavoro in un luogo chiamato Acajatuba, un grande lago formato dal fiume Negro. Circa 30-40 famiglie vivono in due piccoli villaggi - Sao Tomé e Perpetuo Socorro - niente di più che un mucchio di baracche fluviali. Si stima che vivino circa 200 persone, pesci e colture vegetali sono la loro fonte primaria di cibo in questa vasta area.


Sopra ricostruzione di un UFO apparso in Amazzonia, il "Chupa-Chupa"

Sono stato invitato da Francisco Ritta Bernardino, 78 anni, proprietario dell'hotel nella giungla chiamato Ariau Towers per andare in quella zona ed indagare sui casi UFO. Francisco è stato molto impressionato dal numero di segnalazioni di avvistamenti di oggetti insoliti e mi ha chiesto di esaminare i fenomeni. Egli è stato anche testimone di parecchie interessanti osservazioni. In questo viaggio sono stato accompagnato da Umaia Farid Ismail, autore di Amazonian UFO.

Già nel 2001, ero stato in questo luogo per investigare i casi, casualmente intervistando decine di persone del posto, trovando alcuni casi interessanti. A quel tempo, fu facile trovare su 10 persone 7 o 8 testimoni di casi UFO con cui parlare - dove circa 2 o 3 in mezzo a loro erano casi molto significativi. Il mio modus operandi era molto semplice: vagai tutto il giorno in una piccola barca attraverso le zone remote della giungla amazzonica, alla ricerca di residenti locali. Fu estenuante, sotto l'umidità e la pericolosa luce solare dell'Amazzonia, ma nonostante il disagio ne è valsa la pena.


Tra i diversi casi UFO che ho esaminato, alcuni erano intriganti e si riferivano a manufatti metallici e luminosi, che furono visti regolarmente dai nativi che vivono in quella zona della foresta pluviale. Alcuni erano solo sfere di luce, ma altri si riferivano a dischi strutturati oppure ad oggetti di forma cilindrica, tutti con lo stesso nome, che per gli indigeni era: gas di palude. Loro non sanno la differenza se è oppure no gas di palude; è un fenomeno che è abbondante in quella zona. Questi manufatti emergono dalle acque del fiume e salgono in alto nel cielo. Sono così luminosi che di notte si può vedere la giungla in modo chiaro, come se fosse giorno.

E' davvero interessante notare come gli indigeni, nella loro semplicità, si riferiscono sempre a ciò che vedono in termini di cose oppure oggetti a loro noti. Essi si riferiscono alle differenti forme di UFO osservate come scatole, piatti, forni, pentole eccetera. Se un particolare avvistamento è significativo e/o ricorrente viene assorbito dal popolo come parte delle loro tradizioni folkloristiche. Curiosi i nomi dati a diversi tipi di UFO ed occupanti avvistati, come Madre di Oro, Grande Verme, Navi Fantasma, Vergine di 7 metri, Luce che Fugge, eccetera. Quindi gas di palude è solo un'altro nome folkloristico dato agli UFO.



Sopra sulla sinistra A.J. Gevaerd assieme a Bibolotti (presidente del CUN)

Circa un migliaio di fotografie e 3 ore di filmati sono stati ottenuti da interviste oppure parlando con circa due dozzine di persone, molte delle quali hanno avuto a che fare con davvero seri resoconti di avvistamenti di UFO, notati a distanza molto ravvicinata. Molto interessante è anche il fatto che ho conosciuto una nuova zona in Amazzonia, dove il cosiddetto fenomeno Succhia-Succhia (conosciuto localmente come Chupa-Chupa) fu regolarmente visto alla fine degli anni 70 del secolo scorso. Nello stesso periodo questo fenomeno fu indagato in un'altro Stato dell'Amazzonia, Parà, dall'Aeronautica Brasiliana con la cosiddetta Operazione Piatto (ndr Plato in lingua portoghese), ora tutta di pubblico dominio.

Tuttavia, la vasta zona di Acajatuba ha un numero di popolazione abbastanza basso, che era ancora più basso durante gli anni settanta, per cui ci sono stati pochi rapporti del fenomeno Chupa-Chupa, pertanto i rari casi di attacco contro le persone sono stati pochi e lontani tra di loro. Ciò mi impegnerà a fare altri viaggi nella regione per raccogliere più casi in un prossimo futuro. L'area non è stata mai sotto investigazione da parte dell'Operazione Piatto dell'Aeronautica Brasiliana e gli indigeni locali non hanno mai parlato con un investigatore UFO prima di me.

Non c'è nulla di più affascinante per un ricercatore UFO del contatto diretto con la gente che ha avuto esperienze con fenomeni che hanno cambiato la loro vita. Fare indagini sul campo in quella zona di foresta pluviale amazzonica è semplicemente la cosa migliore che si può fare per sentire, per davvero, la presenza aliena. Ora, il prossimo passo importante sarà quello di valutare correttamente i risultati di tale lavoro perchè, naturalmente, uno è dipendente dall'altro.

Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Inghilterra: enigmatico ronzio colpisce piccolo villaggio

martedì 14 giugno 2011

I residenti di Woodland, nella contea di Durham, sostengono che ogni notte un rumore permea l'aria simile al fremito di un motore d'automobile.

A volte è cosi forte che scuote il letto di qualche padrone di casa.

Gli abitanti sono esasperati e, per il momento, non hanno trovato la causa e l'origine del problema.

La piccola popolazione - circa 300 anime - è solo l'ultima ad essere stata colpita dal "The Hum" (ndr Il Ronzio), che in passato ha portato a incessanti teorie cospirative su UFO, esperimenti governativi e pozzi minerari abbandonati.

Si è così diffuso in popolarità grazie anche al serial televisivo "X-Files".

La sua più famosa apparizione fu quella di Bristol negli anni 70 del secolo scorso, quando più di un migliaio di persone si lamentarono di un ronzio persistente che fu la causa di epistassi, insonnia e mal di testa.

Così come arrivò scomparve misteriosamente e non fu mai chiarito.

I residenti di Woodland, una comunità costituita da una strada centrale e circondata da terreni agricoli, affermano che il ronzio è costante dalla mezzanotte alle quattro del mattino e non permette di dormire.

Non ci sono piloni, fabbriche o miniere abbandonate nelle vicinanze.

Il rumore è cominciato a manifestarsi circa 2 mesi fa e, da allora, affligge il villaggio ogni giorno.

Marylin Grech, 57 anni, detective in pensione, ha dichiarato: "in alcune zone della casa si può sentire più forte. E' sicuramente originato dall'esterno, è in aria, tutt'intorno, davvero da sfinimento".

"E vibra per tutta la casa. Quando togliamo l'energia elettrica da tutta la casa, si può sentire ancora. Quindi non è dovuto all'elettricità di casa".

"A volte fa vibrare tutto il letto, simile ad una palpitazione".

"Non è un tinnito (ndr ronzio originato da dentro le orecchie), questo è un suono acuto ed è davvero basso. Se metto le mie dite nelle orecchie non si arresta, quindi so che non è nella mia testa".

" Alle ore quattro del mattino scompare e vivendo in un posto così isolato senza traffico diventa il paradiso".

"Ma lascia un ronzio in testa per tutta la giornata".

Gary Hutchinson, un responsabile della protezione ambientale al Durham County Council, ha dichiarato: "posso confermare che abbiamo ricevuto una chiamata per quanto riguarda un ronzio nella zona di Woodland precedente al 1° giugno e noi, ora, effettueremo ulteriori indagini prima di decidere quale azione intraprendere".

Sintesi e traduzione a cura di Antonio De Comite


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Strano UFO avvistato a Tripoli

Mentre in Libia continuano gli avvenimenti bellici contro il regime di Gheddafi, strani avvistamenti sembrano accadere nei cieli di quel paese.

Molti sono da addebitare - sicuramente - a velivoli sperimentali oppure a droni militari atti allo spionaggio o al combattimento, ma alcuno esulerebbero dalla spiegazione prettamente convenzionale.

Un testimone, mentre era sdraiato sul suo letto e con la porta del balcone aperta, nota un qualcosa di strano dal di fuori dalla finestra. Si avvicina e nota uno strano velivolo. Siccome era molto buio, non riesce a capire se l'oggetto sia di forma sferica oppure un qualcosa di simile, ma nota una specie di contorno bianco tutt'attorno.

L'UFO aveva tre luci, due erano di colore verde e una di colore rosso - quest'ultima che si accendeva e spegneva nell'arco di un secondo.

L'avvistamento è durato, da quando il testimone si è accorto della misteriosa presenza, circa 6 secondi, dopo di che il misterioso intruso volante svanisce formando un'anello di fumo colore rosso.

Il testimone - che ha raccontato la notizia al NUFORC (National UFO Reporting Center) - ha dichiarato di essere rimasto sconvolto dall'avvistamento. Non aveva mai creduto agli UFO. Nel mentre del brevissimo avvistamento - brevissimo per quanto concerne l'arco di tempo di visione - era così sconvolto da non riuscire a prendere il cellulare e scattare qualche foto.

Il testimone, comunque, ha fatto un disegno di ciò che ha avvistato il giorno 17 marzo 2011 alle ore 21:58 ora locale.



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UFO in Australia nel 1793?

All'interno del libro "An Account of the English Colony in New South Wales", pubblicato nell'anno 1788 (prima pubblicazione), scritto da David Collins , Philip Gidley King, George Bass e Maria Collins si trova quello che a tutti gli effetti sembrerebbe l'apparizione di un fenomeno aereo anomalo.

All'epoca della pubblicazione del poderoso tomo, David Collins era Tenente-Colonnello della Royal Marines.

A pagina 211 del libro originale - che si può trovare su Google Book - si legge ciò:

"Una straordinaria apparizione nel cielo è stata osservata da molte persone tra le cinque e le sei di sera di venerdì 12 del mese (ndr il mese era aprile). E' stato notato nel nord-ovest, e sembrava come se un raggio di fulmine biforcuto fosse stazionario in quella parte del cielo per circa quindici minuti, che era il periodo in cui è stato visibile. Non fu più scorto, tuttavia, dopo che il sole ebbe lasciato l'orizzonte".

Che dire, uno dei tanti fenomeni anomali dei secoli passati e che oggi - almeno per alcuni - chiameremmo UFO oppure PAN (Fenomeni Aereo Spazionali Non Identificati).



Ricerca effettuata da Antonio De Comite
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Acque misteriose: dalle Bermuda al Mare del Diavolo

venerdì 10 giugno 2011

Racconti di vascelli marittimi scomparsi e di dicerie di navi senza equipaggio alla deriva hanno colorato la fantasia popolare, per quanto concerne le leggende riguardanti il mare.

Alcune zone sono diventate sinonimo di sparizioni inspiegabili e di marinai intrepidi con il gusto per il paranormale, questi luoghi possono contenere una spettrale attrazione magnetica.

Quindi se avete bisogno di una vacanza in barca in chiave soprannaturale, avrete bisogno di sapere dove finisce la finzione e dove iniziano i fatti. Per aiutarvi in ciò, eccovi il nostro modo di scavare in profondità in alcune delle acque più misteriose del mondo.

Triangolo delle Bermuda

La vasta area triangolare di oceano con punti immaginari nelle Bermuda, Florida e Puerto Rico - popolarmente conosciuta come "Triangolo delle Bermuda" - è stata a lungo associata con sparizioni misteriose, attività paranormali e, anche, fessure nello spazio stesso.

L'interesse per la regione è cominciata dopo che un gruppo di aerei militari, che trasportavano 14 uomini, scomparve inspiegabilmente da qualche parte al largo della costa sud della Florida, nel dicembre 1945.

Prima di perdere il contatto radio, il leader della squadriglia avrebbe affermato: "stiamo entrando in acque bianche, nulla sembra normale".

Quasi immediatamente dopo, altri 13 membri dell'equipaggio - inviati come gruppo di ricerca in volo - scomparvero. Non fu mai scoperto nulla di ciò che rimase del gruppo, facendo nascere così la leggenda del Triangolo delle Bermuda.

Ci furono ulteriori numerose sparizioni, tra cui una petroliera di grandi dimensioni, una barca da diporto e un piccolo aereo passeggeri, scomparse che vennero attribuite a forze paranormali operanti nella zona.

Una serie di libri, come "The Devil's Triangle", "Limbo of the Lost" e "The Riddle of the Bermuda Triangle", contenevano tutti spiegazioni soprannaturali - dagli UFO ai "wormholes", fino ad arrivare alla tecnologia rilasciata dal mitico continente di Atlantide.

Tuttavia, negli anni successivi, gli scettici hanno sostenuto che la percentuale di navi e aeromobili dati per dispersi in zona è, statisticamente, non tanto significativa rispetto a qualsiasi altra parte dell'oceano.

Infatti, la zona è oggi una delle zone più trafficate per la spedizione in tutto il mondo, e la maggior parte sembra cavarsela senza nemmeno immergersi a remo in un'altra dimensione.

Mar dei Sargassi

Accanto al Triangolo delle Bermuda e che si estende lontano nell'Oceano Atlantico, si trova lo stranamente calmo Mar dei Sargassi.

Nonostante sia seduto in mezzo al gelo contrario dell'Atlantico, l'acqua nei Sargassi è calda ed è caratterizzata dalla presenza del Sargassum - una densa alga da cui prende il nome.

L'area in questione ha una intrigante reputazione, ossia quella di "rapire" l'equipaggio dalle loro barche a vela, senza lasciare nulla, ma solo vuoti ed erranti vascelli.

Tra le sue vittime ricordiamo, anche, la nave ad alto albero "Rosalie", che navigò attraversando quest'area nel 1840, ma fu successivamente ritrovata alla deriva, con le vele spiegate e senza equipaggio a bordo.

I dipinti di Grisly del 19° secolo mostrano navi a vela nell'essere divorate da erbacce mostruose e l'area è presente, anche, sui libri di Jules Verne, tra gli altri.

Ma il mistero dei Sargassi non è più un gran mistero. Circondato da alcune delle più forti correnti di superficie delle acque del mondo, il "mare in un mare", come è noto, è difatti isolato dal resto dell'Atlantico.

Questo isolamente ha consegnato alla regione la sua temperatura insolita e sorprendentemente tranquilla - permettendo ad imbarcazioni alimentate dal vento di giungere in assoluto riposo e con tutti gli ingredienti utili alla creazione di una fiaba nautica.

Il "Mare del Diavolo"

Il "Mare del Diavolo", anche conosciuto come "Triangolo del Drago", è una regione del Pacifico situata all'incirca intorno all'isola giapponese di Miyake, a circa 100 chilometri a sud di Tokyo.

Secondo antiche leggende, si narra di draghi che vivevano al largo della costa del Giappone, lasciando così in eredità alla regione il suo soprannome.

Secondo lo scrittore Charles Berlitz, il Giappone ha perso cinque navi militari - oltre 100 scienziati addetti a studiare la regione - nello spazio di soli due anni tra il 1952 e il 1954.

Come il Triangolo delle Bermuda, la regione è stata inclusa in un articolo del 1972 dal naturalista ed esperto in paranormale Ivan Sanderson, intitolato "The 12 Devil's Graveyards Around the World".

I "Vile Vortices", come sono altrimenti noti, occupano tutti la stessa latitudine a sud e a nord dell'equatore e, si dice, siano i punti caldi per particolari anomalie fisiche e fenomeni inspiegabili, spesso attribuite ad abberrazioni elettro-magnetiche.

Sanderson ipotizzò che le correnti caldi e fredde che attraversano questi vortici potessero creare dei disturbi elettromagnetici, i quali avrebbero influenzato gli strumenti e le navi, causando così la sparizione delle stesse navi.

Tuttavia, mentre molto mistero rimane intorno alla zona, l'autore e pilota americano Larry Kusche ha largamente smentito molte delle dichiarazioni di Berlitz e altri.

Il Triangolo del Michigan

Il lago Michigan, negli Stati Uniti, è stato il sito di innumerevoli avvistamenti di strani oggetti e di aerei fantasma.

Secondo lo storico marino Dwight Bower nel suo libro "Strange Adventures of the Great Lakes", la leggenda del Triangolo del Michigan nacque nel 1937, quando il capitano George Donner scomparve misteriosamente dalla cabina del suo cargo durante una consegna di routine di carbone.

Dopo aver dato precise disposizioni di essere svegliato dal suo letto nel momento in cui la nave avesse raggiunto il porto, Donner scomparve e fu ritrovato tre ore più tardi, nonostante la porta della sua cabina fosse chiusa dall'interno.

Tredici anni dopo, il volo 2501 della Northwes Airlines - che trasportava 55 passeggeri e tre membri dell'equipaggio - partì da New York per il Minneapolis solo per evaporare apparentemente nel nulla, una volta passato sopra il Triangolo del Michigan.

Il relitto non fu mai scoperto, nonostante sia oggetto di una ricerca annuale da parte del Michigan Shipwreck Research Associates e le indagini continuano per cercare di spiegare l'incidente.

Così, per i marinai in cerca di un vero e proprio incontro ravvicinato, potrebbe benissimo essere che il lago Michigan sia, infatti, il posto migliore per una crociera raccapricciante.


Traduzione a cura di Antonio De Comite

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Steven Spielberg conferma il commento sugli ET di Reagan

mercoledì 8 giugno 2011

Nel corso di una intervista rilasciata a Quint (alias Eric Vespe) di Ain't It Cool News dal regista e produttore Steven Spielberg, quest'ultimo ha confermato ufficialmente la voce inerente il commento che fece sugli extraterrestri Ronald Reagan.

L'intervista era incentrata sul nuovo film di Spielberg "Super 8".

Nel corso dell'intervista, Spielberg ha confermato che nel 1982, durante la speciale proiezione alla Casa Bianca del film "E.T.", l'allora presidente degli Stati Uniti d'America dichiarò davanti a lui queste parole:

"Vorrei ringraziarvi per aver portato E.T. alla Casa Bianca. Mi è molto piaciuto il tuo film". Poi, guardandosi intorno, disse:

"...e ci sono numerose persone in questa sala che sanno che tutto quello che è stato mostrato sullo schermo è assolutamente vero".

Secondo Spielberg, tutta la sala si mise a ridere - pensando ad uno scherzo - tranne Reagan, il quale rimase serio su ciò che aveva dichiarato.

All'interno della sala, secondo ciò che è stato raccontato da Spielberg a Eric Vespe, c'erano la First Lady ed altre grosse personalità, tra cui ricorda Sandra Day O'Connor (appena insediata come Giudice della Suprema Corte) ed alcuni astronauti, tra cui Neil Armstrong.

Secondo Spielberg fu una sensazionale e straordinaria serata.


Traduzione e sintesi a cura di Antonio De Comite

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Vita extraterrestre nel Sistema Solare, ma non su Marte

Potrebbe esistere non in un pianeta extrasolare lontano migliaia di anni luce, ma in un luogo molto più vicino: Encelado, uno dei numerosissimi satelliti di Saturno.

Sorvolato più volte negli ultimi anni dalla sonda Cassini in orbita nel sistema di Saturno dal 2004, “Encelado mostra molte caratteristiche interessanti che non si trovano, contemporaneamente, in nessun altro corpo del sistema solare”, afferma Chirs McKay, astrobiologo dell’Ames Research Center di Moffett Field, in California: “acqua allo stato liquido, carbonio organico, azoto (in forma di ammoniaca), e una fonte di energia”.

La fonte di energia non è il sole, troppo lontano anche solo per sciogliere il ghiaccio d’acqua, ma l’interno stesso del satellite, surriscaldato dalle forze mareali dovute alla fortissima attrazione gravitazionale del gigantesco Saturno intorno a cui orbita.

Per di più, getti di gas e ghiaccio vengono continuamente lanciati nello spazio da geyser su vari punti della superficie, il che permetterebbe teoricamente di esaminare la composizione del sottosuolo di Encelado utilizzando sonde orbitanti. La stessa sonda Cassini lo ha già fatto più di una volta nel corso della sua missione, ma non dispone degli strumenti adatti per rilevare eventuali tracce di vita: occorre una nuova, specifica missione.

Se progettata per tempo, tale missione potrebbe approfittare della fionda gravitazionale realizzabile tramite Giove, espediente di “astronavigazione interplanetaria” effettuabile però solo nei prossimi anni, tra il 2015 e il 2017, o altrimenti solo nel 2030; tale meccanismo permetterebbe di abbreviare molto la durata del viaggio sfruttando la gravità di Giove per aumentare la velocità della sonda, ma progettare una missione su Encelado in soli 3 o 4 anni potrebbe non essere praticabile; conviene forse pensare a una missione più lenta ma progettata con più tranquillità, da lanciare un po’ più tardi.

Tra le soluzioni proposte ci sarebbe anche, eventualmente, quella di un “hopper”, una sonda cioè in grado di atterrare e decollare più volte sulla superficie del satellite, approfittando della sua bassa gravità; oppure si potrebbe progettare una sonda in grado di raccogliere campioni e ricondurli sulla Terra.

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Kepler, un piccolo pianeta simile alla Terra

Dagli anni novanta ad oggi sono stati scoperti 552 pianeti extrasolari o esopianeti. I pianeti extrasolari, viste le enormi distanze, sono di solito simili a Giove ovvero molto grandi e con una densità molto bassa. Insomma, assomigliano più ad una enorme palla di gas liquido e sono poco propensi ad ospitare forme di vita seppur primordiali.

Si è iniziato scrutando le Pegasi ma oggi, con i nuovi sistemi di osservazione, le scoperte sono via via aumentate. Non è infatti facile definire un pianeta, specie quando si trova a centinaia di anni luce e lo si individua solo a seguito di lunghe osservazioni sulle regolari variazioni sul sistema luminoso gravitazionale della stella di riferimento. Oggi, grazie ai nuovi metodi di analisi si è ad una media di venti esopianeti scoperti all'anno. Sulla diffusione di esopianeti gli esperti si dividono tra chi ritiene che sia un fatto alquanto frequente e chi invece afferma che solo il 10% delle stelle possa avere un sistema planetario.

L'entusiasmo degli astronomi si concentra sulla scoperta di pianeti di grandezza simile alla Terra e che ruotano intorno a stelle medio piccole e mature come il nostro Sole. Ovvero quelli che danno maggior probabilità di ipotizzare qualche forma di vita. Un interessante pianeta che ha acceso l'interesse degli studiosi per le sue caratteristiche è stato Glise 581 g. Il nome riprende quello della stella nana rossa di riferimento che dista solo venti anni luce. La scoperta dell'anno, in attesa di altre novità, è quella di un pianeta roccioso simile alla Terra individuato dopo mesi di osservazioni nella Costellazione del Dragone, ad inizio 2011, grazie al telescopio spaziale Kepler della Nasa.

Per Kepler 10b invece si tratta del primo esopianeta roccioso rilevato. Ruota intorno alla stella Kepler nella Costellazione del Dragone a 560 anni luce dalla Terra. Quindi il puntino che i telescopi osservano è quello che il pianeta mostrava quando Cristoforo Colombo andava a caccia delle Indie. Le dimensioni di Kepler 10b sono pari a 1,4 il nostro globo terrestre, ma la sua massa di ben 4,6 più grande. Ogni volta che si scopre un pianeta con queste caratteristiche vicino ad una stella medio piccola come il nostro Sole, come nel caso di Kepler si pensa a qualche possibile presenza di acqua e vita. A rendere alquanto improbabile la nostra ricerca di fratelli extraterrestri kepleriani o almeno di un lichene alieno vi è il dato che questo Kepler 10b ruoti praticamente appiccicato alla sua stella. In particolare tale distanza è stata calcolata in un ventesimo di quella che separa Mercurio dal Sole. Infatti la sua temperatura è di 1600 gradi. Kepler-10b è l'esopianeta più piccolo fino ad ora scoperto. Il suo giorno dura 20 ore. Tutti i calcoli sono dovuti a complicati rilievi riscontati a seguito di eclissi e perturbazioni gravitazionali della stella Kepler.

Molto soddisfatta la ricercatrice Natalie Batalha del gruppo scientifico Ames della Nasa che ha curato la importante scoperta astronomica del primo pianeta roccioso extrasolare. Tutti i dettagli sono stati pubblicati sull'Astrophysical Journal. Sono in costruzione attualmente diversi telescopi progettati appositamente per l'individuazione di pianeti extrasolari come l'Automatic Planet Finder. Alcune future missioni spaziali in programma sono mirate alla scoperta ed a avere maggiori dettagli di esopianeti. Si tratta della missione spaziale Gaia in programma nel 2012, della missione SIM nel 2015, e del Terrestral Planet Finder dopo il 2015.

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Australia: scomparsi "X-Files" sugli UFO?

In realtà ci si potrebbe trovare di fronte ad un banale caso di disservizio burocratico, di cattiva catalogazione o riordino di un archivio. Fatto sta che lo smarrimento, in Australia (paese normalmente molto efficiente in tali ambiti) di alcuni documenti riguardanti presunti avvistamenti UFO, sta scatenando le più ardite teorie cospirative tra gli appassionati. Cosa è accaduto?

Tutto nasce da una richiesta del Sidney Morning Herald. L’idea era di visionare i fascicoli di alcuni casi d’avvistamento resi pubblici in base al Freedom of Information Act. I funzionari del dipartimento della Difesa, tuttavia, di fronte alle insistenze, hanno dovuto ammettere di non averli rinvenuti.

Scomparsi. Evaporati, perduti. Quanto basta per creare un caso mediatico e ridare fiato a quei ricercatori che da sempre sospettano un tentativo, ipotetico, di Cover Up delle istituzioni di tutto il mondo. La tematica UFO, nel 2011, è un nervo scoperto per coloro che si dicono possibilisti. Più probabilmente la realtà delle cose è molto più banale e meno intrigante. Per molti anni le autorità australiane hanno seguito con attenzione i casi d’avvistamento in Oceania. Un continente che vanta una tradizione piuttosto robusta in tal senso. Tuttavia, all’inizio del nuovo millennio, si era assistito ad un disimpegno in tal senso. Tanto che il Ministero della Difesa Australiano aveva invitato i cittadini a segnalare eventuale avvistamenti direttamente alla polizia. Che l’importanza di questi files sia stata sottovalutata da un funzionario o impiegato distratto? Di certo, a leggere le teorie che stanno fiorendo sul web intorno all’episodio, sarebbe stato forse il caso di tenerli maggiormente da conto.

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NGC 6744: la Galassia "gemella" della Via Lattea

lunedì 6 giugno 2011

Gli astronomi dell’ESO hanno utilizzato lo strumento WFI (Wide Field Imager) installato sul telescopio da 2.2 metri dell’MPG/ESO per riprendere NGC 6744. Questa impressionante galassia a spirale si trova a circa 30 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione del Pavone. Ma questo paesaggio potrebbe quasi rappresentare una cartolina della nostra Via Lattea, uno scatto preso da un nostro amico extragalattico, tanto questa galassia assomiglia alla nostra.

Vediamo NGC 6744 quasi di “faccia”, abbiamo cioè una magnifica vista a volo d’uccello della struttura della galassia. Se avessimo i mezzi tecnologici per sfuggire alla Via Lattea e osservarla dallo spazio intergalattico, questo sarebbe più o meno lo spettacolo che si aprirebbe davanti a noi – appariscenti braccia a spirale che avvolgono un nucleo denso e allungato e un disco di polvere. Si vede anche una piccola galassia vicina di forma distorta – NGC 6744A, la piccola macchia in basso a destra rispetto a NGC 6744, che ricorda una delle vicine della Via Lattea, le Nubi di Magellano.

Una delle differenze tra NGC 6744 e la Via Lattea è la dimensione. Mentre la nostra galassia ha un diametro di circa 100 000 anni luce, la galassia qui raffigurata è grande quasi il doppio. Nonostante ciò, NGC 6744 è simile in modo provocante a come un osservatore lontano potrebbe vedere la nostra dimora galattica.

Questo spettacolare oggetto è una delle più grandi e vicine galassie a spirale. Anche se ha una luminosità pari a 60 miliardi di soli, la sua luce è sparsa su una grande area di cielo – circa due terzi della dimensione della luna piena, facendo sì che la galassia, osservata con un piccolo telescopio, appaia come una macchia sfuocata con un centro molto luminoso. E invece è uno degli oggetti più belli del cielo australe e può essere identificata dagli astronomi dilettanti grazie alla forma ovale che contrasta con un ricco sfondo di stelle.

Con i telescopi professionali, come il 2,2 metri dell’MPG/ESO a La Silla che ha ottenuto questa immagine, NGC 6744 mostra tutto il suo splendore. I bracci a spirale striati di polvere ospitano molte zone di formazione stellare (che qui splendono in rosso) e disegnano la forma appariscente di questa sosia della Via Lattea.

Questa veduta è stata ottenuta con lo strumento WFI (Wide Field Imager) montato sul telescopio da 2,2 metri all’Osservatorio di La Silla in Cile. L’immagine è composta da diverse esposizioni prese attraverso vari filtri che fanno passare la luce blu, quella giallo-verde e quella rossa così come l’emisisone dell’idrogeno gassoso. Questi filtri sono resi nell’immagine finale colorandoli rispettivamente di blu, verde, arancione e rosso.

Ulteriori Informazioni

L’ESO (European Southern Observatory) è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 15 paesi: Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, e Svizzera. L’ESO svolge un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strumenti astronomici da terra che consentano agli astronomi di realizzare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo di punta nel promuovere e organizzare la cooperazione nella ricerca astronomica. L’ESO gestisce tre siti osservativi unici al mondo in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. Sul Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, osservatorio astronomico d’avanguardia nella banda visibile. L’ESO è il partner europeo di un telescopio astronomico di concetto rivoluzionario, ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. L’ESO al momento sta progettando l’European Extremely Large Telescope o E-ELT (significa Telescopio Europeo Estremamente Grande), di 42 metri, che opera nell'ottico e infrarosso vicino e che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”.

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